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La Regione Piemonte, in riferimento alle dichiarazioni diffuse nelle scorse ore, precisa che il presunto blocco delle assunzioni nel Servizio sanitario regionale non corrisponde al contenuto della nota trasmessa alle Asl.
«L'obiettivo del provvedimento - precisa l’assessore alla Sanità Federico Riboldi - non è sospendere il reclutamento del personale, ma avviare una ricognizione straordinaria per aggiornare il fabbisogno e verificare la distribuzione delle risorse già presenti e programmare le future assunzioni sulla base delle effettive esigenze assistenziali dei territori. La stessa nota specifica infatti che la ricognizione non deve essere intesa come blocco generalizzato e indistinto, ma come una misura finalizzata a verificare la coerenza tra fabbisogni, modelli organizzativi e risorse disponibili».
«Chi parla di blocco delle assunzioni racconta una realtà che non esiste - prosegue l’assessore - La lettera inviata alle aziende chiede esclusivamente ai direttori di fare una fotografia della situazione esistente, non soltanto sotto il profilo numerico, ma anche delle competenze assegnate e della distribuzione del personale tra le diverse strutture. Lo scopo è rilanciare un piano assunzionale sempre più mirato alle esigenze reali, effettive e attuali dei pazienti piemontesi».
L’assessore chiarisce poi che «una ricognizione non è un blocco. È una scelta di responsabilità che punta a garantire a tutte le strutture sanitarie del Piemonte le stesse opportunità di rispondere ai bisogni dei cittadini, valorizzando al meglio gli oltre 4.200 professionisti assunti in questi anni e continuando a investire sulla sanità pubblica. Assumere è fondamentale, e il fatto che il Piemonte primeggia a livello nazionale con un + 3% rispetto alla media italiana ne è la dimostrazione; ma è altrettanto fondamentale fare in modo che ogni professionista sia impiegato dove serve davvero ai cittadini».
A conferma della volontà della Regione di rafforzare concretamente la sanità pubblica, negli ultimi anni la Regione Piemonte ha compiuto uno dei più importanti investimenti sul personale sanitario della propria storia. Come certificato dall'ultimo Osservatorio regionale sul personale, dal 2019 gli organici del Servizio sanitario sono aumentati di 4.200 unità, di cui 2.260 dal giugno 2023, tra comparto e dirigenti.