Fino al 15/4 il semaforo di qualità dell'aria definisce le tecniche di concimazione azotata

Data notizia

Sin dal 2014 è attiva nei confronti dell'Italia una Procedura d'Infrazione europea per i ripetuti superamenti dei limiti di concentrazione del particolato fine (PM10 e PM2,5) nell'aria durante la stagione invernale; ciò riguarda in particolare la Pianura padana, e pertanto anche il Piemonte. Il particolato fine ha una genesi complessa, a cui concorrono in modo significativo, insieme agli inquinanti tipici degli altri settori produttivi, anche l'ammoniaca emessa dal settore agro-zootecnico e le combustioni all'aperto di paglie e residui colturali. In relazione alle concimazioni, sia organiche che di sintesi, sono una fonte rilevante d'ammoniaca le distribuzioni svolte polverizzando il getto e/o lasciando il materiale in superficie.

In risposta alla sentenza di condanna della Corte di Giustizia europea del 10 novembre 2020 e per ridurre il rischio di una pesante sanzione economica che verrebbe imputata ai fondi europei, tra cui il Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale, la Giunta regionale ha approvato venerdi 26 febbraio la deliberazione n. 9-2916 recante "Disposizioni Straordinarie per la Tutela della Qualità dell'Aria". Relativamente al comparto agricolo:

  • il semaforo di qualità dell'aria, elaborato da ARPA Piemonte, si applica a tutti i Comuni dell'agglomerato di Torino, della pianura e della collina; viene aggiornato 3 volte a settimana (lunedi, mercoledi e venerdi) dal 15 settembre sino al 15 aprile. Nei giorni in cui il semaforo è arancione o rosso, la distribuzione in campo di tutte le matrici fertilizzanti contenenti azoto (reflui e digestati, sia palabili che non palabili, concimi minerali, ammendanti e correttivi) è ammessa solo tramite l'iniezione diretta (con macchine interratrici o sottocotico) o l'interramento immediato, contestuale alla distribuzione (distribuzione seguita da erpicatura/aratura, svolta con macchine combinate o con macchine separate che operano in modo consequenziale, nel minor lasso di tempo possibile). Non sono previste deroghe per la concimazione di copertura.
  • nel periodo 15/9-15/4 è sempre vietata la combustione all'aperto di paglie e residui colturali; possono essere concesse deroghe solo nei Comuni di montagna; sono sempre fatte salve le esigenze connesse ad emergenze fitosanitarie, su indicazione dell'Autorità competente. In risicoltura, il divieto decorre dal 1/9; sono fatte salve le aree risicole con suoli asfittici, in cui l’interramento delle paglie del riso non è agronomicamente possibile a causa della loro insufficiente degradazione, e per i soli casi in cui l’allontanamento dei residui colturali non risulti possibile;
  • ai sensi della DGR n. 14-1996 del 25 settembre 2020, i Comuni coinvolti devono emanare una propria ordinanza.