Tipologia di contenuto
Scheda informativa

Notiziario per le Amministrazioni locali n. 15 del 25 luglio 2019

Rivolto a
Cittadini
Enti pubblici
Imprese e liberi professionisti

Questa settimana in copertina*: Oggebbio (VCO). Vista lago.

Il Notiziario per le Amministrazioni locali pubblica settimanalmente notizie dell'attività amministrativa e istituzionale della Giunta regionale che hanno una particolare ricaduta sul sistema delle Autonomie locali.  La pubblicazione offre una panoramica su atti normativi e amministrativi statali e regionali e iniziative di interesse per gli Enti locali del Piemonte proponendo una selezione di comunicati stampa, scadenze utili e approfondimenti su temi specifici.

* Le immagini pubblicate settimanalmente sono fornite dai Comuni del Piemonte.

AVVISO AGLI UTENTI

Interruzione dell'attività di redazione del Notiziario

Informiamo i nostri utenti che l’attività di redazione del Notiziario sarà interrotta nel periodo estivo dal 5 al 28 agosto.
A partire dal 29 agosto il "Notiziario per le Amministrazioni locali" sarà nuovamente on line.
Restando a disposizione per ogni eventuale chiarimento auguriamo buone vacanze.

La Redazione

IN PRIMO PIANO 

Autonomia: la nuova richiesta del Piemonte sarà pronta entro l’autunno

È stata dedicata all’Autonomia la Giunta monotematica convocata, a Torino, dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Una riunione di studio e lavoro aperta al contributo istituzionale del presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia, e del prof. Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia della Regione Lombardia. Presenti per un punto di vista tecnico anche esperti dell’Università di Torino, dell’Università del Piemonte orientale e di Ires Piemonte.

“Il documento sull’autonomia del Piemonte sarà pronto entro l’autunno dopo averlo concordato punto per punto con il Consiglio regionale - ha spiegato il presidente Cirio al termine dell’incontro - Abbiamo ereditato una proposta timida nei contenuti e nel metodo, ma adesso vogliamo imprimere alle nostre richieste più forza e velocità. Alle 13 materie chieste attualmente ne aggiungeremo di nuove. Solo per fare due esempi: l’innovazione e la ricerca, ma anche il commercio internazionale. Non copieremo le richieste delle altre Regioni, perché il Piemonte ha esigenze diverse e di conseguenza ha bisogno anche di un’autonomia diversa. Ma sfrutteremo tutte le possibilità consentite dalla nostra Costituzione, per ottenere un’autonomia non solo differenziata, ma anche potenziata. Nei prossimi giorni con il supporto dell’Ires metteremo a frutto le considerazioni emerse oggi per lavorare a una nuova versione del documento che proporremo al Consiglio regionale. Il 5 agosto andremo in Conferenza dei capigruppo per condividere il metodo che intendiamo seguire e nella giunta del 9 agosto faremo una prima adozione del nuovo testo, che sarà un documento aperto alle modifiche della specifica commissione consiliare sull’Autonomia che verrà istituita a giorni dal presidente Allasia. Una volta condiviso, il documento tornerà in giunta per l’approvazione finale e la trasmissione a Roma, al più tardi entro l’autunno in modo da raggiungere Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Da quel momento partirà una azione in parallelo, che vedrà la giunta a Roma a trattare con il Governo e la specifica commissione del Consiglio regionale in Piemonte per confrontarsi con gli enti locali, condividere ogni passaggio e socializzare al massimo questo percorso su cui si gioca il futuro della nostra regione”.

 “Non bisogna solo guardare a Lombardia e Veneto - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Stefano Allasia - È nostra intenzione costituire una Commissione permanente ad hoc per valutare la forma migliore di autonomia. Non possiamo più perdere tempo, i cittadini non capirebbero. Il Piemonte ha bisogno di autonomia”.

