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Da oggi, 30 dicembre, l’autostrada Asti–Cuneo è interamente percorribile lungo tutto il suo tracciato: ad annunciarlo ufficialmente ieri mattina sul nuovo viadotto Tanaro che completa l’arteria e poi a Cherasco a tutte le autorità della zona sono stati il viceministro ai Trasporti e Infrastrutture Edoardo Rixi, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori regionali ai Trasporti Marco Gabusi e alle Infrastrutture strategiche Enrico Bussalino, l’amministratore delegato della società Asti-Cuneo Bernardo Magrì. Presenti anche gli assessori regionali Marco Gallo e Andrea Tronzano, i presidenti delle Province di Cuneo e Asti, Luca Robaldo e Maurizio Rasero, numerosi sindaci e amministratori locali.
In questa prima fase il tratto tra lo svincolo Alba Ovest e Cherasco è percorribile gratuitamente fino all’entrata in esercizio a piena capacità dell’infrastruttura. In un breve tratto prima di Cherasco si viaggia su una carreggiata unica, in entrambe le direzioni.
«Si tratta di una svolta storica - ha dichiarato il viceministro Rixi - Il completamento dell’Asti-Cuneo chiude una ferita infrastrutturale durata oltre 30 anni e restituisce continuità a un territorio produttivo strategico. In termini economici significa collegare stabilmente il sistema cuneese ai porti liguri e ai corridoi europei, con effetti diretti su competitività, logistica, turismo e occupazione. È la fine dell’isolamento della Granda. Con investimenti complessivi che sfiorano i 36 miliardi di euro e con nodi strategici come il Terzo Valico e la Torino-Lione che entrano nella fase decisiva, il Piemonte è al centro di una strategia infrastrutturale nazionale fortemente voluta e coordinata dal ministro Salvini».
Un presidente Cirio particolarmente emozionato ha puntualizzato che «nel 2019, quando sono diventato presidente, mancavano autorizzazioni, risorse e un progetto realizzabile per gli ultimi due lotti. Oggi, sei anni dopo, siamo qui e l’autostrada è finalmente aperta: è stato un lavoro lungo e difficile, per cui ringrazio il governo, i sindaci, le istituzioni locali, la società concessionaria, i tecnici e le maestranze. Abbiamo lavorato tutti insieme per raggiungere questo obiettivo che sana una ferita e dota questo territorio di un’infrastruttura che aspettiamo da decenni e che i nostri cittadini e le nostre imprese meritano. Il 2025 si chiude con una serie di risultati importanti in termini di viabilità e collegamenti. Oggi l’Asti-Cuneo, quest’estate il tunnel del Tenda e il secondo traforo del Frejus: opere strategiche che rendono il nostro Piemonte sempre più collegato, centrale e accessibile per il transito delle merci e gli scambi delle merci in Europa».
«Una giornata storica per il Piemonte e per questo pezzo del Piemonte - ha proseguito Cirio - e anche nella mia vita personale, perché ho iniziato a fare politica nel 1994 partecipando a una manifestazione per l'Asti-Cuneo. Naturalmente ho potuto occuparmene soltanto da quando governo il Piemonte, mentre prima ho potuto fare il tifoso insieme ai sindaci, al territorio, per richiamare l'attenzione sulla necessità di quest'opera, ma purtroppo abbiamo aspettato tanti anno inutilmente. Comunque non è una festa, non c'è la banda e nemmeno i fuochi d'artificio, e anzi ho chiesto scusa alle imprese e ai cittadini».
