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Scheda informativa

Indennità per disoccupati: NASpI, Dis-Coll e Mobilità in deroga

Rivolto a
Imprese e liberi professionisti

Principali caratteristiche delle indennità di disoccupazione: NASpI e Dis-Coll e liquidazione delle ultime Mobilità in deroga.

A seguito delle modifiche apportate dal Jobs Act, sono attualmente operativi i seguenti ammortizzatori per disoccupati:

  • la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), operativa dal 1° maggio 2015, che garantisce un’indennità di durata variabile, per un massimo di due anni, ai lavoratori dipendenti che perdono l’impiego non volontariamente;
  • la Dis-Coll, riservata ai titolari di collaborazione coordinata e continuativa rimasti senza lavoro, dalla durata massima di sei mesi, estesa anche ad assegnisti e dottorandi di ricerca.

Dal 1° gennaio 2017 non sono più operanti:

  • l’indennità di mobilità, a cui avevano titolo i lavoratori con contratto a tempo indeterminato coinvolti nelle procedure di licenziamento collettivo;
  • il trattamento di disoccupazione speciale edile, rivolto ai lavoratori di questo settore;
  • la mobilità in deroga, prestazione integrativa gestita dalle Regioni, che in Piemonte presenta però una coda gestionale, legata a domande ancora inevase.

I percettori di NASpI e di Dis-Coll sono tenuti a registrarsi come disoccupati presso il Centro per l’Impiego e a partecipare alle iniziative di politica attiva concordate con i servizi.

NASPI

La NASpI, subentrata alle precedenti ASpI e Mini-ASpI, costituisce dal 2017 l’indennità di disoccupazione unica per i lavoratori dipendenti, fatta eccezione per la disoccupazione agricola, che segue logiche specifiche, riservata agli operai agricoli e assimilati.

Requisiti di accesso

  • cessazione dal rapporto di lavoro dipendente di carattere non volontario; è escluso in linea generale chi dà le dimissioni (salvo le dimissioni per giusta causa, assimilate a un licenziamento), o concorda la conclusione del rapporto con il datore di lavoro (risoluzione consensuale);
  • versamento di almeno 13 settimane di contributi di lavoro negli ultimi 4 anni;
  • svolgimento di almeno 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.

La NASpI segue una logica assicurativa, per cui durata e misura dell’indennità sono variabili a seconda delle prestazioni lavorative precedenti.

Durata

Il sostegno al reddito viene corrisposto per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione (cioè di lavoro) negli ultimi quattro anni, quindi per un massimo di due anni.

Importo

L’importo mensile dell’indennità, che non può superare, nel 2018, 1.314,30 Euro ed è correlato alla media della retribuzione imponibile a fini previdenziali degli ultimi 4 anni, si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal quarto mese.

Presentazione delle domande e pagamento

La domanda di NASpI va presentata on-line all’INPS entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

L’indennità decorre dall’ottavo giorno successivo all’inizio della disoccupazione, se l’istanza perviene nei primi otto giorni, o dal giorno seguente a quello della presentazione, se questa avviene fra il 9° e il 68° giorno.

Il pagamento dell’indennità viene sospeso:

  • se si rientra al lavoro con un contratto a tempo determinato non superiore a 6 mesi, e si interrompe con un contratto a termine di più di 6 mesi o a tempo indeterminato;
  • quando si raggiunge il diritto a pensione;
  • in caso di nuovo lavoro autonomo o parasubordinato, occorre dichiarare all’INPS, entro 30 giorni, il reddito annuo presunto che, se inferiore a 4.800 Euro (lavoro autonomo propriamente detto) o 8.000 Euro (collaborazione), dà diritto alla corresponsione di un’indennità ridotta.

DIS-COLL

Destinatari e caratteristiche

La DIS-COLL spetta ai collaboratori coordinati e continuativi rimasti senza lavoro.

Dal 1° luglio 2017 possono accedere a questa prestazione anche assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Sono esclusi quelli titolari di pensione, che siano iscritti esclusivamente alla Gestione Separata Inps e abbiano versato dal 1° gennaio dell’annualità precedente a quella di riferimento almeno tre mesi di contributi, inclusi eventuali contributi figurativi in caso di maternità.

I richiedenti devono essere privi di partita IVA; se questa risulta inattiva, deve essere chiusa prima della presentazione della domanda.

L’indennità DIS-COLL copre la metà dei mesi di contribuzione riconosciuti e viene corrisposta per un massimo di sei mesi; a differenza della NASpI, non prevede il pagamento dei contributi figurativi utili a fini pensionistici.

L’indennità viene sospesa per un massimo di cinque giorni se il beneficiario trova un lavoro alle dipendenze; in caso di nuovo lavoro autonomo o parasubordinato occorre dichiarare all’INPS entro 30 giorni il reddito annuo presunto, che, se inferiore a 4.800 Euro (lavoro autonomo propriamente detto) o 8.000 Euro (collaborazione), dà diritto alla corresponsione di un’indennità ridotta.

