Vivai forestali della Regione Piemonte e tutela della biodiversità

Creato il
17 Ottobre 2019

Il decennio 2011-2020 è stato dichiarato dall'ONU Decennio della Biodiversità, dove per biodiversità entro un determinato ambiente si intende la varietà di organismi viventi in esso presenti.

La vita sulla Terra è possibile principalmente grazie ai servizi forniti dagli ecosistemi naturali e seminaturali, con gradi diversi di biodiversità e funzionalità: servizi di fornitura (di cibo, acqua, foraggio, legno, ecc), di regolazione (stabilizzazione del clima, assesto idrogeologico, barriera alla diffusione di patogeni e parassiti, qualità dell'acqua, ecc) e di supporto (formazione di suolo, fotosintesi, riciclo dei nutrienti, ecc).

La tutela della biodiversità è uno dei principali obiettivi dei vivai forestali della Regione Piemonte, ereditati quasi 40 anni fa nel passaggio delle competenze in materia forestale da Stato a Regioni, in origine allestiti dall’ex Corpo Forestale dello Stato soprattutto per la produzione di piantine di conifere, anche di specie non autoctone, da utilizzare nel rimboschimento di vasti comprensori montani.

La produzione in vivaio

Da allora la strategia produttiva è profondamente cambiata e oggi le piante allevate appartengono a decine di specie tipiche della flora piemontese, dalla fascia montana a quella di pianura. Gli utilizzi sono molteplici, tra i principali l’imboschimento dei terreni agricoli, la rinaturalizzazione e il ripristino ambientale con tecniche di ingegneria naturalistica; per tutti questi interventi la scelta del materiale vegetale è importante non solo a livello di specie ma anche di ecotipi più adatti agli ambienti in cui vengono piantati.

È dimostrato infatti che per il buon esito di interventi di imboschimento è determinante, a parità di specie, l’utilizzo di materiale di provenienza locale, più reattivo e in grado di superare le imprevedibili avversità che un bosco o un impianto deve affrontare nella sua lunga vita. A titolo di esempio mi piace citare il caso dei ciliegi che, soprattutto negli anni ’90, sono stati largamente utilizzati per realizzare impianti da legno finanziati con contributi pubblici; a distanza di qualche anno dalla piantagione si sono verificate morie diffuse, che hanno riguardato principalmente le piante di provenienza lontana dai luoghi di utilizzo, come Francia e Paesi Bassi, mentre quelle di origine piemontese o comunque del Nord Italia si sono adattate molto meglio.

Per rispondere a questa richiesta nei vivai regionali le piante vengono prodotte soprattutto a partire da materiale di moltiplicazione (seme e parti di pianta) raccolto in popolamenti piemontesi dai nostri operai. Questi sono spesso boschi di notevole pregio ambientale, selezionati per la raccolta di tutte le specie del Piemonte di interesse forestale, con particolare attenzione alla loro origine, proprio per tutelare la biodiversità della flora della nostra Regione. Un esempio per tutti è rappresentato dalle foreste di pino cembro del Bosco dell’Alevé, in provincia di Cuneo, dove questi magnifici esemplari di conifera alpina crescono da millenni; qui ogni anno i nostri tree-climbers si arrampicano sugli alberi e raccolgono le pigne mature, che vengono poi trasportate al vivaio Carlo Alberto di Fenestrelle. E in vivaio altre mani sapienti si occupano di estrarne i semi e di seminarli in primavera, per produrre migliaia di piantine da utilizzare nei rimboschimenti in alta montagna.

Inoltre va detto che le diverse specie prodotte vengono allevate nei tre vivai regionali, che si trovano in ambiti geografici ben differenziati: per le conifere alpine, Fenestrelle (TO), per le latifoglie arboree della fascia montana e collinare Chiusa Pesio (CN), per le specie tipiche delle zone di pianura Albano V.se (VC). Questa suddivisione consente di rispettare le naturali richieste fisiologiche delle specie allevate, garantendo la produzione di piantine perfettamente adattate alle condizioni climatiche locali. Inoltre nelle diverse fasi produttive, dal seme alla pianta finale, si applicano specifici trattamenti che contrastano la perdita di variabilità genetica che spesso si verifica nelle filiere vivaistiche.

L'utilizzo delle piantine

Tra le esperienze di successo in cui le piante dei vivai regionali hanno svolto un ruolo essenziale merita una menzione speciale la pluriennale attività di rimboschimento e rinaturalizzazione portata avanti dal Parco del Po vercellese e alessandrino, che ha consentito il recupero di centinaia di ettari di aree degradate lungo il corso del Po, diversificandone la composizione floristica per avvicinarsi agli originali modelli naturali, utilizzando decine di specie di provenienza piemontese, arboree e arbustive. Per citarne alcune frassini, querce, tigli, carpini, e ancora ontani, salici e noccioli, biancospini, fusaggini e spincervini, a decine di migliaia sono state fornite dai vivai regionali per consentire una continua e preziosa attività di arricchimento botanico e restituzione di zone deteriorate alla loro originaria funzione di presidio ambientale.

Ma oltre all’esecuzione di questo tipi di interventi di elevato contenuto tecnico, molte delle specie allevate nei vivai forestali regionali sono adatte a realizzare giardini e aree verdi nelle nostre città, senza ricorrere a varietà ornamentali di specie spesso esotiche o addirittura infestanti. Ad esempio aceri campestri, bagolari e in montagna i sorbi degli uccellatori sono perfetti per ombreggiare parcheggi e vialetti urbani, e parecchie specie arbustive della nostra flora come la berretta da prete, i biancospini, le ginestre e i viburni consentono di creare zone a cespuglio allegre e dall’aspetto naturale.

Il fatto, poi, di scegliere piante della nostra flora spontanea anche per le nostre aiuole domestiche non è affatto indifferente per la biodiversità, visto che spesso sono state introdotte proprio così, per abbellire giardini e parchi, piante esotiche invasive, che come tali hanno preso piede in vasti ambienti naturali andando a soppiantare le specie autoctone. Ad esempio l’acero negundo, il ciliegio tardivo e l’ailanto, introdotti nei secoli passati e che ormai si sono diffuse in molti habitat naturali crescendo praticamente incontrastati, impedendo così la riproduzione e la crescita delle specie autoctone, come querce, frassini e carpini; e non sono che alcune delle centinaia di specie vegetali infestanti oggi presenti in Piemonte. Quindi se vogliamo realizzare una bella siepe non optiamo per i soliti banali fotinia o lauroceraso, piuttosto scegliamo bossi o tassi, ligustri o agrifogli, biancospini o pallon di maggio, belli, resistenti e utili all’ambiente.

Eva Malacarne, Settore Tecnico Regionale di Biella e Vercelli (coordinamento vivai)

 

I vivai si trovano:

Vivaio “Gambarello” - SETTORE CUNEO

  • Indirizzo 12013 Chiusa Pesio (TO)
  • Telefono 0171.734134

Vivaio “Fenale” - SETTORE TECNICO REGIONALE DI BIELLA E VERCELLI

  • Indirizzo 13130 Albano Vercellese (VC)
  • Telefono 0161.73154

Vivaio “Carlo Alberto” - SETTORE TORINO

  • Indirizzo 10060 Fenestrelle (TO)
  • Telefono 0121.83096

 

Scrivi a: vivai@regione.piemonte.it