M10, un nuovo bando per l’agricoltura sostenibile

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Al fine di favorire la biodiversità e il miglioramento del paesaggio agrario, è stato emanato un nuovo bando per il sostegno ad aziende agricole che introducano, ai margini delle coltivazioni, superfici improduttive stabilmente inerbite, seminate entro la prima decade di giugno e non utilizzate per il transito o l'accesso alle colture. Gli inerbimenti hanno durata quinquennale e assumono caratteristiche diverse a seconda dell’azione prescelta.

L’azione 10.1.4/3 richiede di realizzare, ai bordi di seminativi, strisce inerbite di 5-10 metri di larghezza atte ad intercettare il ruscellamento superficiale, costituite da graminacee (festuca, erba mazzolina o poa, loglio perenne, loiessa), da sole o consociate a leguminose quali trifogli o erba medica. Gli sfalci o le trinciature devono essere effettuati, in presenza di sole graminacee, in modo che la vegetazione non superi i 50 cm di altezza o, in caso di consociazione, dopo la piena fioritura delle leguminose. Il pagamento annuale è di 1.250 euro per ettaro (ridotto a 210 euro per le superfici utilizzate come EFA ).

L’azione 10.1.7/3 richiede la realizzazione di inerbimenti misti di leguminose (trifogli, erba medica, lupinella, ginestrino) sotto forma di strisce di 5-10 metri di larghezza o di appezzamenti di non più di 4.000 mq ad almeno 30 metri di distanza l’uno dall’altro, gestiti con sfalci o trinciature evitando il periodo fra il 1° marzo e il 31 luglio. Il pagamento annuale è di 1.000 euro per ettaro (ridotto a 80 euro per le superfici utilizzate come EFA).

Con il nuovo bando, inoltre, si finanziano le coltivazioni a perdere su superfici in cui non è praticata la caccia (azione 10.1.7/2) e la gestione di elementi naturaliformi (aree umide, siepi, boschetti) realizzati quali investimenti non produttivi nell’ambito dell’operazione 4.4.1 (azione 10.1.7/1). In entrambi i casi il pagamento annuale è di 1.000 euro per ettaro (ridotto a 250 euro per le coltivazioni a perdere utilizzate come EFA).