Maltempo: Piemonte e Liguria chiedono un piano straordinario sul dissesto idrogeologico e lo scudo penale per i sindaci

Tema
Ambiente e Territorio
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
26 Novembre 2019

I presidenti delle Regioni Piemonte e Liguria, Alberto Cirio e Giovanni Toti, hanno deciso di agire insieme per fronteggiare i danni provocati dal maltempo dei giorni scorsi: “I nostri sono territori fragili. Bisogna pertanto agire sulla prevenzione. Non possiamo andare avanti di stato di emergenza in stato di emergenza. Chiederemo al Governo un piano straordinario sul dissesto idrogeologico. Non si possono tenere le risorse bloccate al Ministero dell’Ambiente senza far partire le opere, per poi spendere i soldi rincorrendo l’emergenza come si sta facendo oggi. Insieme a questo serve una profonda semplificazione normativa. Si parla tanto di scudo penale, diamolo ai sindaci per consentirgli di mettere in sicurezza il loro territorio senza rischiare una denuncia”.

Intanto, la Regione Piemonte ha inviato a Roma la richiesta di stato di emergenza, a cui si aggiungerà una prima stima dei danni. Solo per il Basso Piemonte si aggirerebbero intorno ai 50 milioni, ma si attendono le valutazioni dei tecnici. L’area maggiormente danneggiata risulta essere quella intorno al Bormida, che coinvolge Alessandrino, Astigiano, Cuneese e versante ligure. Proprio in questo territorio, a Cairo Montenotte (SV), era in programma il 27 novembre un incontro tra i presidenti Cirio e Toti, l’assessore piemontese alla Protezione civile Marco Gabusi e e i sindaci della Val Bormida sulle iniziative congiunte. Incontro purtroppo annullato a causa di una nuova allerta arancione in Liguria.

“Bisogna anche rendersi conto che le piogge, le frane e le alluvioni non guardano i confini - evidenzia l’assessore Gabusi - per cui se si parla di piano straordinario bisogna fare considerazioni di carattere territoriale e non meramente regionale. Come abbiamo detto ieri al ministro Dadone ad Alessandria, passata la prima fase di emergenza che si occupa della sicurezza delle persone e delle grandi arterie stradali, è indispensabile attivare la fase due per il ripristino della viabilità ordinaria in tutte le aree colpite, inevitabile per il transito dei mezzi pesanti legati alle attività locali e al trasporto regionale e interregionale. Pensare di tardare questo transito per più di una settimana o dieci giorni significa ammazzare l’economia locale”.

Per questo motivo, Gabusi e l’assessore alle Attività produttive al Bilancio, Andrea Tronzano, hanno individuato la possibilità di un prelievo di 3 milioni di euro dal Fondo di riserva per integrare le richieste che avanzate a Consiglio dei Ministri e Dipartimento della Protezione civile: “In pochi giorni saremo anche in grado di fare un bando specifico per mettere a disposizione anche piccole somme per i gruppi di Protezione civile”.

Intervenendo in mattinata in Consiglio regionale, Gabusi ha ricordato che “abbiamo avuto almeno 500 smottamenti: ci sono strade interrotte, per dei tratti scomparse, o trascinate più a valle. E questo significa avere case e paesi isolati, o comunque in grande difficoltà” ed ha voluto sottolineare che “il sistema di emergenza ha dimostrato la massima efficienza in un momento di grande stress. Protezione civile e tecnici hanno fatto giorni e notti senza mai staccare. E' stato un ottimo lavoro”.

 

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