Stop al consumo di suolo agricolo per l'energia pulita

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Ambiente e Territorio
Data notizia
Energia verde

Con un disegno di legge approvato su proposta dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che passa ora all’esame del Consiglio, la Regione Piemonte intende disciplinare l’individuazione di ulteriori aree idonee all’installazione di impianti da fonti rinnovabili.

Diversi gli obiettivi che si intendono raggiungere: fermare il consumo di suolo agricolo, dirigere gli investimenti di questo tipo verso aree industriali o già idonee dal punto di vista ambientale e urbanistico in modo da conciliare lo sviluppo delle energie rinnovabili con la tutela del territorio, semplificare le procedure, mantenere un equilibrio con le esigenze locali e agricole. E poi contribuire al raggiungimento dei traguardi di sviluppo delle rinnovabili entro il 2030, fissati in circa 5.000 megawatts di nuova potenza installata tenendo conto che le aree agricole utilizzabili per questi impianti non possono superare lo 0,8% a livello regionale e il 2% per ciascun comune.

“Con questo disegno di legge intendiamo fornire criteri chiari, certi e trasparenti agli investitori per l’installazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici e compiere un passo decisivo verso la piena attuazione della transizione ecologica e l’indipendenza energetica - sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore Marnati - La priorità è stata assegnata alle aree già compromesse e antropizzate dall’attività umana: edifici, parcheggi, siti da bonificare, aree industriali dismesse, nonché infrastrutture come ferrovie e autostrade. Una scelta precisa, che risponde all’esigenza di tutelare i suoli agricoli produttivi, che per il Piemonte rappresentano un patrimonio inestimabile, fatto di colture uniche, di altissima qualità e di grande valore identitario ed economico. Allo stesso tempo, si favorisce lo sviluppo di impianti nelle aree limitrofe ai poli industriali per sostenere il sistema produttivo. Garantire alle imprese la possibilità di produrre energia rinnovabile per l’autoconsumo significa ridurre i costi energetici, rafforzare la competitività e accompagnare concretamente il percorso verso gli obiettivi di sostenibilità ambientale. In questo modo, coniughiamo sviluppo energetico, tutela del territorio e crescita economica, offrendo una visione equilibrata e sostenibile per il futuro del nostro Piemonte”.

Il dettaglio del provvedimento

Il disegno di legge regionale si inserisce nel quadro definito dal decreto legislativo n.190/2024, che ha già individuato un primo elenco di aree idonee per l’installazione di impianti a fonti energetiche rinnovabili e ha attribuito alle Regioni il compito di individuarne di ulteriori, nel rispetto di criteri e principi stabiliti a livello nazionale.

La norma regionale non ridefinisce l’intero sistema, ma si concentra esclusivamente sull’individuazione di nuove aree idonee, aggiuntive rispetto a quelle già previste dallo Stato. In queste aree sono previste procedure autorizzative semplificate, con tempi ridotti e un iter più snello, pur mantenendo le necessarie valutazioni paesaggistiche.

Dal punto di vista operativo, le nuove aree idonee vengono individuate privilegiando contesti già compromessi o antropizzati, come siti con impianti esistenti da potenziare, aree oggetto di bonifica, zone vicine a insediamenti produttivi o logistici e specifiche aree di interesse nazionale. Viene inoltre favorita l’integrazione con sistemi di accumulo energetico e si prevede la definizione di criteri anche per gli impianti di accumulo indipendenti.

Particolare attenzione è riservata al rapporto con il territorio: la Regione definirà criteri per garantire la continuità delle attività agricole, promuoverà l’installazione di fotovoltaico nelle nuove strutture commerciali e aggiornerà la pianificazione energetica regionale. Attraverso strumenti di monitoraggio digitale, sarà possibile controllare la diffusione degli impianti ed evitare concentrazioni eccessive in determinate aree.

Il disegno di legge introduce anche regole per gestire il cosiddetto “effetto cumulo”, cioè la presenza di più impianti nella stessa zona, prevedendo in alcuni casi il passaggio a procedure autorizzative più complesse per garantire una valutazione più approfondita degli impatti.

Infine, viene rafforzato il principio di compensazione territoriale: i nuovi impianti, soprattutto quelli di maggiore dimensione, dovranno prevedere interventi a beneficio delle comunità locali, come opere di efficientamento energetico, promozione dell’autoconsumo e sviluppo delle comunità energetiche. Il tutto senza nuovi oneri per la finanza pubblica e garantendo continuità per i procedimenti già avviati.

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