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Attuazione della Direttiva Habitat

L’attuazione della Direttiva “Habitat” avviene attraverso la realizzazione della Rete Natura 2000, “una rete ecologica europea coerente di Zone Speciali di Conservazione”, nata con l’obiettivo di garantire il mantenimento e, all’occorrenza, il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali e delle specie europee a rischio (rari, minacciati o vulnerabili), nella loro area di ripartizione naturale.

A tal fine ogni Stato membro propone alla Commissione europea l’elenco dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC). I SIC sono individuati dagli Stati membri per contribuire a mantenere o ripristinare almeno un tipo di habitat naturale (vedi all. A) o almeno una specie (vedi all. B) presenti al loro interno, o per contribuire al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica in questione (nel caso italiano alpina, continentale o mediterranea).
La Commissione procede alla valutazione degli elenchi nazionali nell’ambito delle cinque regioni biogeografiche europee e propone l’Elenco comunitario dei Siti. Quando un Sito viene inserito nell’Elenco comunitario lo Stato membro designa tale Sito come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e stabilisce le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino delle specie e degli habitat per cui il Sito è stato individuato. Il recepimento italiano della Direttiva prevede che la designazione come ZSC avvenga con Decreto del Ministro dell’Ambiente.

In Italia il Ministero dell’Ambiente ha affidato alle Regioni e alle Province autonome il censimento dei Siti d’Importanza Comunitaria; nel 1996 il Piemonte ha segnalato al Ministero 168 Siti di interesse comunitario, identificati per mezzo dei criteri sopra esposti.
L’elenco dei SIC proposti è stato pubblicato con D.M. 3 aprile 2000 sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 22/4/2000; in tale elenco sono citati tutti i siti proposti dalla Regione Piemonte al Ministero dell’Ambiente, e da questi all’Unione Europea, quali Zone Speciali di Conservazione per la costituzione della Rete Natura 2000.

Nel luglio 2002 l’elenco dei Siti piemontesi proposti è stato modificato sulla base di un lavoro di razionalizzazione geografica, accorpando più aree confinanti; i SIC diventano 128, ma la superficie totale rimane pressoché invariata.
Per le Zone Speciali di Conservazione gli Stati devono stabilire le misure necessarie per la conservazione, che implicano piani di gestione, specifici o integrati ad altri piani di sviluppo, e le opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche dei tipi di habitat e delle specie, e che non causino il degrado degli habitat e la perturbazione delle specie.

Pur essendo in attesa di approvazione da parte dell’Unione Europea i siti proposti sono attualmente protetti ai sensi dell’art. 6 della Direttiva (come recentemente ribadito da un documento della Direzione Generale XI della Commissione Europea); pertanto eventuali progetti che interessano i siti sono oggetto di valutazioni di incidenza e possono essere realizzati solo se essi non pregiudicheranno l’integrità del sito stesso.