I dipendenti ex Embraco presi in giro da Bruxelles e Roma

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La sede dello stabilimento

La Regione Piemonte continua ad appoggiare i lavoratori dell’ex Embraco di Riva presso Chieri, dove dopo 14 mesi l'attività produttiva non è ripartita e non ci sono segnali positivi per le 409 persone che tra dieci mesi rischiano di andare in mobilità.

Per questo motivo il presidente Alberto Cirio e l’assessore al Lavoro, Elena Chiorino, sono intervenuti al presidio organizzato il 16 settembre da Fim, Fiom e Uilm davanti ai cancelli dello stabilimento ceduto dalla Whirlpool al gruppo cino-israeliano Ventures, che avrebbe dovuto iniziare la produzione di pannelli solari. Le immagini

Questi lavoratori sono stati presi in giro due volte - hanno sottolineato Cirio e Chiorino - Prima da Bruxelles, perché è inaccettabile che l’Europa consenta a una multinazionale che si insedia in un Paese europeo di prendere milioni di euro di aiuti pubblici per poi trasferire la produzione altrove, sempre in Europa, dove però il lavoro costa meno. E poi da Roma, perché la soluzione individuata dall’allora ministro Calenda avrebbe dovuto garantire la ripartenza della produzione entro quest’estate, con autonomia finanziaria e un piano industriale chiaro. Ora scopriamo invece che l’azienda che ha acquisito Embraco ha bisogno di un supporto da parte delle banche per poter avviare la produzione. La Regione sta facendo ciò che è nelle sue possibilità, come intermediario con il sistema bancario e sostenendo un progetto di formazione per i dipendenti - così come richiesto dalla proprietà - affinché possano perfezionare le competenze utili al futuro di questo stabilimento. Crediamo sia nostro dovere fare tutto il possibile affinché si parta al più presto con la produzione. Ma allo stesso tempo ci chiediamo che cosa abbia verificato chi ha dato il via libera a questo piano economico e industriale. Il Piemonte è pronto ad alzare la voce e la Regione è al fianco dei lavoratori e di chi vuole investire sul nostro territorio. Saliremo insieme sui pullman e presidieremo fisicamente il Ministero se necessario. Non vogliamo altre promesse, ma impegni seri”.

Il presidente ha poi dichiarato che “per la prima volta la proprietà ha riconosciuto di non avere la capacità finanziaria per fare un intervento da sola. Per questo la prossima settimana organizzeremo un incontro tra gli istituti di credito e la proprietà” ed ha annunciato di aver “parlato personalmente con il sottosegretario Puglisi, che è stata molto disponibile. Le scriveremo per raccontare nel dettaglio la situazione e ribadire la richiesta di convocare con urgenza il tavolo di crisi”.

 

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