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Sarà aperto dal 20 marzo al 19 giugno prossimi il bando che finanzia i piani integrati di welfare aziendale delle imprese piemontesi.
Questa prima misura prevista dal Piano A.L.Fa. rappresenta un’opportunità concreta per il sistema imprenditoriale in quanto, grazie ad una dotazione di 8 milioni di euro, potrà costruire misure di conciliazione e di welfare a favore del personale con azioni concrete per favorire l’organizzazione dei turni, il supporto per i carichi di cura, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Tutti aspetti che di fatto incidono sulla possibilità di lavorare soprattutto per le donne.
«Sostenere il welfare aziendale significa rafforzare tutto il sistema produttivo, imprese e lavoratori, garantendo la tutela del ceto medio per un Piemonte più attrattivo e competitivo, e significa trasformare una necessità sociale in una leva di sviluppo economico - puntualizza il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino - Con il Piano A.L.Fa. la Regione compie una scelta politica chiara: non lasciare soli gli imprenditori davanti alla sfida della conciliazione tra vita e lavoro, ma accompagnarli con risorse vere e strumenti operativi. Noi vogliamo un Piemonte in cui imprese e istituzioni camminino insieme, con l’obiettivo di liberare energie, creare occupazione di qualità e allo stesso tempo offrire alle donne la possibilità concreta di non dover più scegliere tra lavoro e famiglia».
Il bando in sintesi
Chi può richiedere il contributo
Partenariati (associazione temporanea di impresa o di scopo) composti da almeno due piccole medie imprese, a cui possono aderire anche soggetti aggregatori come le associazioni datoriali o sindacali, le associazioni di categoria dei liberi professionisti, gli enti bilaterali, le società di mutuo soccorso e le grandi imprese solo se e il progetto di welfare è fortemente radicato nel territorio.
Servizi ammessi al finanziamento
- lavoro agile e smart working (strumenti tecnologici e assistenza operativa);
- servizi per minori (nidi e micro-nidi d’infanzia aziendali, baby parking, baby-sitting, custodia dei figli minori nei periodi di sospensione e chiusura della scuola, iscrizione a scuole pubbliche e paritarie e a pre e post scuola, aiuto compiti, servizio mensa, accompagnamento dei figli ad attività extrascolastiche);
- supporto a familiari fragili (assistenza domiciliare diurna o residenziale per familiari non autosufficienti, accompagnamento di familiari non autosufficienti, sostegno al costo delle rette per l’assistenza domiciliare);
- mobilità sostenibile (convenzioni su car pooling, bike sharing, navette aziendali e scuolabus a prezzi agevolati, rimborso dei costi sostenuti per il tragitto casa-lavoro);
- salute (assistenza sanitaria integrativa per donne in gravidanza, madri di bambini fino a un anno di età, campagne di prevenzione sanitaria e materiali informativi, anche in collaborazione con le Asl);
- integrazione economica durante il periodo di congedo parentale;
- Welfare manager, Disability manager, Net manager.
Caratteristiche dei progetti
Le proposte progettuali dovranno avere un valore compreso tra 80 e 250mila euro, una durata di 24 mesi; a fronte di un cofinanziamento del 25%, le imprese potranno richiedere un contributo a fondo perduto per la copertura del 75% dell’investimento complessivo. Il bando ha una dotazione economica di 8 milioni di euro del Piano Nazionale Giovani Donne Lavoro.