Asti-Cuneo in stallo: l’Europa attende la scelta dell’Italia

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L’apertura dei cantieri per completare l’Asti-Cuneo è in stallo, in quanto l’Europa attende che l’Italia decida.

Si è concluso così l’incontro che il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha avuto il 23 ottobre a Bruxelles con l’ambasciatore Michele Quaroni, vice rappresentante permanente italiano presso l’Unione europea e competente per il dossier sull’Asti-Cuneo, e al quale era presente anche il sindaco di Alba, Carlo Bo.

“La Rappresentanza - spiegano il presidente Cirio e il sindaco Bo - ci ha confermato che la Commissione Europea attende che il nuovo Governo italiano dica ufficialmente la strada che si intende seguire. La Commissione ha due dossier aperti sul tavolo: quello Delrio, già autorizzato, e quello Toninelli, su cui abbiamo chiarito che non serve sotto il profilo giuridico un’autorizzazione preventiva della Commissione, anche se è evidente che con il livello di attenzione mostrato il rischio di infrazione è reale. La Commissione infatti ha chiesto, nel marzo e nel giugno scorso, un approfondimento in merito al valore della quota di subentro, ritenuta troppo alta. La relazione tecnica con le risposte a questi dubbi è arrivata solo ad agosto, inviata dal ministro Toninelli nel periodo di passaggio tra il vecchio e il nuovo Governo”.

Il presidente Cirio rileva inoltre che “prima di iniziare la verifica sulle informazioni ricevute, la Commissione chiede, però, di sapere ufficialmente quale via intenda seguire il nuovo ministro. Se verrà scelta la soluzione Toninelli, l’Italia dovrà prepararsi a difendere, ed eventualmente integrare, la relazione tecnica e battagliare per ottenere l’ok; nel caso in cui, invece, si tornasse alla soluzione Delrio il via libera dall’Europa esiste già e non sarebbero necessari altri passaggi. Ad oggi, però, il Governo italiano non ha ancora chiarito la propria scelta ed è urgente che lo faccia. È quello che abbiamo detto ieri anche al premier Conte nel nostro incontro a Torino. Qualunque sia la via, il Governo deve decidere in fretta. Perché al momento tutto è fermo e quelle che rischiano di apparire all’Europa come sterili gelosie politiche, con il Pd attaccato alla soluzione Delrio e il M5S a quella Toninelli, tengono in scacco la decisione. E a pagare lo stallo è un territorio che aspetta da più di 30 anni questa autostrada”.

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