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Sostituire i combustibili fossili con l’idrogeno e rilanciare aree critiche con la riqualificazione di siti industriali dismessi sono i risultati che la Regione intende raggiungere con il bando “Progetto Bandiera - Piemonte Hydrogen Valley”.
L’iniziativa è rivolta alle imprese piemontesi e si avvale di una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro. Le domande potranno essere inoltrate dal 2 marzo a 30 giugno 2026.
Nel corso della presentazione avvenuta nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati ha puntualizzato che «con questo progetto la Regione conferma e rafforza il proprio impegno verso la transizione ecologica e l’innovazione sostenibile. Il bando è pensato per supportare le imprese, gli organismi di ricerca e gli enti pubblici che vorranno scommettere su questa filiera. Attraverso il fondo perduto finanzieremo non solo la produzione e la distribuzione dell’idrogeno, ma anche la ricerca e la sperimentazione, cruciali per mantenere il Piemonte all’avanguardia nel panorama tecnologico. Invito tutti i potenziali interessati a studiare attentamente le opportunità offerte da questo bando e a presentare progetti capaci di coniugare innovazione, impatto ambientale e valenza territoriale».
Il progetto intende infatti cooperare al perseguimento di risultati energetico-ambientali in linea con quelli europei e nazionali, con il fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Viene anche promosso lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno, nel più ampio contesto del percorso di decarbonizzazione energetica e industriale, per favorire gli investimenti sul territorio valorizzando le competenze dell’ecosistema con la creazione in un dato territorio di un complesso organizzato di produzione, distribuzione e utilizzo.
I “progetti bandiera” devono prevedere la sostituzione dei combustibili da parte dell’idrogeno, dando la possibilità di realizzare interventi abbinabili ad infrastrutture di rifornimento per il trasporto pubblico e/o pesante e/o un progetto di ricerca industriale e/o sperimentale. È quindi fondamentale che gli impianti siano collocati in aree dismesse.