Piemonte e CAI insieme fino al 2030

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Ambiente e Territorio
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Regione Piemonte e Club Alpino Italiano hanno firmato l’11 ottobre a Macugnaga (VCO), in occasione della quarta Conferenza europea sui sentieri e cammini, il nuovo protocollo d’intesa per il potenziamento, lo sviluppo e la valorizzazione delle attività in ambiente naturale, che resterà in vigore fino al 2030.

Si tratta di un atto che consolida la collaborazione tra Regione e CAI dopo oltre vent’anni di lavoro congiunto. L’accordo definisce infatti una programmazione pluriennale di interventi dedicati alla manutenzione, al ripristino e alla promozione del patrimonio escursionistico e rifugistico piemontese, riconosciuto come uno dei più estesi e frequentati d’Europa. Il Piemonte infatti può contare su oltre 60 rifugi gestiti, 10 autogestiti, 21 incustoditi e 47 bivacchi, per un totale di circa 3.740 posti letto, e oltre 20.800 chilometri di sentieri censiti che fanno del Piemonte la Regione con una delle più estese reti escursionistiche d’Europa, che offre itinerari dalle passeggiate turistiche alle grandi traversate alpine.

Il nuovo protocollo, firmato dagli assessori allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo e ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, e dal presidente generale del CAI Antonio Montani, individua sette aree di intervento: ripristino e messa in sicurezza della rete escursionistica e delle infrastrutture montane; aggiornamento dei percorsi, delle vie ferrate e dei siti di arrampicata; manutenzione della segnaletica e delle strutture della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e del Sentiero Italia CAI; formazione degli operatori e dei volontari; promozione della sicurezza e dell’uso di strumenti digitali come GeoResQ; creazione di una piattaforma unica di prenotazione digitale dei rifugi; realizzazione di eventi culturali, scientifici e divulgativi per la valorizzazione delle attività in ambiente naturale, con particolare attenzione all’inclusione e all’accessibilità. Per l’attuazione delle azioni sarà istituito un tavolo tecnico paritetico che definirà priorità e modalità operative dei singoli interventi.

«Questo protocollo - ha commentato l’assessore Gallo - rappresenta un passaggio fondamentale nelle politiche per la montagna. Il Piemonte è la prima Regione italiana a dotarsi di uno strumento così completo e strutturato, che non solo riconosce il valore del lavoro del CAI ma ne fa un partner stabile per la gestione, la sicurezza e la promozione delle attività in ambiente naturale. Abbiamo una rete di sentieri e rifugi che è un patrimonio di identità e sviluppo: vogliamo renderla più sicura, più accessibile e più sostenibile. Con questo accordo investiamo nel futuro delle Terre Alte, promuovendo un turismo responsabile, la manutenzione del territorio e la valorizzazione delle comunità montane».

«Regione e CAI si dotano di un efficace e concreto strumento per la gestione di uno dei più grandi patrimoni alpini italiani - ha aggiunto l'assessore Vignale - La grande rete sentieristica così come i tanti rifugi e bivacchi gestiti dal Club hanno permesso di rendere le nostre valli e montagne fruibili al turista ben oltre il periodo invernale, aprendo un ventaglio di possibilità e opportunità mai conosciuto prima. Il protocollo, quindi, non solo riconosce il valore di questo bene essenziale per il settore turistico outdoor, ma il ruolo fondamentale del CAI nella sua tutela e promozione».

Il presidente Montani ha auspicato che «questo protocollo possa essere un esempio anche per altre realtà. L’attenzione verso i sentieri e i territori montani deve essere a 360 gradi, sia da parte delle istituzioni e degli enti locali, che del mondo delle associazioni e del terzo settore».

Il protocollo integra le finalità delle leggi regionali 12/2010 (“Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte”) e 14/2019, rafforzando la strategia regionale a favore del turismo sostenibile, della tutela ambientale e della fruizione consapevole delle aree montane.

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