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La Regione Piemonte ha accolto con soddisfazione l'iscrizione della cucina italiana nel Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.
Il presidente Alberto Cirio ha parlato di “una grande vittoria del nostro Paese. È la prima cucina al mondo ad aver ottenuto questo riconoscimento, che premia una storia di eccellenza nella quale il Piemonte è protagonista con i suoi piatti e la qualità dei suoi prodotti enogastronomici. Un ringraziamento particolare al ministro Francesco Lollobrigida, che ci ha creduto fin dall’inizio e che ha costruito una candidatura solida e vincente che rappresenta un’ulteriore opportunità di promozione turistica, di crescita e di visibilità per i nostri prodotti e per il nostro Made in Italy.
Il Piemonte è orgoglioso di essere parte integrante e protagonista di questa identità, con prodotti e preparazioni che fanno parte in modo imprescindibile del canone della cucina nazionale e con una tradizione che rispecchia in modo esemplare gli aspetti storici, sociali e relazionali premiati dall’Unesco”.
Per l’assessore all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni “il Piemonte è orgoglioso di essere parte integrante e protagonista di questa identità, con prodotti e preparazioni che fanno parte in modo imprescindibile del canone della cucina nazionale e con una tradizione che rispecchia in modo esemplare gli aspetti storici, sociali e relazionali premiati dall’Unesco. Pensiamo alla dimensione conviviale della preparazione e del consumo del cibo nelle famiglie allargate della nostra cultura contadina, che spesso assume dimensione rituale; alla trasmissione intergenerazionale dei saperi e dei segreti, all’attenzione alle materie prime e alla cura per il territorio da cui provengono, alla cultura del riuso e dell’anti-spreco che trova nelle nostre paste ripiene come gli agnolotti e i plin la loro sublimazione, agli scambi culturali che hanno fatto propri ingredienti provenienti da terre lontane. Ma pensiamo anche a come il Piemonte sia stato la culla dell’approccio slow, che partendo dall’Italia ha rivoluzionato a livello globale l’approccio con il cibo”.
L’assessore alla Cultura Marina Chiarelli ha rilevato che “questo riconoscimento ci ricorda che la cultura non vive solo nei musei: vive anche nelle nostre cucine, nelle tradizioni che resistono, nelle storie tramandate, nei territori che difendono la qualità come valore imprescindibile. Come Regione Piemonte continueremo a proteggere e promuovere il nostro patrimonio materiale e immateriale, sostenendo chi produce eccellenza, chi innova con coraggio, chi rende l’Italia e il Piemonte un punto di riferimento mondiale. Oggi non celebriamo solo un titolo: celebriamo le storie che da generazioni rendono l’Italia un modello nel mondo e il Piemonte ha avuto e continua ad avere un ruolo centrale in questo racconto. Qui la cucina è un atto culturale, è cura, è memoria familiare, è capacità di innovare restando fedeli alle radici. Non è un traguardo: è una responsabilità che ci impegna verso il futuro”.