 “Quella dell’autonomia differenziata è una strada complessa - ha commentato Stefano Bruno Galli - Dal 2001 ci sono stati vari tentativi da parte di alcune Regioni per ottenere più margini di autonomia, ma nessuno è mai riuscito ad arrivare fino in fondo. Non esiste una legge attuativa del terzo comma dell’art. 116 della Costituzione e, quindi, è importante che tutti coloro che si sono battuti in prima linea, a cominciare da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, condividano il loro percorso con chi intende seguire la medesima strada. Siamo felici che il Piemonte si unisca in modo così deciso alla nostra battaglia, perché aumenta la massa critica per arrivare all’autonomia. Il risultato di certe fratture oggi è frutto del regionalismo ordinario e la ricomposizione di queste fratture passa per la “federoregionalizzazione”. Dare più autonomia ai territori è alla base della crescita. La battaglia non è semplice e per questo è fondamentale coinvolgere in modo forte l’opinione pubblica in questo dibattito, che è uno dei temi più caldi nell’agenda attual di Governo. L’autonomia è la sfida della responsabilità e dell’efficienza”.

 Attualmente la Costituzione italiana prevede che le Regioni possano chiedere particolari forme di autonomia su 3 materie esclusive (ambiente; tutela e valorizzazione dei beni culturali; giustizia di pace) e su 20 materie di legislazione concorrente (rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione dell’istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale).

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Adunata Alpini 2021: la Regione sostiene la candidatura di Alessandria

Incontro, nel pomeriggio del 23 luglio a Torino, presso il Palazzo della Regione Piemonte, fra il presidente Alberto Cirio, il sindaco di Alessandrina Gianfranco Cuttica di Revigliasco e il presidente della sezione alessandrina dell’Associazione nazionale alpini Bruno Dalchecco. In primo piano il dossier, presentato lo scorso 30 giugno al Consiglio nazionale Ana, con cui il Piemonte e Alessandria si candidano a ospitare l’Adunata nazionale del 2021.

 Presenti all’incontro anche il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso, l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa, gli assessori comunali alle Manifestazioni ed Eventi, Cherima Fteita, e al Commercio e Svilippo Mattia Roggero, oltre ai vicepresidenti dell’Ana di Alessandria, Corrado Vittone e Mario Venezia.

Il 31 luglio è in programma un sopralluogo della Commissione esaminatrice, mentre il 9 novembre arriverà la decisione finale. A contendersi l’assegnazione dell’evento, che si svolgerà fra due anni nel secondo weekend di maggio, ci sono anche Brescia, Matera e Udine.

“Le ultime tre città piemontesi che hanno ospitato l’Adunata nazionale sono state Asti nel 2016, Torino 2011 e Cuneo nel 2007 - commenta il presidente della Regione Cirio - Ci auguriamo di poter aggiungere presto Alessandria. La Regione conferma pieno sostegno e supporto alla candidatura e farà la propria parte per portare in Piemonte un evento che rappresenta uno dei più partecipati e sentiti in Italia”.

“Per Alessandria è fondamentale poter ospitare l’Adunata nazionale degli Alpini - commenta il sindaco Cuttica di Revigliasco -, perché parliamo di un evento che con il suo prestigio conferisce alle città che lo ospitano un ruolo nazionale e internazionale. Manifestazioni come questa sono ciò di cui la nostra città ha bisogno per costruire il suo percorso di crescita e rilancio. Ringrazio quindi gli Alpini per aver voluto pensare ad Alessandrina”.

“Siamo determinati e fiduciosi nella realizzazione di questo sogno per dare agli alpini alessandrini questo grande evento - aggiunge il presidente dell’Ana di Alessandria Bruno Dalchecco -. Ringrazio la Regione e il Comune per l’impegno preso. Alessandria ha tutte le carte in regola per aggiudicarsi l’evento, sia dal punto di vista logistico che per la sua storia e tradizione”.

La prima volta che il tricolore tornò a sventolare in Italia, dopo l’oblio causato dalla Restaurazione, fu infatti sugli spalti della Cittadella di Alessandrina - l’11 marzo del 1821 - nel periodo dei moti piemontesi, come ricordato da alcuni versi del Carducci.

