Emergenza cinghiali: la Regione Piemonte propone un tavolo nazionale

Tema
Ambiente e Territorio
Autore
Redazione
Creato il
07 Novembre 2019

Il presidente Cirio, gli assessori Carosso e Protopapa solidali con gli agricoltori, allevatori e pastori piemontesi che hanno manifestato a Roma per denunciare l'emergenza dei danni causati dai cinghiali

“La Regione Piemonte è a fianco degli agricoltori, allevatori e pastori piemontesi che sono oggi in piazza Montecitorio a Roma, su iniziativa della Coldiretti, per denunciare il problema dell’invasione dei cinghiali e della fauna selvatica, causa di distruzione dei raccolti agricoli, attacco agli animali al pascolo e incidenti stradali in campagna e nei centri abitati. Un’emergenza nella nostra regione e a livello nazionale”.

Lo dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, insieme al vicepresidente e assessore alle Foreste, Fabio Carosso e all'assessore all'Agricoltura, Marco Protopapa, solidali con i manifestanti  che sono scesi in piazza Montecitorio a Roma, il 7 novembre, per denunciare i danni causati dai cinghiali e da animali selvatici.

“Dopo l’insediamento della nostra Giunta - spiegano - abbiamo da subito affrontato seriamente il problema del contenimento degli ungulati, con una delibera che prevede, per situazioni straordinarie, lo snellimento delle procedure riguardanti le tecniche e i mezzi per il controllo dei cinghiali, con l’ausilio dei cani limieri.
Abbiamo poi promosso degli  incontri con i Prefetti delle province piemontesi, che sono le massime autorità in materia di sicurezza e ordine pubblico, per valutare l’entità del fenomeno ungulati ed allo stesso tempo individuare procedure operative in stato di emergenza".

A seguito delle riunioni con i rappresentati delle amministrazioni provinciali, sono state proposte serie di interventi per rendere più efficace la caccia di selezione, mentre si sta anche concretizzando un tavolo di lavoro tecnico composto dalle Province e dai tecnici degli Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini. Sul fronte invece della cosiddetta caccia programmata, si sta valutando l’adozione di specifici protocolli di attivazione in aree critiche.
Con le Prefetture e le Province, si è inoltre deciso di procedere ad un monitoraggio per l’esatta localizzazione dei sinistri stradali da fauna selvatica, che prevede anche il coinvolgimento delle forze dell’ordine, per verificare il numero di incidenti con relativa mappatura.
A breve verrà convocato anche un incontro da parte del prefetto di Torino con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, per armonizzare le procedure autorizzative in questa specifica situazione d’emergenza.

Infine è in corso di presentazione alla Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. la proposta di modifica dell’articolo 19 della Legge 157/92 per consentire l’ampliamento dei soggetti autorizzati alle azioni di controllo, che andrebbero così a supportare il personale faunistico venatorio già attivo sul territorio.

“Insomma - concludono il presidente Cirio e gli assessori Carosso e Protopapa - il problema è molto sentito in Piemonte, dove abbiamo intrapreso tutto quanto consentito dalle leggi nazionali. La realtà è che servono dei cambiamenti di normativa a livello centrale. In questo senso, come Regione, siamo disponibili a farci promotori di un tavolo nazionale da convocare urgentemente, dove, nel rispetto di tutti, si trovino le soluzioni più efficaci per il contenimento della fauna selvatica”.

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