Dal Piemonte un nuovo latte ad alta digeribilità

Tema
Sviluppo
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
18 Settembre 2019

E’ in commercio in Piemonte e per la prima volta in Italia, nelle versioni Alta qualità e Parzialmente scremato, un nuovo latte adatto a chi riscontra problemi per digerire le altre tipologie: dopo due anni e mezzo di ricerche la Centrale del Latte di Torino ha messo a punto Laatte, caratterizzato da una particolare variante della proteina beta-caseina, la A2, che non rilascia la sostanza responsabile del rallentamento del transito intestinale, e quindi delle difficoltà di digestione.

Il risultato è stato ottenuto senza manipolare il prodotto finito, ma selezionando le mucche che producono questo tipo di latte, oggi poco comune ma che era diffuso nel passato. Il progetto è stato sviluppato a seguito di una ricerca scientifica condotta con la collaborazione di CNR-ISPA, CREA, con il supporto di Polo Agrifood e finanziato dalla Regione Piemonte.

La presentazione è stata svolta il 18 settembre in Regione dal presidente Alberto Cirio, dall'assessore alla Ricerca, Matteo Marnati, e dall’amministratore delegato della Centrale del Latte, Riccardo Pozzoli.

“Questo progetto - ha detto Cirio - è la testimonianza pratica che in Piemonte i prodotti non sono soltanto buoni, ma fanno anche bene alla salute. Un buon esempio di come le risorse dell’Europa possano essere usate per far crescere le nostre aziende e creare nuovi posti di lavoro. Innovando e tenendo conto delle esigenze di mercato e dei consumatori, come nel caso delle intolleranze alimentari che sono sempre più frequenti, ma senza rinunciare al sapore autentico dei nostri prodotti”.

“L’iniziativa - ha spiegato l’assessore Marnati - ha comportato un investimento di 611.000 euro, di cui 263.000 finanziati con il Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020”.

I processi di selezione hanno fatto sì che nel tempo originassero razze bovine e popolazioni che si differenziano tra loro per il patrimonio genetico responsabile della produzione di Beta-Caseina A1 e A2. Su queste due componenti i ricercatori hanno focalizzato l’attenzione ottenendo dati molto interessanti sugli effetti positivi che il nuovo latte esercita sulla funzionalità del sistema digerente, senza la necessità di ricorrere a trattamenti tecnologici estensivi o alla formulazione, ma sfruttando la naturale variabilità delle popolazioni di bovine da latte. Il latte convenzionale contiene una miscela di entrambe le varianti genetiche, mentre il latte A2 proviene da bovine selezionate per produrre solo beta-caseina A2. In tutte le razze è possibile selezionare una mandria con genotipo A2A2 al 100%. Grazie ad una selezione degli allevamenti (tutti piemontesi), alla collaborazione con gli allevatori e ad una accurata gestione del ciclo di produzione, dalla stalla alla confezione finale, La Centrale del Latte di Torino ha ottenuto, per il LAATTE Tapporosso con beta-caseina A2, la certificazione di filiera oltre all’attestazione "Benessere Animale"».

 

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