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L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha fatto il punto davanti alla Quarta Commissione del Consiglio regionale sulla reale situazione dei conti delle aziende sanitarie piemontesi.
“I bilanci preventivi per il 2026, come ogni anno, rappresentano una fotografia iniziale del quadro economico-finanziario. L’attuale disavanzo di 879 milioni -ha precisato Riboldi - non tiene ancora conto delle risorse derivanti dal nuovo riparto del Fondo sanitario nazionale, che dovrebbero ammontare a 450 milioni e che andranno contabilizzate tra i ricavi, né di eventuali premialità riferite all’esercizio 2026, che potranno concorrere in misura significativa a riequilibrare i conti”.
“Il disavanzo previsionale iniziale del 2025 era di circa 901,7 milioni di euro, sostanzialmente coerente con quello di quest’anno, e si è chiuso a 203 milioni, nonostante un aumento importante delle prestazioni, che hanno superato addirittura il numero di quelle erogate preCovid - ha proseguito l’assessore - Nonostante il massimo rigore, non si configura quindi alcuno scenario di piano di rientro - ha precisato - ma si conferma una precisa scelta politica: non tagliare i servizi ai cittadini, ma continuare invece a investire sulla qualità, sull’appropriatezza clinico-organizzativa, sul personale e sull’eliminazione della spesa improduttiva”.
Rispetto al personale sanitario, Riboldi ha sottolineato che, dall’insediamento della Giunta nel 2019, ci sono state 4mila nuove assunzioni. Nel periodo più recente, tra giugno 2023 e gennaio 2026, il saldo è di più 1992 unità, con un incremento di 517 medici, 129 dirigenti sanitari, 317 infermieri, 158 unità delle professioni riabilitative, 504 operatori socio-sanitari e 270 amministrativi.