«La A33 non è soltanto un’opera viaria: è un asse strategico che rafforza la competitività del nostro sistema produttivo, sostiene il comparto agricolo e manifatturiero e contribuisce a colmare un divario infrastrutturale storico che ha penalizzato questo territorio per troppo tempo - hanno affermato gli assessori regionali Bussalino e Gabusi - Il completamento di questa autostrada contribuirà inoltre a una significativa riduzione del traffico sulle strade secondarie e all’interno dei centri abitati, migliorando la sicurezza della circolazione e la qualità della vita nei paesi attraversati. Un beneficio concreto per i cittadini e per le comunità locali, che vedranno diminuire il traffico pesante e i flussi di attraversamento con effetti positivi anche sul piano ambientale e della tutela del territorio. Oggi restituiamo ai cittadini, alle imprese e ai territori un collegamento moderno, sicuro e integrato nelle grandi reti nazionali ed europee. È un risultato concreto che guarda al futuro e che conferma la centralità delle infrastrutture come leva di sviluppo, coesione e crescita per il Piemonte».
L’ad Magrì ha evidenziato che «l’apertura al traffico dell’Asti-Cuneo è il risultato di un impegno straordinario di tutto il gruppo di lavoro che ha permesso di completare l’ultimo lotto in soli 15 mesi, dimezzando i tempi contrattuali previsti grazie a una sinergia operativa senza precedenti. Questo traguardo rappresenta l’espressione più concreta di un modello virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, capace di realizzare infrastrutture strategiche, sicure e durature. Un momento storico che rivoluziona la mobilità regionale e sostiene lo sviluppo economico del territorio, assicurando una più efficace integrazione con le principali direttrici viarie del Paese».
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La storia dell’autostrada
L’A33 Asti-Cuneo rappresenta una delle opere infrastrutturali più attese e strategiche del Piemonte. Il tracciato complessivo si sviluppa per circa 90 chilometri, articolati in due tronchi principali interconnessi all’autostrada A6 Torino–Savona, e connette l’autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia con l’area cuneese, superando una storica carenza infrastrutturale che ha per anni penalizzato la mobilità e la competitività del territorio.
I lavori sono iniziati alla fine degli anni Novanta e si sono sviluppati per fasi successive, con l’apertura progressiva dei diversi lotti tra il 2005 e il 2012. La realizzazione dell’ultimo tratto (Alba Ovest-Cherasco), dal valore di circa 220 milioni di euro, ha rappresentato il passaggio più complesso dell’intero progetto, sia sotto il profilo tecnico sia autorizzativo. Il traffico è stato aperto in 15 mesi grazie al lavoro di 400 operatori, 15 aziende e 130 fornitori.
L’intervento ha privilegiato soluzioni "verdi": sono stati utilizzati nella lavorazione del manto stradale materiali riciclati e fresature a freddo. Inoltre, è stata realizzata un’area umida vicino al torrente Talloria per specie idrofile e un “bat bridge”, integrato con vegetazione specifica, che guida i pipistrelli della colonia protetta di Santa Vittoria d’Alba verso le zone di caccia nella collina di Verduno.
Durante i lavori, supervisionati dalla Soprintendenza di Alessandria, Asti e Cuneo, sono emersi reperti straordinari su 150 metri vicino al Ponte Tanaro 4: un insediamento della tarda Età del Bronzo/inizio Età del Ferro (XI-X sec. a.C.) e una necropoli romana del I sec. d.C.
Accanto al completamento dell’autostrada, particolare attenzione è stata riservata alle opere complementari e di adduzione, del valore di 43,5 milioni di euro e fondamentali per garantire una piena integrazione dell’infrastruttura con la viabilità locale. Attraverso uno specifico protocollo d’intesa che verrà sottoscritto tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comuni interessati e la società concessionaria sono stati definiti interventi mirati a migliorare i collegamenti con i caselli di Alba Ovest e Cherasco, rafforzare la sicurezza stradale e ridurre l’impatto del traffico sui centri abitati. Le opere previste comprendono l’adeguamento e la realizzazione di tratti strategici della rete provinciale, nuove interconnessioni con l’autostrada, varianti viarie, un nuovo ponte sul Tanaro, percorsi ciclopedonali e interventi di messa in sicurezza idraulica. Un insieme di interventi che accompagna il completamento della A33 e ne amplifica i benefici, rispondendo alle esigenze dei territori.
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