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La Regione Piemonte attiva il nuovo ciclo dei Progetti integrati di Filiera (PIF) per gli anni 2026-2029, con una dotazione finanziaria di 27 milioni di euro, in crescita rispetto ai 17 milioni degli anni 2023-2025. Fino al 21 maggio le pmi possono aderire rispondendo all’apposito avviso.
L’annuncio è avvenuto nella giornata in cui il Piemonte ha ospitato, alle OGR di Torino, la prima tappa del ciclo nazionale “Obiettivo Export: imprese e territori”, promosso dalla Farnesina, con la partecipazione del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, Un appuntamento strategico dedicato al rafforzamento della presenza internazionale delle imprese e allo sviluppo dell’export.
«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026-2029 mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio - dichiarano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano - I Progetti integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, come quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione. È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia piemontese, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».
I progetti, gestiti da Ceipiemonte, sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri tramite un percorso strutturato di accompagnamento e servizi specialistici per l’internazionalizzazione, coinvolgendo dieci tra i principali comparti produttivi: automotive & transportation, aerospazio, agritech & macchinari agricoli, cleantech & green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design. Ict. Le iniziative prevedono un insieme coordinato di attività: partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, azioni di promozione e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.
L’internazionalizzazione costituisce infatti è una leva strutturale della politica industriale piemontese. «Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese - sottolineano Cirio e Tronzano - vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorse settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. È ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».
Con l’avvio della programmazione 2026-2029, la Regione Piemonte rafforza quindi una strategia di lungo periodo che mette al centro le imprese e la loro capacità di competere sui mercati globali, valorizzando le eccellenze produttive e garantendo continuità agli strumenti di sostegno all’internazionalizzazione.