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Gestione sostenibile dei rifugi alpini

Da alcuni anni enti ed istituzioni operanti per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente promuovono l’applicazione di Sistemi di Gestione Ambientale e portano avanti la ricerca nell’ambito dello sviluppo sostenibile, non solo per quel che riguarda le attività produttive, ma anche nel settore turistico.

L'impatto ambientale derivante dalla realizzazione e dalla gestione delle strutture ricettive, dal soggiorno dei turisti e dalla gestione della mobilità è, oggi più che in passato, al centro dell'attenzione di tutti.
Non è solo il caso dell’impatto ambientale dei grandi complessi turistici, ma anche quello dato dalla concentrazione dei flussi escursionistici su determinati itinerari che attraversano aree particolarmente sensibili e dalla gestione della ricettività in alta quota, che in assenza di una razionale gestione può compromettere il mantenimento di un già delicato equilibrio ambientale

Una gestione razionale del rifugio alpino sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico, dell’uso della risorsa acqua e dello smaltimento dei rifiuti può diventare un concreto esempio di gestione virtuosa e rispettosa dell’ambiente e qualificare un prodotto turistico rivolto agli escursionisti più sensibili, permettendo di coniugare business con qualità ambientale, anche attraverso il conseguimento di miglioramenti nell’efficienza.

Sulla base delle positive esperienze di miglioramento della gestione ambientalmente sostenibile di alcuni rifugi della Valle d’Aosta, è stata avviata una collaborazione tra l’Istituzione Regionale ed il Dipartimento di Scienze Merceologiche dell’Università di Torino per dare avvio ad un’azione tesa a migliorare il livello qualitativo dell’accoglienza delle strutture ricettive d’alta quota presenti sul territorio piemontese.
Tale azione sarà prioritariamente attuata nell’ambito del progetto di cooperazione territoriale transfrontaliera V.E.T.T.A, Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri delle medie e Alte quote“, che sarà realizzato nei prossimi tre anni da partner italiani e svizzeri.

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