Accordo per il sostegno ai testimoni di giustizia

Tema
Regione Utile
Data notizia
I simboli della giustizia

Firmato al Grattacielo Piemonte il protocollo tra Regione Piemonte, Prefettura di Torino e Procura della Repubblica per l’attuazione della misura regionale a sostegno dei testimoni di giustizia.

A sottoscrivere il documento, il primo di questo tipo in Italia, il presidente della Regione Alberto Cirio, il prefetto di Torino Donato Cafagna nel suo ruolo di coordinatore di tutte le Prefetture del Piemonte, e il procuratore della Repubblica di Torino e della Direzione distrettuale antimafia Giovanni Bombardieri.

Presenti anche il vice presidente della Regione Maurizio Marrone, che ha anche la delega ai Beni confiscati alla criminalità, il procuratore generale di Piemonte e Valle d’Aosta Lucia Musti, la presidente della Corte d’Appello di Torino Alessandra Bassi e il presidente della Commissione Legalità del Consiglio regionale Domenico Rossi.

Video

Nel dettaglio, il protocollo prevede che la Regione, senza in alcun modo sovrapporsi al sistema nazionale di protezione e assistenza, possa intervenire, coordinandosi con Procura e Prefettura, con un contributo economico a favore dei testimoni di giustizia qualora si verifichino condizioni di eccezionale emergenza che non consentano di attendere il periodo che intercorre tra il momento in cui il testimone ha reso la sua testimonianza e quello in cui la Commissione centrale per la definizione e l’applicazione per le speciali misure di protezione delibera lo status di testimone e fa scattare le tutele già previste dalla legge. Viene così erogato un sostegno di 3.000 euro finalizzato a preservare condizioni di vita dignitose e favorire la tenuta complessiva del percorso di collaborazione con l’autorità giudiziaria. Il testimone di giustizia riceve la somma su un conto corrente dedicato attivato dalla Prefettura di Torino con la garanzia di massima riservatezza sull’identità del beneficiario. Le risorse vengono attinte dal fondo anti-usura, che complessivamente ammonta a circa 800.000 euro.

«L’obiettivo di questa iniziativa - ha precisato il presidente Cirio - è quello di testimoniare, anche nei fatti, la vicinanza e il sostegno a chi sceglie di denunciare mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche la propria stabilità economica e famigliare. A queste persone le istituzioni, e la Regione Piemonte in primis, vogliono essere vicine, affinché si sentano meno sole e possano essere sempre di più di esempio affinché nessuno scelga di girarsi dall’altra parte. Questo accordo è anche un segnale di rispetto e riconoscimento al lavoro della Magistratura nel contrasto alla criminalità e alla mafia. E abbiamo scelto di firmarlo oggi, a pochi giorni dall’anniversario della strage di Capaci, nella quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta».

«Il percorso - ha poi ricordato Cirio - è iniziato un anno fa, proprio in occasione della Giornata nazionale per le vittime di mafia, quando intervenendo a un evento organizzato dal Consiglio regionale il procuratore Bombardieri aveva acceso un faro sui testimoni di giustizia, che spesso rischiano la propria sicurezza, anche economica, e spesso attendono a lungo le dovute e adeguate tutele da parte dello Stato. Da allora è iniziato un lavoro di approfondimento, anche legislativo, che ha portato all’approvazione della misura di supporto ai testimoni di giustizia da parte della Regione Piemonte, che è la prima e rappresenta un unicum nel panorama italiano».

«In questi anni la Regione ha fatto la sua parte contro le mafie - ha puntualizzato il vicepresidente Marrone - con azioni concrete, dall'aumento dei contributi per il riutilizzo sociale degli immobili confiscati ai clan, finalmente accessibili anche a piccoli comuni e associazioni di volontariato fino all'avvio del fondo anti usura che sostiene i sovraindebitati a rimettersi in piedi scampando allo strozzinaggio della criminalità organizzata. E proseguiremo fino alla vittoria su ogni mafia»

«L’intesa trae il suo fondamento dalla comune convinzione che nel contrasto alla criminalità organizzata occorre fare leva su un forte spirito di collaborazione tra le istituzioni, come dimostra il lavoro congiunto tra Prefettura, Regione e Procura, su un aspetto delicato e decisivo come quello dei testimoni di giustizia - ha evidenziato il prefetto Cafagna - Prima a prevedere un supporto economico regionale in favore dei testimoni di giustizia, consentirà di anticipare e affiancare alle risorse statali, fin dal primo momento in cui si manifesta la collaborazione del testimone, un sostegno prezioso e utile nella lotta alla criminalità organizzata nelle diverse forme in cui si manifesta: economica, in materia ambientale, legata al traffico di stupefacenti».

Il procuratore Bombardieri ha affermato che «la firma rappresenta un primo passo importantissimo, ci dice che la Regione e le istituzioni di questo territorio non si girano dall’altra parte e sono a fianco di denuncia e che da oggi si sente meno solo. È un segnale importate anche a tutta l’opinione pubblica, perché ricorda che denunciare è fondamentale ed è il primo atto a tutela della legalità e della giustizia. Schierarsi dalla parte giusta significa quindi ristabilire regole di trasparenza, concorrenza e cultura della legalità nell’economia, regole che servono a tutto il sistema economico».

Intervenendo alla firma, la presidente della Corte d’Appello Alessandra Bassi, ha sottolineato che «è un momento di altissimo valore istituzionale, perché quello del testimone di giustizia è un percorso difficilissimo che spesso comporta isolamento sociale e fragilità economica: questo è quindi segnale concreto e tangibile di vicinanza a queste persone e per il ripristino della legalità sul territorio». Il procuratore generale Lucia Musti ha voluto evidenziare lo sforzo delle istituzioni nel contrasto alla criminalità e nel sostegno all’attività della Magistratura: «È una firma importante, perché è la prima in Italia e consolida quel “modello Torino” che io porto ad esempio per il sostegno che è arrivato dalla Regione anche su altri fronti, come il contributo economico di 500.000 euro per consentire che il processo di Brandizzo possa svolgersi a Ivrea in un locale idoneo e per lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi regionale per individuare lavoratori che sono andati in forza agli uffici giudiziari».

Tag
#testimonidigiustizia
#piemonte