La Corte dei Conti parifica il rendiconto dell’esercizio 2018 della Regione

Tema
Regione Utile
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
03 Luglio 2019

La Procura generale della Corte dei Conti del Piemonte, nel corso dell’udienza tenutasi il 3 luglio, ha chiesto alla Sezione di controllo di procedere alla parificazione del rendiconto dell'esercizio 2018 della Regione (è il giudizio volto ad accertare la conformità dei risultati ottenuti con le leggi di bilancio) in quanto “nel 2018 e più in generale nel corso della decima legislatura la gestione finanziaria della Regione Piemonte sembra complessivamente migliorata" e il disavanzo superiore a 7,5 miliardi di euro del 2016 è sceso ai 6,6 miliardi del 2018.

All’udienza è intervenuto il presidente Alberto Cirio, che ha dichiarato che “la volontà del nuovo governo regionale è quella di garantire il rigore della spesa pubblica e proseguire l’attività di risanamento messa in campo dal mio predecessore Sergio Chiamparino. Faremo tesoro delle segnalazioni pervenute dalla Corte e siamo disponibili a momenti di confronto anche nel corso dell'anno per arrivare al giudizio di parifica che auspichiamo di poter ottenere anche in futuro, magari con meno criticità di oggi”.

“Bisogna avere la coscienza del disavanzo - ha aggiunto Cirio - e questo significa non rimandare sempre al futuro i problemi. La mia generazione lo sente perché un po’ l’ha subito. Oggi paghiamo le scelte del passato. Se l’obbligo del giudizio di parifica fosse arrivato prima in Italia, forse noi oggi vivremmo meglio. Vivendo per tanti anni la realtà di Bruxelles ho capito che se all’estero le cose vanno meglio è proprio perché ci sono controlli più puntuali”.

Il presidente ha poi rilevato che “intendiamo dare al termine spending review un’accezione meno negativa. La rivisitazione della spesa non è il taglio delle risorse, ma la capacità di intervenire in modo capillare individuando ciò che serve e ciò che non serve, tagliando ciò che non è efficace e investendo di più laddove la spesa risulta più efficace. Faremo questo sforzo anche tramite un migliore meccanismo di monitoraggio e verifica, oggi carente e non in tempo reale. Sarà complesso ma bisogna iniziare”.

Nel suo intervento Cirio ha poi dichiarato che “in ambito sanitario ci sono sempre state forti resistenze nella comunicazione fra Regione e aziende. Dovremmo superarle, perché i problemi nei bilanci delle aziende sanitarie vanno poi a confluire nel bilancio regionale, che fa da cappello. Per cui è meglio che vengano analizzati in corso d’anno, piuttosto che non rendersene conto solo a consuntivo, come in passato”, che ha dato mandato di effettuare “una revisione completa delle partecipate, poiché la partecipazione regionale ha senso quando rappresenta la scintilla per far partire un meccanismo”, che occorre “fare maggiore ricorso ai fondi europei diretti, finora scarsamente usati, per far affluire sul territorio più risorse con le quali compensare le difficoltà finanziarie della Regione”, che “continueremo nel lavoro che opportunamente è stato fatto da chi mi ha preceduto per ridurre i costi della politica, operazione che non salva il bilancio della Regione ma salva la credibilità dell’istituzione”, che “sugli investimenti cercheremo la partecipazione dei privati, facendo in modo che siano remunerativi ma che lascino al pubblico il controllo".

Su quest'ultimo fronte il presidente ha annunciato che “abbiamo l'obbligo innanzitutto di finire ciò che è iniziato, dalla Tav fino all'ospedale di Alba-Bra, anche se per quest'ultimo si è deciso di agire io credo senza le opportune verifiche preventive. Lo stesso atteggiamento avremo sul Parco della Salute di Torino: si va avanti, ma prima di fare un'opera pubblica bisogna verificare che dove la fai non ci sia l'acqua, non ci siano infiltrazioni, come faremmo se dovessimo costruirci la nostra abitazione".

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