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Scheda informativa

FAQ - Gestione del procedimento amministrativo delle conferenze di copianificazione e valutazione

Rivolto a
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

Le indicazioni qui fornite sintetizzano e non sostituiscono quanto indicato nelle disposizioni normative, a cui si dovrà in ogni caso fare riferimento, consultando la pagina Normativa Urbanistica

1. Quali informazioni e quali allegati deve contenere la convocazione delle conferenze di copianificazione e valutazione?

La convocazione della Conferenza, ai sensi dell’art. 5 del D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017, in formato PDF/A, firmata digitalmente dal legale rappresentante del soggetto istituzionale che propone il piano, deve contenere:

  • oggetto della convocazione esplicitato in relazione alle fasi di cui all’art. 15 della L.R.56/77 e s.m.i. ( per es. Prima seduta per l’esame della Proposta Tecnica del Progetto Preliminare della Variante … );
  • luogo, data e ora in cui si svolgerà la conferenza;
  • modalità di trasmissione della documentazione tecnica se diversa dalla PEC;
  • nominativo del Responsabile del procedimento e relativi riferimenti.

Alla convocazione delle conferenze deve essere allegata la seguente documentazione:

  • la deliberazione di adozione/approvazione, in formato PDF/A (da trasmettere con la PEC della convocazione);
  • l’elenco puntuale della documentazione tecnica e amministrativa [vedi FAQ 2]  che ne attesti la conformità con quanto deliberato dagli organi dell’Ente proponente,  riportante anche la denominazione e l’impronta digitale dei file allegati [vedi FAQ 3] (da trasmettere con la PEC della convocazione) ;
  • elenco puntuale degli shapefile consegnati, con attestazione che certifichi che siano quelli effettivamente utilizzati per la redazione delle Tavole così come approvate dal competente Organo;
  • gli elaborati costituenti la proposta tecnica di progetto, di cui agli artt. 14, 14 bis e 15, c. 2 della L.r. 56/77 e s.m.i., in formato PDF/A, firmati digitalmente ai sensi di legge;
  • gli elementi geografici vettoriali in formato shapefile, georiferiti nel sistema di riferimento UTM-WGS84 fuso 32N, utilizzati per la generazione degli elaborati di cui al punto precedente.

Comunicare esclusivamente l’indirizzo internet dal quale scaricare la documentazione non assolve le incombenze previste a carico dell’ente proponente.

(Aggiornamento: gennaio 2019)

2. Come si predispone l’elenco della documentazione tecnica e amministrativa?

Il D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017 all’art. 5 c. 4 stabilisce che “Alla convocazione della conferenza è allegata la relativa deliberazione e la documentazione tecnica ed amministrativa, …., in formato PDF/A firmati digitalmente ai sensi di legge. E’ altresì allegato l’elenco puntale della medesima documentazione che ne attesta la conformità con quanto deliberato dagli organi dell’ente proponente e che riporta l’impronta digitale dei diversi files., …”.

L’elenco puntuale della documentazione, redatto su carta intestata dell’Ente proponente e firmato digitalmente dal Responsabile del Procedimento,  avrà ad oggetto: Titolo della variante - Fase della Conferenza - Fase della Valutazione Ambientale Strategica - Elenco documentazione ed attestazione di conformità” (ad es.: “Variante Strutturale ex art. 17 c. 4 l.r. 56/77 e s.m.i. – Proposta Tecnica del Progetto Preliminare e Verifica Valutazione Ambientale strategica ovvero Proposta tecnica del Progetto Definitivo - Elenco documentazione ed attestazione di conformità”).

Per ogni elaborato allegato  alla convocazione occorre riportare:

  • eventuale titolo dell’elaborato;
  • nome del file corrispondente (comprensivo di estensione, ad es.  .pdf, .p7m);
  • dimensioni del file in byte;
  • riferimento temporale (data di ultima modifica del file);
  • impronta digitale del file corrispondente (hash calcolata con l'algoritmo SHA256, vedi FAQ 3)

tutti elementi tipicamente generati dai più diffusi software di generazione dell’”impronta”.

In calce all’elenco dovrà essere attestata la conformità del medesimo con quanto deliberato dagli organi dell’Ente proponente.

