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Dal 1° gennaio la Regione Piemonte fuori dal piano di rientro della sanità

Dal 1° gennaio 2017 la Regione Piemonte non sarà più sottoposta al piano di rientro per il pagamento dei debiti della sanità accumulati prima dell’insediamento dell’attuale Giunta. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione nel corso di una conferenza stampa tenuta il 17 novembre con il vicepresidente e gli assessori alla Sanità e alle Politiche sociali.

Il presidente ha dichiarato che l’accordo concluso il giorno prima con il Ministero dell’Economia permette di raggiungere uno degli obiettivi più importanti della sua amministrazione senza dover ricorrere ad inasprimenti fiscali. Il rispetto nel giro di dieci anni dei parametri concordati consente alla Regione di tornare ad avere piena disponibilità nella gestione delle risorse per gli investimenti, a cominciare dal completamento delle strutture di Verduno e Nizza Monferrato, e di poter operare sul fronte del personale socio-sanitario, tema già affrontato con le organizzazioni sindacali. Non dover più rispettare i vincoli del piano di rientro vuole anche dire, ha poi sottolineato il presidente, poter continuare a lavorare con ancora più responsabilità e senso del rigore per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Infine, ha ringraziato il Governo per l’accordo raggiunto e le forze di maggioranza del Consiglio regionale per il sostegno garantito per ottenere questo fondamentale risultato.

E’ toccato al vicepresidente ed assessore al Bilancio e Finanze il compito di illustrare nel dettaglio i termini di un’intesa che permetterà di portare i pagamenti dei fornitori della sanità a 60 giorni, in linea con le richieste europee, e di pagare in dieci anni il miliardo e mezzo di euro di debiti secondo il seguente programma: 65 milioni annui nel 2017 e nel 2018, 113 milioni annui dal 2019 al 2022, 923 milioni tra il 2023 ed il 2026. Il fatto che in sei anni i pagamenti passeranno dai 380 giorni del passato, ora sono 110, a 60 darà un notevole respiro a tutto il comparto. Per arrivare a questo traguardo, ha ricordato il vicepresidente, si è lavorato sodo. A luglio era stata chiesta al Governo un’anticipazione di 419 milioni per portare a termine il piano nei prossimi 15 anni. A fronte dei tagli che il Governo ha dovuto attuare, la proposta non era passata. Ora, invece, è stata accolta una riformulazione che non implica nessun esborso del Governo.

L’assessore alla Sanità ha dal canto suo evidenziato che, dopo aver razionalizzato i servizi e ridotti gli sprechi di gestione, per la sanità piemontese si apre ora una fase nuova caratterizzata dalla possibilità di dare risposte sempre più adeguate ai bisogni di salute dei cittadini da parte di un sistema che presenta comunque tante eccellenze, forse così riconosciute più a livello nazionale che locale. Si tratta di un passo molto importante, perché mette la sanità nelle condizioni di navigare a regime e di riprendere le assunzioni. Il Piemonte, unica regione del Nord a piano di rientro nonostante le alte performance, ha riconquistato la fiducia del Governo grazie ad una politica di profondo rigore. Inoltre, l’assessore ha ritenuto di ringraziare i dipendenti delle aziende sanitarie che, pur in un periodo complesso di riorganizzazione e razionalizzazione, hanno continuato a lavorare con il massimo impegno garantendo al Piemonte di rimanere ai primi posti della classifica nazionale per la qualità delle cure erogate.

Infine, l’assessore alle Politiche sociali ha dichiarato che senza piano di rientro si potranno liberare risorse ammontanti a 74 milioni di euro per il finanziamento dei cosiddetti extraLea, da destinare in particolar modo all’assistenza domiciliare degli anziani non autosufficienti (i cosiddetti assegni di cura) ed alle fragilità sociali, con particolare riguardo ai pazienti psichiatrici.

Author Gianni Gennaro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.