Ferrari al forum dell’innovazione sociale: “al di la di tante narrazioni sull’Italia c’è un Paese che da nord al sud vive e sperimenta un forte dinamismo progettuale”

Tema
Diritti e politiche sociali
Data comunicato

Durante il Forum dell’innovazione sociale che si è tenuto oggi, a Torino, e che ha ospitato le esperienze di tante e diverse regioni italiane, l’Assessore Augusto Ferrari ha dichiarato: “Noi questa mattina nel quadro dei pilastri sociali europei abbiamo voluto raccontare un dato: al di la di tante narrazioni sull’Italia c’è un paese che da nord al sud vive e sperimenta un forte dinamismo, vive e manifesta un’enorme ricchezza e capacità di attivazione per rispondere a quell’imperativo costituzionale che ci dice di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo delle persone. Ma gli ostacoli cambiano nel tempo. Abbiamo dunque la necessità continuamente di apprendere. Noi oggi abbiamo voluto raccontare che in Italia queste cose accadono. Come la politica e i responsabili delle Istituzioni possono raccogliere e mettere a sistema questo dinamismo? Vogliamo provare a capire insieme quali prospettive darci”.

La strategia Wecare” ha continuato l’assessore Ferrari in tavola rotonda, al pomeriggio “ha deciso di portare l’innovazione sui territori. Parto da una premessa: l’innovazione sociale non è un fatto estetico, è un processo che sta nell’essenza stessa del welfare. Il welfare se è conservativo non può risolvere i problemi emergenti.

Noi in questi anni abbiamo dovuto vivere il tema della tenuta del sistema consolidato di welfare.

Nello stesso tempo, soprattutto a livello nazionale, ho visto la necessità di una ricalibratura del sistema esistente, e l’esempio più macroscopico è l’introduzione del Reddito d’inclusione.

L’altro elemento in gioco, alla luce della crisi economica, a livello dei territori, è la messa in campo dei progetti nuovi. Le comunità hanno avvertito l’esigenza di agire, con creatività, attraverso progettualità di innovazione sociale. Occorre, a questo proposito, una contaminazione dei saperi. Occorre far incontrare dei soggetti che prima lavoravano in maniera separata.

Bisogna fare in modo che tutto un insieme di iniziative, nato dal basso, diventi un sistema, una modalità permanente di lavoro, mantenendo le particolarità dei territori, dove essi siano protagonisti degli obiettivi da raggiungere, in un’ottica di corresponsabilità, come un insieme di ecosistemi territoriali aperti.

Qui si pone la grande funzione di un nuovo regionalismo: quello che vede nella regioni gli attori primari nella produzione dell’innovazione”.

E chiude “Noi vogliamo dare continuità alla strategia Wecare, proponendo un laboratorio interregionale di innovazione sociale in cui le regioni svolgano un ruolo attivo nel rinnovamento del sistema di welfare europeo in grado di saper affrontare – in termini strategici – le nuove sfide legate a disuguaglianza, invecchiamento e multiculturalismo.

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