Le dimissioni da assessore di Elena Chiorino

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L'ingresso del Grattacielo della Regione Piemonte

Elena Chiorino ha rassegnato la sera del 30 marzo le sue «dimissioni irrevocabili» da assessore della Giunta regionale del Piemonte.

Dopo averle comunicate al presidente Alberto Cirio, Chiorino ha diffuso una nota nella quale parla di «una scelta che assumo per senso di responsabilità e per il bene della Regione Piemonte. Sono una persona perbene e non posso accettare che vengano strumentalizzate le evoluzioni di un’indagine che riguarda terze persone, e non la sottoscritta. Non posso accettare che, senza alcuno scrupolo, si tenti di colpire la mia persona, mettendo in discussione l’azione amministrativa portata avanti in questi anni e coinvolgendo, in modo irresponsabile, anche persone estranee. Faccio un passo indietro a testa alta, nella consapevolezza della mia correttezza e del lavoro svolto al servizio delle istituzioni».

Ricevuta la lettera di dimissioni il presidente Cirio ha ribadito che «Elena Chiorino è una persona per bene, sulla quale in tutti questi anni non ci sono mai stati né dubbi, né ombre. Il suo gesto pertanto conferma la sua profonda correttezza e il rispetto delle istituzioni, fatto, come lei stessa ha voluto spiegare, per senso di responsabilità e per il bene della Regione».

Ha quindi sottolineato che «queste sono le parole di una persona corretta, che ha sempre lavorato con dedizione e lealtà e raggiungendo risultati importanti, a partire dalle Academy per la formazione d’eccellenza, dai progetti di welfare aziendale e dalle tante misure a favore dell’istruzione e della conciliazione vita-lavoro, come il prolungamento degli orari degli asili nido, solo per ricordarne alcuni».

Il presidente ha quindi assunto ad interim le deleghe all'Istruzione e merito, al Diritto allo studio universitario, al Lavoro, alla Formazione professionale e welfare aziendale, ai Rapporti con le società a partecipazione regionale.

Il 31 marzo, nel corso di una conferenza stampa convocata con il vicepresidente Maurizio Marrone, numerosi assessori regionali e i capigruppo di maggioranza, il presidente Cirio ha voluto ribadire che «siamo una Regione che non si gira dall’altra parte. Noi mettiamo il rispetto della legalità e della trasparenza come primo dei nostri doveri e accanto a questo vogliamo anche risolvere problemi. Parliamo - ha precisato - di una vicenda in cui la Regione non c’entra per quanto concerne il suo ruolo di governo, né con atti o delibere, né con funzioni. Parliamo di una vicenda che attiene alla vita privata di un'esponente del nostro governo, del nostro Consiglio, ma tutti sappiamo che quando hai una carica pubblica la vita privata è la vita pubblica, non c'è uno spartiacque».

Il presidente ha quindi affermato che «sapere che hai persone insieme a te che nella scala dei valori mettono prima l'istituzione ti rende più forte. Ancora una volta assumiamo e acquisiamo una consapevolezza di come, anche se uno è onesto, anche se uno è una persona per bene, a volte si può sbagliare, in buona fede. Agli sbagli deve sempre seguire l'assunzione di responsabilità, e qui è avvenuto. Deve esserci anche una reazione delle istituzioni, e qui è avvenuto. E oggi la pelle è più forte. Lo diciamo nel rispetto di una lotta alla criminalità che si insinua dove può insinuarsi, nelle maggioranze e nelle opposizioni, nei partiti di destra e nei partiti di sinistra, negli imprenditori, ovunque. Quindi se noi vogliamo davvero trarre qualcosa di buono e poi tornare immediatamente dopo al nostro lavoro quotidiano, perché ci aspettano tante sfide, dobbiamo tutti insieme alzare sempre di più il livello di attenzione, non lasciare nessuno da solo, non voltarci mai dall'altra parte, sempre avendo rispetto per la dignità delle persone».

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