Aumentano le donne che si si rivolgono ai Centri antiviolenza

Tema
Diritti
Autore
Gianni Gennaro
Creato il
06 Marzo 2019

Sono 3.125 le donne che nel 2018 sono state seguite in percorsi di uscita dalla violenza dai Centri antiviolenza piemontesi su 3.455 che hanno chiesto aiuto: quasi mille in più rispetto alle 2.336 seguite nel 2017. Sono state 85 quelle che hanno trovato dimora in una casa rifugio.

Si tratta dei risultati di una ricerca condotta da Ires Piemonte e presentata durante gli Stati generali del Piemonte per il contrasto alla violenza di genere, tenutasi il 6 marzo nella Fabbrica delle E di Torino su iniziativa della Regione.

“Probabilmente la nostra decisione di intensificare la comunicazione su questo fronte, facendo sapere alle vittime di maltrattamenti che noi ci siamo e possiamo aiutarle, sta pagando”, ha sostenuto l’assessora regionale ai Diritti e alle Pari opportunità, Monica Cerutti, che ha però anche evidenziato che “restano irrisolti dei nodi cruciali: quando una donna denuncia la violenza non sempre riusciamo a proteggerla dal compagno che a volte riesce persino a toglierle la vita. Inoltre manca, a mio parere, la condivisione di tutti i dati detenuti dai vari soggetti che operano per il contrasto del fenomeno”.

Dalla ricerca emerge anche l’identikit della donna che si rivolge ai Centri antiviolenza; abita in prevalenza nell’area metropolitana di Torino, ha i 31 e i 50 anni, metà ha un’occupazione e metà è senza lavoro, quattro su dieci sono sposate e quasi tutte con figli. In genere il loro titolo di studio è un diploma (quattro su dieci), un 11% ha la laurea, e più di sei su dieci sono cittadine italiane. “Non è infatti vero che la violenza si consuma soprattutto all’interno di coppie prevalentemente straniere”, ha commentato Cerutti.

La manifestazione si è anche caratterizzata per una tavola rotonda che ha visto il coinvolgimento delle forze dell’ordine e della magistratura.

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La ricerca in sintesi
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