Presentazione del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica

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Un Piemonte in bici vuol dire un territorio più connesso, più sano, più egualitario, più produttivo, più sostenibile, più sicuro.

 

Dopo due anni di intenso lavoro, venerdì 8 luglio la Regione Piemonte ha presentato il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, lo strumento di pianificazione e programmazione di settore che la Regione predispone e approva con cadenza triennale per conseguire le finalità della legge e in coerenza con il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (Nazionale).

Erano presenti il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi, l’assessore al Turismo Vittoria Poggio, l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, i rappresentanti dell’ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani e della FIAB Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, oltre al partner italo-olandese Decisio.

Con il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC), che è prodotto e raccordato nel più ampio processo in corso di redazione dei piani di settore (Mobilità delle persone e Logistica) attuativi del vigente Piano Strategico della Mobilità e Trasporti (PRMT), la Regione traccia la via per un Piemonte più sostenibile ed efficiente: un Piemonte in rete, in cui la bici sia una scelta sicura, piacevole e vantaggiosa per sempre più persone, al pari degli altri mezzi. Lo fa attraverso un piano d’azione innovativo, ispirato alle eccellenze in Europa, fondato sui bisogni specifici di un territorio eccezionale per varietà e opportunità. L’evoluzione che questo piano sostiene richiede infrastrutture, ma anche convinzione e uno scatto culturale. La bici viene vista come un’esperienza comune di benessere quotidiano: in città e tra città, nella natura, per turismo. Un gesto abituale e entusiasmante, che incoraggia la vita locale, l’economia, l’ambiente — che esalta il dinamismo e la bellezza del territorio.

Nella sua semplicità di un telaio e due ruote, la bicicletta rappresenta un mezzo economico, rapido ed ecologico per gli spostamenti, aumentando l’accessibilità e favorendo l’inclusione sociale. Riducendo la necessità di ricorrere all’utilizzo di mezzi motorizzati privati per gli spostamenti di corto- medio raggio. La bicicletta fluidifica il traffico, limita il consumo di suolo, rende più competitivo il trasporto pubblico e mitiga gli impatti ambientali legati al consumo di carburanti e all’emissione di inquinanti.  Muoversi in maniera attiva migliora la salute fisica e mentale, nonché la qualità della vita delle persone, con una riduzione della spesa sanitaria.  Infine, lo sviluppo cicloturistico rappresenta un’importante strategia di valorizzazione e accesso sostenibile alle risorse del territorio, e strumento di rivitalizzazione economica.