Infortuni sul lavoro in ambito forestale: il report 2014-2018

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Nell’ambito della Misura 1, Azione 2, del PSR 2014-2020, IPLA Spa ha realizzato un report informativo, relativo al periodo 2014-2018, sugli incidenti forestali riferiti ad operatori professionali ed hobbisti, con la ricostruzione della dinamica e l’individuazione degli elementi significativi degli incidenti, partendo dalle banche dati ufficiali esistenti (INAIL, Informo) e dalla raccolta di articoli di giornale.

Dai dati INAIL (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) si evince una generale diminuzione degli infortuni con una tendenza che perdura da ormai una decina di anni a testimonianza dell’efficacia del d.lgs 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza) che, seppur oneroso nella sua applicazione per le aziende, ha fatto crescere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro ed ha fatto calare il numero di infortuni. Per quanto riguarda il settore forestale, in linea con la tendenza generale, c’è stata una diminuzione degli infortuni, ma va sottolineato che, in rapporto al numero di occupati, gli infortuni mortali siano un numero considerevole nel settore agricoltura/selvicoltura. Le Regioni con il maggior numero di infortuni mortali sono state nel 2017 la Toscana (4 casi), il Piemonte (2), il Veneto (2) e l’Umbria (2); si tratta però di numeri talmente vicini tra di loro che ha poco senso fare una distinzione fra Regioni virtuose e no. Analizzando invece il luogo di nascita degli infortunati è interessante notare come ci sia un’incidenza maggiore degli infortuni mortali per quanto riguarda gli operai stranieri che spesso sono anche i meno tutelati dal punto di vista contrattuale.

I dati raccolti dai giornali, che non possono avere carattere ufficiale né pretesa di esaustività, forniscono comunque un’interessante base di riflessione perché permettono di allargare il campo anche agli operatori non professionisti, in un settore, quale quello forestale, dove spesso la distinzione fra professionisti ed hobbisti può essere molto sfumata. A tal proposito i dati ci confermano che anche fra gli hobbisti vi sono incidenti e che anzi siano in numero maggiore rispetto a quelli dei professionisti. In generale le due tipologie di incidenti più comuni sono la caduta dall’alto di gravi (legato all’abbattimento di alberi) e gli incidenti con le macchine e le attrezzature, seguiti dalla caduta dall’alto (essenzialmente legato alla potatura degli alberi), ma mentre per i professionisti la prima casistica è la più diffusa a causa del più alto numero di abbattimenti effettuati, le macchine sono il maggiore fattore di rischio per gli hobbisti: una minore pratica e manualità ed una maggiore età media delle macchine in uso sono le probabili cause di questa incidenza. Per quanto riguarda le macchine la motosega è l’attrezzo che causa più incidenti, soprattutto fra chi la usa saltuariamente, seguita dal trattore. Se però andiamo a vedere la gravità degli incidenti il trattore è la macchina che ha la percentuale più alta di incidenti mortali.

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