Cos'é Riparti Piemonte

Al termine del 2019 la Regione Piemonte ha avviato l’elaborazione di uno strumento strategico e operativo a riguardo delle politiche per indirizzare e sostenere la crescita economica e produttiva regionale e così favorire lo sviluppo lavorativo e sociale dei cittadini piemontesi: il Piano per la Competitività. Nel frattempo, purtroppo, il Piemonte è stato investito dall’emergenza Covid-19 e dalle misure di progressivo lockdown delle attività sociali ed economiche, adottate per limitare la diffusione della pandemia.

La Giunta regionale ha quindi proceduto a una revisione complessiva delle misure originariamente previste, per rimodularle secondo la nuova priorità o reindirizzarne la dotazione finanziaria verso misure a più diretta finalità “anti-Covid19”. Lo schema di intervento complessivo e le singole misure del Piano Competitività sono stati perciò fatti evolvere  e, unitamente ad una serie di significativi interventi normativi di modifica del Bilancio e di semplificazione burocratica, si sono concretizzati nell’iniziativa Riparti Piemonte: un ampio pacchetto di misure per sostenere l’economia e i cittadini piemontesi e costruire le condizioni per una ripresa più rapida e diffusa.

Le azioni che la Regione Piemonte ha attivato e attiverà nei prossimi mesi non rispondono solo all’esigenza di far fronte all’emergenza Covid19 e alle sue ricadute sul tessuto sociale ed economico della nostra regione. L’obiettivo è di porre le basi per una ripresa del sistema regionale cogliendo le sfide del futuro e tracciando una prospettiva che valorizzi le specificità e le potenzialità del Piemonte. Per questo motivo le azioni di Riparti Piemonte si congiungono idealmente con l’opportunità della programmazione del prossimo settennio di risorse comunitarie (i fondi per le politiche di coesione FSE e FESR, il fondo per l’agricoltura FEASR e le risorse che saranno rese disponibili per il nostro territorio nell’ambito dell’iniziativa Next Generation EU).

Gli obiettivi strategici della strategia piemontese per la ripresa:

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UN PIEMONTE PIÙ INTELLIGENTE

  • in cui il capitale umano di cui siamo ricchi possa crescere ed esser valorizzato;
  • in cui l’innovazione (tecnologica, ma anche organizzativa e dei modelli di business) del sistema produttivo sia la chiave di ogni intervento per lo sviluppo delle imprese, in primis le nostre preziose PMI (comprese quelle agricole);
  • in cui la formazione e la ricerca di altissimo livello delle nostre università e dei nostri istituti specializzati siano messe sempre più in grado di vivificarsi nel sistema imprenditoriale, incrementando lavoro e opportunità di crescita;
  • in cui l’industria automotive e la sua evoluzione verso la mobilità elettrica e green è il primo e fondamentale ambito su cui concentrare le energie e le capacità di innovazione, creatività e saper fare di cui le nostre risorse sono capaci;
  • in cui l’industria agroalimentare e di trasformazione partecipi a pieno titolo allo sviluppo dell’attrattività economica, turistica e culturale dei territori;
  • in cui tutte le componenti imprenditoriali siano messe in grado di partecipare attivamente alla costruzione di nuove filiere produttive o al rilancio di quelle esistenti;
  • in cui le imprese siano sostenute nell’acquisizione e nello sviluppo delle competenze necessarie per il loro posizionamento competitivo, nei processi di adeguamento organizzativo e di passaggio generazionale;
  • in cui ci si impegni sempre di più per ridurre ogni ostacolo alla partecipazione femminile allo sviluppo economico e sociale.

UN PIEMONTE PIÙ VERDE

  • in cui l’efficienza dei consumi e la sostenibilità dei processi diventi cultura comune dei singoli cittadini, delle imprese e anche delle istituzioni;
  • in cui gli investimenti per il rinnovamento dei prodotti e dei processi per realizzarlo siano misurati per la loro capacità di costruire un futuro più sano e compatibile;
  • in cui gli investimenti per affrontare le sfide climatiche ed energetiche permettano uscire dallo stato emergenziale rispetto a temi quali quello della qualità dell’aria, del consumo delle risorse e della gestione dei rifiuti;
  • in cui lo sviluppo tecnologico e l’organizzazione delle nostre città sappiano sempre più accompagnare i nuovi stili di vita e di mobilità;
  • in cui le innovazioni tecnologiche consentono una sempre più efficace tutela territorio (monitoraggio delle frane e delle acque, prevenzione sismica, ...).

UN PIEMONTE PIÙ CONNESSO

  • in cui si continua e si sostiene lo sviluppo delle infrastrutture digitali necessarie per costruire il futuro, a partire dalla Banda Ultra Larga e dai Data Center, su cui rendere operativi e fruibili servizi rapidi e precisi per i cittadini e le imprese
  • in cui si ricomincia a investire sulle potenzialità e sulle infrastrutture logistiche della nostra regione (TAV, terzo valico, retroporto, completamento AT-CN, Aeroporto di Caselle e di Levaldigi, …)
  • in cui i soggetti, i territori, i settori si riconoscano come sempre più, necessariamente, interconnessi tra di loro, consolidando le varie forme di rete, filiera, distretto, cluster, comunità, condizione per farsi conoscere e dialogare con il resto del mondo.

UN PIEMONTE PIÙ SOCIALE

  • in cui la crescita non è mai disgiunta dalla solidarietà;
  • in cui l’istruzione e la formazione sono lo strumento di integrazione e sviluppo per tutti, soprattutto per i più deboli;
  • in cui la famiglia è il livello primario di consolidamento e crescita delle nostre comunità;
  • in cui l’accesso al lavoro è il primo passo per l’inclusione sociale e gli strumenti per accompagnarlo sono un servizio essenziale assicurato a ognuno.

UN PIEMONTE PIÙ VICINO AI CITTADINI

  • in cui le istituzioni e le strutture amministrative sanno semplificare e rendere sempre più trasparente il dialogo con i cittadini, i liberi professionisti e le imprese e il loro accesso ai servizi e alle opportunità;
  • in cui task force interdirezionali diffondono la condivisione di competenze e l’unitarietà del dispiegarsi dei diversi interventi e delle diverse politiche promosse dalla Regione;
  • in cui le politiche si sviluppano in connessione con i diversi territori (aree urbane, montane, rurali, ecc.), in una logica di Regione unita ma multicentrica;
  • in cui la cultura del bello, del buono e del ben fatto è sempre più il fattore distintivo e identitario dell’essere cittadino piemontese.