Presentazione delle domande

Come per la NASpI, la domanda va presentata on line all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

L’indennità decorre dall’ottavo giorno successivo all’inizio della disoccupazione se l’istanza perviene nei primi otto giorni, o dal giorno seguente a quello della presentazione, se questa avviene fra il 9° e il 68° giorno.

Importo

L’importo della DIS-COLL è rapportato al reddito imponibile a fini previdenziali risultante dal versamento dei contributi effettuati, ed è soggetto ad un massimale di 1.314,30 Euro, con la riduzione del 3% ogni mese a partire dal quarto.

MOBILITA’ IN DEROGA

La mobilità in deroga è un particolare ammortizzatore introdotto come strumento a contrasto della crisi economica nel 2009, gestito a livello regionale con criteri che potevano cambiare da Regione a Regione, e che è stato applicato con modalità diversificate in Piemonte, fino al 2016.

Tuttavia, a seguito della Circolare n. 2 del 31 gennaio 2017 del Ministero del Lavoro, che ha disposto che la mobilità in deroga possa essere concessa solo a chi ha concluso la mobilità ordinaria, un certo numero di lavoratori, titolari di ASpI, NASpI e disoccupazione speciale edile e che avevano presentato domanda nei termini, ma non erano ancora stati autorizzati dalla Regione, si sono trovati esclusi da queste provvidenze.

Si è creata un’evidente disparità nei confronti delle persone nelle medesime condizioni già liquidate con provvedimenti antecedenti al 31 gennaio 2017.

Accordo tra Regione Piemonte e parti sociali

Un Accordo specifico fra la Regione e le parti sociali piemontesi del 28 marzo 2017, ha previsto di concedere a questi soggetti, a compensazione di tale perdita, un’indennità una tantum quale partecipazione ad un intervento di politica attiva, organizzato dal Centro per l’Impiego competente.

Tale procedura prevede la definizione di modalità di gestione e di liquidazione dell’indennità con l’INPS, a cui fanno capo le risorse degli ammortizzatori in deroga, perché provveda a liquidare l’indennità prevista, mediante la stipula di una Convenzione ad hoc.

La sottoscrizione della Convenzione con l'INPS

Il percorso per avviare gli interventi di politica attiva previsti, che comprendono in Piemonte anche un programma di cantieri di lavoro, è stato però lungo ed accidentato, dipendente da un lato dalla compiuta definizione delle risorse residue dalle gestioni regionali di CIG e mobilità in deroga, dall’altro dalla firma di una Convenzione con INPS che definisse le modalità di gestione di dette risorse.

L’INPS ha approvato lo schema di Convenzione, adattabile alle Regioni, perché il problema coinvolge tutte le amministrazioni regionali, che hanno destinato queste risorse a varie iniziative, con la Circolare n. 6 del 18 gennaio 2018.

Verso fine luglio 2018 l’INPS ha comunicato alla Regione Piemonte, dopo una complessa fase di verifica delle domande di CIG e mobilità in deroga gestite dal 2014 al 2016, che sono circa 30.000 nella nostra regione, la quantificazione delle risorse disponibili che sono risultate, però, ben inferiori al previsto per la metodologia di calcolo adottata. Anche diverse altre regioni hanno lamentato la non corrispondenza tra i fondi riconosciuti dall’INPS e quelli attesi. E’ seguito un ulteriore confronto in ambito ministeriale, che però al momento non ha portato a risultati concreti.

A questo punto la Regione, al fine di sbloccare la situazione, ha deciso di accettare la quantificazione proposta a fine luglio, d’intesa con la Direzione INPS del Piemonte, che si è formalmente impegnata ad integrare tali risorse con quelle che si rendessero ancora disponibili al termine degli accertamenti in corso.

Il 13 dicembre è stata sottoscritta la Convenzione che regola la gestione di queste risorse e che rende formalmente utilizzabile lo stanziamento attribuito alla Regione (v. nella Sezione “Normativa” il testo del provvedimento con cui la Giunta ha approvato lo schema di Convenzione, con il testo dell’intesa).

L’Agenzia Piemonte Lavoro, che coordina i Centri per l’Impiego, si sta ora attrezzando per avviare le attività di politica attiva previste, che consisteranno in una sessione di orientamento al lavoro, e coinvolgeranno le persone segnalate dalla Regione, che sono poco meno di 300, distribuite su tutto il territorio. Al termine di tale iniziativa, il Centro per l’Impiego fornirà alla Regione un riscontro formale sulla partecipazione agli incontri programmati, sulla cui base saranno inviati all’INPS gli elenchi dei beneficiari del sussidio.

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