- Tema
- Ambiente e Territorio
Autore
La Giunta regionale ha stanziato altri 4.220.000 euro per finanziare nuovi interventi di sistemazione idrogeologica nelle aree protette, nei siti della Rete Natura 2000 e sulla rete sentieristica di collegamento.
L’operazione, che si inserisce nella priorità "Transizione ecologica e resilienza" del Fesr 2021-27, è stata resa possibile dall'ampliamento della dotazione finanziaria disposto dalla Commissione europea nel 9 marzo scorso.
Il bando a sportello aveva registrato alla scadenza del 1° dicembre 2025 un totale di 38 domande per 15.330.000 euro di agevolazioni richieste, di cui 13.200.000 relative a pratiche con istruttoria completata e ammesse. Queste risorse aggiuntive consentiranno di scorrere la graduatoria e finanziare una quota più ampia di progetti pervenuti.
«Il numero di agevolazioni richieste è stato un segnale che i territori hanno bisogno di questi interventi e che gli strumenti che abbiamo costruito funzionano - dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna Marco Gallo - L'ampliamento delle risorse ci ha permesso di portare la misura a 19 milioni complessivi e di dare risposta a progetti già istruiti e ammessi che altrimenti sarebbero rimasti fuori. Ma la domanda che arriva dai territori è più ampia di qualsiasi singola misura: il dissesto idrogeologico nelle aree montane e nelle zone di pregio naturalistico è un problema strutturale, che richiede una programmazione stabile e risorse certe nel tempo. Per questo stiamo lavorando affinché la difesa del suolo nelle aree protette e nella Rete Natura 2000 resti una priorità anche nella prossima programmazione europea».
Per l’assessore regionale all'Ambiente Matteo Marnati «proteggere l'ambiente significa anche garantire la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia della biodiversità che caratterizza il nostro territorio. Con questo incremento di risorse confermiamo l'impegno della Regione a intervenire sul dissesto idrogeologico con un approccio rispettoso degli ecosistemi. Le opere finanziate sono fondamentali per mettere in sicurezza pendii e corsi d'acqua a rischio, ma lo fanno nel pieno rispetto degli habitat naturali. È la dimostrazione concreta di come la transizione ecologica passi anche attraverso la manutenzione e la cura del suolo, valorizzando il ruolo strategico delle nostre aree verdi come barriera naturale contro il cambiamento climatico».