Covid 19 - IRAP, doppia proroga del termine di versamento della seconda e unica rata dell’acconto

Data notizia

Il versamento riguarda quanto dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019

PROROGA AL 10 DICEMBRE 2020

Il termine di versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP in scadenza il 30 novembre 2020 è prorogato al 10 dicembre 2020 per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato (fanno eccezione i soggetti che possono avvalersi della proroga al 30 aprile 2020, i cui requisiti sono di seguito elencati).

PROROGA AL 30 APRILE 2021

La proroga al 30 aprile 2021 del termine di versamento della seconda o unica rata dell'acconto dell'IRAP, dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, è a beneficio dei soggetti:

  • esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato

    • con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell'anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente;
    • che operano nei settori economici individuati negli Allegati 1 e 2 del decreto legge n. 149/2020, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravita' e da un livello di rischio alto (c.d. “zone rosse”) - individuate con le ordinanze del Ministro della salute (adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del decreto legge n. 149/2020) - a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi;
    • che esercitano l'attivita' di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravita' e da un livello di rischio alto (c.d. “zone arancioni”) - individuate con le ordinanze del Ministro della salute (adottate ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del decreto legge n. 149/2020) - a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi;
  • esercenti attivita' economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilita' fiscale (ISA)

    • che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell'economia e delle finanze e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel primo semestre dell'anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente;
    • che operano nei settori economici individuati negli Allegati 1 e 2 del decreto legge n. 149/2020, aventi domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravita' e da un livello di rischio alto (c.d. “zone rosse”) - individuate con le ordinanze del Ministro della salute (adottate ai sensi dell'articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del decreto legge n. 149/2020 - indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi;
    • che esercitano l'attivita' di gestione di ristoranti nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata gravita' e da un livello di rischio alto (c.d. “zone arancioni”) - individuate con le ordinanze del Ministro della salute (adottate ai sensi dell'articolo 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell'articolo 30 del decreto legge n. 149/2020) - indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi.

La proroga al 30 aprile 2021 del versamento riguarda anche i soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27/06/2020.

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un'unica soluzione entro il 30 aprile 2021.

Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.