(Aggiornamento: gennaio 2019)

3. Che cosa è l’impronta digitale di un file e come si determina?

L’Agenzia per l’Italia Digitale – Presidenza del Consiglio dei Ministri definisce impronta digitale “La sequenza di simboli binari di lunghezza fissa ottenuta attraverso l’applicazione di una specifica funzione di calcolo alla rappresentazione digitale del documento che garantisce una associazione biunivoca (a meno di eccezioni statisticamente irrilevanti) tra l’impronta stessa ed il documento origine”. Sinteticamente si può definire l’impronta digitale come la “carta d’identità” informatica del file.

Nell'ambito del Codice dell'Amministrazione Digitale l'impronta (hash) ha generalmente un duplice scopo:

  • garantire l'integrità dei documenti (come avviene ad esempio nella firma digitale);
  • permettere di certificare la conformità di un documento.

Quando si certifica la conformità di un file rispetto all'originale, è necessario che nella dichiarazione firmata vi sia un "elemento" che consenta a chiunque di identificare univocamente il file che stiamo certificando come "conforme all'originale". L'impronta (hash) rappresenta  l'"elemento" che permette di identificare con certezza il file di origine che non ha subito modifiche.

Per calcolare l’impronta hash sono a disposizione software gratuiti reperibili con facilità mediante ricerca su internet (parole chiave  “impronta digitale file”) .

Si fa presente che ogni modifica apportata ad un file genera una diversa impronta digitale. Pertanto occorre determinare l’impronta del file effettivamente trasmesso, dopo la ridenominazione, l’apposizione di firme o altre modifiche eventualmente necessarie.

(Aggiornamento: gennaio 2019)

4. Come devono essere predisposti gli elementi geografici vettoriali utilizzati per la generazione degli elaborati?

Gli elementi geografici utilizzati per la formazione degli elaborati cartografici e delle tavole di piano che contengono informazioni di carattere cartografico, ai sensi dell’art. 5 della  D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017 devono essere consegnati in formato vettoriale shapefile (non in formato CAD: dxf o dwg).

Il sistema di riferimento da utilizzare (ai sensi della l.r. 21/2017) è UTM-WGS84 fuso 32N (EPSG 32632).

Nelle more della predisposizione del provvedimento della Giunta Regionale di cui all’art. 14, comma 3 quinquies, della L.r. 56/77 e s.m.i., si evidenzia la necessità di attenersi alle indicazioni della Deliberazione della Giunta Regionale 7 aprile 2014,n. 64-7417 “Indirizzi procedurali e tecnici in materia di difesa del suolo e pianificazione urbanistica”. Ulteriori indicazioni sui contenuti degli shapefile sono disponibili alla pagina “Urbanistica Senza Carta” del sito regionale.

Si raccomanda di mantenere la denominazione e le caratteristiche informatiche degli shapefile relativi ai temi del Ppr desunti dal Geoportale regionale ed eventualmente modificati a scala locale per l’adeguamento al PPR o alle Linee Guida UNESCO), avendo cura di aggiungere un campo contenente l’indicazione della modifica apportata rispetto al dato originario ed eventuali altre informazioni di dettaglio sull’oggetto cartografato.

Sono esentate dall’obbligo di consegna dei file vettoriali (chiarimento della Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio prot. n. 8652 del 07/04/2017) le Amministrazioni comunali o le forme associative che abbiano:

  • conferito gli incarichi per la redazione degli elaborati di Variante prima del 10 febbraio 2017 (data di entrata in vigore del DPGR 1/R del 2017). Di tale incarico il Comune dovrà darne riscontro formale in sede di conferenza.
  • adottato la Proposta Tecnica di Progetto Preliminare prima del 10/02/2017.

(Aggiornamento: gennaio 2019)

5. Da chi devono essere firmati digitalmente gli elaborati?

Ogni deliberazione dell’Organo Competente, in formato PDF/A, deve essere firmata digitalmente dal/i soggetto/i competente/i.
Gli elaborati costituenti il piano o la variante, trasmessi nelle varie fasi dell’iter di approvazione, devono essere prodotti in formato PDF/A e firmati digitalmente almeno dal professionista/i incaricato/i (urbanista, geologo…) per le rispettive competenze e dal Responsabile del Procedimento.

