Peste suina: Novara e Vercelli tornano in zona indenne con parte di Alessandria e Asti

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Agricoltura
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Cinghiali

I territori compresi nelle province di Novara e Vercelli e nelle province di Asti e Alessandria al di sopra dell’asse dell’A21 Torino-Piacenza escono dalla zona di restrizione 2 riguardante la peste suina africana, in quanto da oltre 6 mesi non si sono più riscontrati casi o ritrovate carcasse di animali infetti mediante l’opera di ricerca a tappeto condotta anche con l’ausilio dei cani molecolari, e passano alla zona indenne.

La decisione assunta all’unanimità dal Comitato Salute animale e benessere animale della Commissione Europea sulla relazione tecnica messa a punto dalle Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna dell’Unione Europea è stata comunicata dal commissario straordinario Giovanni Filippini all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni.

L’elenco dettagliato dei Comuni interessati sarà pubblicato nei prossimi giorni con l’arrivo del Regolamento d’attuazione della Commissione Europea.

«Ringrazio il commissario Filippini per lo straordinario lavoro che abbiamo svolto insieme, per la collaborazione e l’intesa. Aver mutuato subito la mia idea delle fasce franche si è rivelata una soluzione vincente per confinare la peste suina, e siamo stati la prima Regione d’Italia nella gestione dell’epidemia», ha commentato l’assessore Bongioanni, aggiungendo che «è un grande sospiro di sollievo per intere province, i loro agricoltori e allevatori, che dopo anni possono tornare alla normalità dopo aver pagato un prezzo altissimo com’è accaduto al distretto suinicolo novarese nell’estate 2024. Con il commissario Filippini ringrazio per l’estremo impegno, che ha consentito di raggiungere questo risultato, tutti i soggetti coinvolti: Regione Piemonte con il commissario regionale Giorgio Sapino, Istituto Zooprofilattico, Osservatorio Epidemiologico, Asl, Province e mondo venatorio. Voglio rivolgere un ringraziamento particolare proprio ai nostri cacciatori, per il grande contributo che hanno offerto nell’opera di depopolamento dei cinghiali con l’attività venatoria e il contenimento effettuato insieme alle Province, fondamentale nel contrasto alla circolazione del virus».

Il commissario Filippini ha quindi delineato i prossimi passi: «Dobbiamo continuare con il massimo impegno l’azione di contrasto tramite la ricerca attiva delle carcasse, la sorveglianza passiva, il depopolamento nelle aree esterne e le azioni di prevenzione, con l’obiettivo di arrivare in futuro a un’ulteriore revisione delle zone di restrizione».

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