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Scheda informativa

Il Progetto

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti
Terzo settore

Per la conservazione dei parchi naturali dell’area metropolitana di Torino

Corona Verde nasce alla fine degli anni ‘90 da un’intuizione degli enti di gestione dei Parchi che, insieme alla Regione Piemonte e al Politecnico di Torino, iniziano a maturare una nuova visione di sviluppo territoriale. Gli obiettivi sono recuperare un rapporto più equilibrato tra città e natura, ormai logoro e molto spesso inefficace per il benessere dei cittadini, e contenere il consumo di suolo, promuovendo interventi che, oltre alla riqualificazione, giungano a ricostruire l’immagine e i valori identitari del territorio attraverso la valorizzazione di elementi caratteristici custodi di risorse strategiche.

Le aree interessate sono i parchi, i fiumi, le regge e le zone agricole. Corona Verde promuove infatti la conservazione dei parchi naturali dell’area metropolitana di Torino: dal Parco della Collina Torinese di Superga ai boschi di Stupinigi, da la Mandria  a la Vauda, ai margini del Canavese passando da laghi di Avigliana, Colle del Lys, Monte San Giorgio e fiume Po.

Per migliorare le funzioni di corridoio ecologico dei nostri fiumi, Corona Verde promuove interventi lungo le fasce fluviali che ne possano garantire il consolidamento e nel contempo ne preservino la naturalità, con la ricostruzione della loro struttura ecologica e di habitat adatti alla conservazione della fauna e della vegetazione. Il progetto rivolge particolare attenzione anche alla valorizzazione delle zone umide, attraverso la ricostruzione di acquitrini, canneti e boschetti idrofili.

La valorizzazione delle componenti caratterizzanti il “paesaggio del fiume”, anche con la realizzazione di percorsi ciclabili o equestri migliora l’accessibilità e promuove un uso diversificato di questi territori (pesca, attrezzature per il gioco, lo sport e il tempo libero).

Quanto alle Residenze Reali e alla cosiddetta “corona di delitie” così come Amedeo di Castellamonte definiva il complesso di palazzi, “vigne”, ville e castelli destinato al soggiorno e allo svago della dinastia sabauda, Corona Verde promuove interventi tesi al completamento del sistema dei percorsi e della rete di “greenways” che connettono le regge e i principali nodi di interesse naturalistico (fasce fluviali, boscate o agricole). Fra questi il recupero dei tracciati storici e la realizzazione di filari, inquadramenti panoramici e quinte alberate che ne fanno emergere i caratteri storico-ambientali, qualificando paesisticamente gli accessi alle mete di interesse culturale e i contesti aperti naturalistici o rurali.

In merito a questi ultimi, Corona Verde vuole porre attenzione alle risorse primarie per l’agricoltura concorrendo alla loro tutela: il suolo, attraverso il contenimento del suo consumo nelle aree a maggiore capacità d’uso e le acque, attraverso la valorizzazione delle reti irrigue anche in relazione al loro ruolo di corridoi ecologici e naturalistici. Il programma sostiene l’agricoltura periurbana per promuovere il coinvolgimento del sistema produttivo rurale nei programmi di qualificazione ambientale e paesistica dell’hinterland metropolitano, riconoscendo alle attività agricole un ruolo chiave sia per la produttività agroalimentare sia per i servizi ambientali e le attrezzature del tempo libero.

Tra gli interventi che mirano a valorizzare gli aspetti fruitivi vi sono quelli proposti dall’ambito di Venaria Reale, tesi ad integrare e dare continuità ai percorsi ciclopedonali lungo il torrente Stura, il torrente Ceronda e la tangenziale; quelli dell’ambito di Torino che, in sinergia con il Parco del Po e della Collina torinese, tendono al miglioramento della fruizione della strada Panoramica dei colli; quelli dell’ambito di Nichelino, tra cui il progetto dedicato a favorire la fruizione delle mete e l’accessibilità pedemontana del Monte San Giorgio (parco provinciale) e quelli dell’ambito di Settimo Torinese dove i Comuni di San Mauro e di Castiglione hanno lavorato insieme per la “greenway” della Collina.
L’ambito di Nichelino, sulla scia di quanto già intrapreso dal Contratto di fiume del Sangone, ha posto l’attenzione sulla sistemazione naturalistica spondale e sulla fruizione ciclopedonale del torrente, avviando due progetti ad esso collegati. L’ambito di Rivoli ha lavorato per ridefinire i bordi urbani avviando un progetto pilota di “greenfront” nel comune di Pianezza.

L’ambito di Nichelino, inoltre, ha proposto un progetto per la valorizzazione del patrimonio storico-architettonico delle Residenze Reali tramite il ripristino e l’integrazione delle connessioni storiche tra il Sangone e il Chisola nel territorio del parco della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Sono stati finanziati anche progetti dedicati alla biodiversità, come nel caso del progetto elaborato dall’ambito di Settimo Torinese, con cui si è ricostruito un ambiente boschivo di quasi 3,5 ettari nella zona denominata “Parco Cascina Bordina”. L’ambito di Rivoli, infine, ha realizzato interventi di rinaturalizzazione lungo le sponde della Dora Riparia e del Lago Fontanej nei pressi della cascina Maria Bricca, che coniugano le esigenze di fruizione con quelle di rinaturalizzazione delle aree interessate.

Il Comune di Torino ha partecipato al progetto relativo alla realizzazione di un percorso ciclopedonale per un tratto di Lungo Stura Lazio e quello di Nole al progetto sovraterritoriale relativo all’integrazione delle connessioni ciclopedonali lungo la fascia fluviale del torrente Stura tra Venaria e Lanzo Torinese.

Ci sono poi i progetti: del Comune di Chieri, volto alla riqualificazione ecosistemica del tratto urbano del Rio Tepice; del Comune di Pino Torinese che ha portato a compimento la riqualificazione dei percorsi pedonali lungo la strada Panoramica dei colli, già iniziata con i progetti del Comune di Torino e del Parco del Po e della Collina Torinese; del Comune di Sant’Ambrogio, volto a ricostruire il corridoio verde per il passaggio dei camosci e la tutela delle orchidee selvatiche mediante la realizzazione di un ponte tibetano; il progetto del Comune di Collegno, che ha consentito la ricucitura paesaggistica e la riqualificazione ambientale dell’accesso sud del Parco agronaturale della Dora.

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