Le firme apposte digitalmente devono essere coerenti con i nominativi eventualmente riportati sul cartiglio degli elaborati.

E’ responsabilità della amministrazione proponente assicurare che gli elaborati  pervengano alla alla Regione correttamente firmati: nel caso fossero rilevate inesattezze la Regione chiederà formalmente la sospensione del procedimento e la riconvocazione della Conferenza mediante nuova comunicazione.

(Aggiornamento: gennaio 2019)

6. Quando deve essere trasmessa la convocazione delle conferenze di copianificazione e valutazione?

Ai sensi del Regolamento 1/R del 23 gennaio 2017, la comunicazione della convocazione della prima seduta di ciascuna conferenza, comprensiva di tutta la relativa documentazione tecnica e amministrativa, è fatta pervenire alle amministrazioni almeno trenta giorni prima della data fissata per lo svolgimento della seduta attraverso posta elettronica certificata (PEC).

La convocazione della seconda seduta di ciascuna conferenza è fatta pervenire alle amministrazioni via PEC almeno dieci giorni prima della data fissata.

La data di convocazione è preventivamente concordata tra le amministrazioni aventi diritto di voto; il luogo di svolgimento è preferibilmente la sede regionale territorialmente competente o la provincia o la città metropolitana.

(Aggiornamento: gennaio 2019)

7. Chi sono i destinatari della convocazione delle conferenze di copianificazione e valutazione?

Il soggetto istituzionale che propone il piano o la sua variante individua i soggetti da invitare alla conferenza sulla base delle disposizioni contenute nell’art. 15 bis, commi 2 e 3, della L.r. 56/77 e s.m.i., con riferimento ai contenuti dello strumento sottoposto alla conferenza.

Di norma, gli Enti a vario titolo coinvolti nelle Conferenze di Copianificazione e Valutazione, che dovranno pertanto essere convocati, sono i seguenti:

con diritto di voto:

  • Regione Piemonte - Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio e Settori territorialmente competenti, elencati sotto (partecipa alla Conferenza con diritto di voto)

  • Città Metropolitana o Provincia territorialmente competente (partecipa alla Conferenza con diritto di voto)

  • Ministero per i beni e le attività culturali nei casi previsti dall’articolo 15 bis comma 2 secondo periodo della L.R.56/77(partecipa alla Conferenza con diritto di voto)

senza diritto di voto:

  • ASL

  • ARPA

Inoltre, a seconda dell’oggetto della Variante urbanistica e degli intendimenti dell’Amministrazione, possono essere invitati, in qualità di soggetti con competenza ambientale o altri soggetti o amministrazioni o enti pubblici o erogatori di servizi pubblici competenti, a qualunque titolo, ad intervenire sul territorio per realizzare infrastrutture o tutelare vincoli relativi alle proprie funzioni, quali ad esempio (elenco non esaustivo):

  • Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo;
  • Comuni limitrofi (in particolare se interessati  da aree a rischio di incidente rilevante (“RIR”) ai sensi del D.Lgs.17.8.99 n.334, D.M.LL.PP. 9.5.2001 e D.G.R. 26.7.2010 N.17-377);
  • Comunità Montane o Unioni Montane;
  • Ente di Gestione delle Aree Protette competente;
  • Commissione Locale per il Paesaggio;
  • Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO);
  • Autorità di bacino distrettuale del fiume Po;
  • ANAS;
  • Ente proprietario e concessionario rete autostradale;
  • Rete Ferroviaria Italiana (RFI);
  • Ente gestore servizio idropotabile;
  • Consorzi irrigui interessati;
  • gestori di telefonia mobile, gas ed energia elettrica;
  • associazioni di categoria e portatori di interessi diffusi (ai sensi dell’art. 15bis c. 3).

Per quanto riguarda Regione Piemonte, tutte le comunicazione dovranno essere inviate alla Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio, tramite PEC all’indirizzo territorio-ambiente@cert.regione.piemonte.it .

Per informazioni e chiarimenti, rivolgersi al Settore regionale territorialmente competente in relazione alla localizzazione della sede comunale:

(Aggiornamento: gennaio 2019)

8. Come deve essere trasmessa la convocazione delle conferenze di copianificazione e valutazione?

La comunicazione della convocazione delle Conferenze, in formato PDF/A firmata digitalmente ai sensi di legge, ed i relativi allegati devono essere trasmessi, ai sensi dell’art. 5 della  D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017, alla Regione Piemonte, Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio tramite PEC all’indirizzo territorio-ambiente@cert.regione.piemonte.it.

Comunicare esclusivamente l’indirizzo internet dal quale scaricare la documentazione adottata non assolve le incombenze previste a carico dell’ente proponente.

Il “sistema informatico” regionale attualmente può ricevere PEC con le seguenti caratteristiche:

  • dimensione massima 30 MB;
  • numero di allegati massimo 30 files per ogni PEC;
  • file firmati digitalmente originati da formato pdf/a (non risultano ricevibili i file .doc firmati digitalmente), non compressi.

Pertanto, deve essere trasmessa via PEC la seguente documentazione:

  • convocazione
  • deliberazione consiliare
  • elenco puntuale della documentazione con certificazione che ne attesta la conformità con quanto deliberato dagli organi dell’Ente Proponente
  • allegati e documentazione in formato PDF/A firmati digitalmente come specificato nella FAQ 1.

Gli shapefile devono essere trasmessi con una o più PEC separate, diverse da quella/e contenenti i documenti in formato PDF/A.  Gli shapefile possono in tali PEC essere compressi. Non è necessario che siano firmati, ma devono essere accompagnati dall’attestazione di conformità prevista ai sensi dell’art. 5 della  D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017.

Qualora non fosse possibile trasmettere tutta la documentazione con una sola PEC (a causa della dimensione dei file o del loro numero), si dovranno inviare diverse PEC successive, indicando che si tratta dell’invio numero ___ di numero totale ___ invii.

In alternativa residuale, in caso di impossibilità a spedire documentazione di dimensioni eccessive, è possibile limitare l'invio tramite PEC a:

  • convocazione;
  • deliberazione consiliare;
  • elenco puntuale della documentazione con certificazione che ne attesta la conformità con quanto deliberato dagli organi dell’Ente Proponente;
  • dichiarazione che la documentazione di cui all’elenco è trasmessa per le vie ordinarie.

La documentazione progettuale è invece trasmessa su supporto digitale (CD, DVD,...) per le vie ordinarie (meglio se con raccomandata a.r.) o consegnato brevi manu all’Ufficio protocollo presso Regione Piemonte – Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio – Corso Bolzano 44 – Torino, facendo riferimento alla relativa comunicazione di convocazione della conferenza trasmessa tramite PEC.

Permane la prescrizione, con riferimento all’art. 5 del  D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017, per cui il supporto digitale deve pervenire a Regione Piemonte almeno 30 gg prima della seduta della Conferenza, possibilmente in concomitanza con la data di trasmissione della comunicazione tramite PEC.

Qualora la documentazione non pervenga alla Regione nei modi e nei tempi sopra descritti, la Regione chiederà formalmente - nella prima seduta della Conferenza - la sospensione del procedimento e la riconvocazione della Conferenza mediante nuova comunicazione.

(Aggiornamento: febbraio 2019)

9. Come deve essere trasmesso il piano dopo l’approvazione?

A norma dell’art. 15, commi 17, 17 bis e 17 ter, della L.r. 56/1977 e s.m.i., come novellati dall’art. 85 della L.r. 17 dicembre 2018, n. 19, la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte, è subordinata, a pena d’inefficacia, alla preventiva trasmissione alla Regione dello strumento urbanistico approvato.
Seguendo i disposti dell’art. 17 della D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017, i contenuti e le modalità di trasmissione dei piani dopo l’approvazione sono analoghi a quelli previsti per le conferenze di copianificazione e valutazione (vedi FAQ relative).
Come specificato nel “Comunicato  dell’Assessore  all’Ambiente, Urbanistica,  Programmazione territoriale e paesaggistica,  Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile in merito all’applicazione dell’articolo 85 (Modifiche  all’articolo 15 della l.r. 56/1977), della legge regionale 17  dicembre 2018, n. 19 “Legge annuale di riordino dell’ordinamento  regionale. Anno 2018.” in tema di pubblicazione degli strumenti urbanistici.”, al fine di assolvere ai requisiti richiesti e assicurare l’efficacia del provvedimento, è previsto che all’atto dell’approvazione dello strumento urbanistico l’Amministrazione comunale provveda a:

  • trasmettere copia dello strumento stesso, completo di tutti gli elaborati, all’indirizzo PEC: territorio-ambiente@cert.regione.piemonte.it, della Direzione Ambiente, Governo e Tutela del territorio,
  • trasmettere l’estratto della Deliberazione di approvazione dello strumento urbanistico al Bollettino ufficiale della Regione Piemonte, all’indirizzo PEC: bollettino.ufficiale@cert.regione.piemonte.it, corredato del modello di dichiarazione in allegato al comunicato, ai fini della pubblicazione di cui all’articolo 15, comma 17, della l.r. 56/1977.  

 

Si ricorda inoltre che, per assolvere a quanto previsto dalla Deliberazione della Giunta Regionale 7 aprile 2014, n. 64-7417 “Indirizzi procedurali e tecnici in materia di difesa del suolo e pianificazione urbanistica”, gli elaborati dello strumento urbanistico contenenti il quadro del dissesto e della pericolosità (carta geomorfologica, carta delle valanghe e carta di sintesi) devono essere inviati in formato PDF/A, firmato digitalmente ai sensi di legge e in formato shapefile, dichiaratamente conformi all’originale, anche al Settore Pianificazione Difesa del suolo della Regione Piemonte all’indirizzo PEC difesasuolo@cert.regione.piemonte.it.

Qualora la dimensione dei file non permetta un invio attraverso posta certificata, si ammette la consegna su supporto digitale (tipo compact disk o DVD) previo invio tramite posta certificata della lettera di trasmissione firmata digitalmente e del documento attestante la conformità dei file contenuti nel supporto digitale con l’originale approvato.

(Aggiornamento: febbraio 2019)

10 - Come deve essere trasmessa la documentazione relativa alle varianti agli strumenti urbanistici ai sensi degli artt. 16bis, 17 e 17bis della l.r. 56/1977?

In applicazione del “Comunicato  dell’Assessore  all’Ambiente, Urbanistica,  Programmazione territoriale e paesaggistica,  Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile in merito all’applicazione  dell’articolo 85 (Modifiche  all’articolo 15 della l.r. 56/1977),  della legge regionale 17 dicembre 2018,  n. 19 “Legge annuale di riordino dell’ordinamento  regionale. Anno 2018.” in tema di pubblicazione degli strumenti urbanistici.” è previsto che, anche ai fini dell’efficacia delle varianti approvate ai sensi degli artt. 16bis, 17 e 17bis della l.r. 56/1977, preventivamente alla trasmissione al Bollettino Ufficiale per la pubblicazione, gli elaborati della variante stessa siano trasmessi alla Direzione Ambiente Tutela e Governo del territorio.

La trasmissione degli elaborati deve pertanto avvenire seguendo i disposti dell’art. 17 della D.P.G.R. n. 1/R del 23 gennaio 2017, allegando alla PEC, oltre agli elaborati approvati in formato PDF/A firmati digitalmente ai sensi di legge, anche gli elementi geografici vettoriali in formato shapefile, georiferiti nel sistema di riferimento UTM-WGS84 fuso 32N, utilizzati per la generazione degli elaborati.

In considerazione del fatto che le varianti ai sensi degli artt. 16bis, 17 e 17bis della l.r. 56/1977 sono di carattere puntuale, non estese all’intero territorio comunale, qualora modifichino elaborati di strumenti urbanistici non realizzati con strumenti GIS, in alternativa a quanto prescritto, nelle more dell’approvazione del provvedimento delle Giunta regionale che detta le specifiche disposizioni relative alla informatizzazione degli elaborati del PRG e relative varianti ai sensi dell’art. 14 della l.r. 56/1977, è auspicabile che, oltre agli elaborati in formato PDF/A, vengano trasmessi gli elementi vettoriali utilizzati per la generazione degli elaborati anche in formato CAD (dxf), possibilmente georiferiti nel sistema di riferimento previsto.

(Aggiornamento: febbraio 2019)