Inoltre il fondatore della sezione alessandrina dell’Ana, il pluridecorato generale Camillo Rosso (che di Alessandria fu anche podestà) ebbe un ruolo da protagonista nella presa del Monte Nero, importante vittoria della Prima guerra mondiale, che avvenne ad opera dei due battaglioni alpini piemontesi, Exilles e Fenestrelle.

 

 Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Alluvionati di Alessandria e Moncalieri: in arrivo fondi regionali

Diventa finalmente realtà la prospettiva di una nuova casa per le famiglie di Alessandria e Moncalieri colpite dall’alluvione del 2016. È stata infatti firmata la determina che dispone l’erogazione dei contributi regionali per l’acquisto di nuove case in aree sicure al posto delle vecchie abitazioni nelle aree a rischio danneggiate tre anni fa.

Si tratta di un contributo del 20% del valore di acquisto, che va a sommarsi all’80% erogato dallo Stato, e riguarda le prime case per le quali i cittadini hanno già sottoscritto un impegno di acquisizione. Gli importi stanziati sono di 255.375 euro per otto famiglie di Alessandria e 26.000 per una anziana signora di Moncalieri, tutti in fase avanzata di acquisto della nuova abitazione.

“Abbiamo dato priorità alle prime case – specifica l’assessore ai Trasporti, Opere pubbliche e Difesa del suolo Marco Gabusi - per consentire alle famiglie di continuare a vivere nei propri territori con maggiore serenità. È un passo concreto per la sicurezza, cui seguiranno certamente altri passi da parte della Regione Piemonte. Lo stanziamento totale è infatti di 660.000 euro per gli esercizi finanziari tra il 2019 e i 2021; per quest’anno siamo riusciti ad erogarne oltre 281.000 per rispondere alle richieste più urgenti. Le prossime erogazioni interesseranno diverse categorie: i cittadini che al momento non potevano ancora esibire pratiche di acquisto, ma hanno già avviato il proprio percorso di rilocalizzazione della casa in zone più sicure e i richiedenti di Trana e Perosa Argentina”.

Ora che questi primi fondi regionali sono impegnati, nei prossimi giorni si procederà al trasferimento dalla Regione ai Comuni di Alessandria e Moncalieri, che provvederanno a passarli ai privati, quando possibile anche prima dell’acquisto dell’abitazione.

 

  Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Banda ultra larga: superare le criticità e raggiungere gli obiettivi stabiliti entro il 2020

“La nuova Amministrazione regionale intende creare le condizioni per scardinare e superare le attuali criticità e raggiungere gli obiettivi previsti per il Piemonte dalla realizzazione del piano per la Banda ultra larga, perché si rende perfettamente conto che per molti territori poter disporre di questa infrastruttura è come essere raggiunti da una strada o da una ferrovia”: è quanto ha garantito l’assessore regionale alla Ricerca e Innovazione, Matteo Marnati, al termine di un incontro avuto con i rappresentanti degli enti locali convocati per un’analisi della situazione.

Erano presenti Marco Marocco, vicesindaco della Città metropolitana, Michele Pianetta, vicepresidente di Anci Piemonte, Marco Bussone, vicepresidente di Uncem, rappresentanti delle Province di Cuneo e Vercelli e del Consorzio TOP-IX. Assenti invece, anche se convocate, le altre Province.

“Siamo in ritardo sulla tabella di marcia - ha dichiarato Marnati - Mi aspetto quindi l’impegno di tutti gli enti interessati perché entro il 2020 si arrivi alla conclusione di un investimento del valore di 282 milioni di euro, 90 dei quali attinti dai fondi europei gestiti dalla Regione e il resto stanziati dallo Stato. Nella fornitura del servizio occorre dare priorità agli uffici pubblici, alle scuole e alle attività produttive. Cercheremo quindi di fare da regia alle esigenze del territorio e rinvigorire il rapporto con gli enti con i quali l’interlocuzione può rivelarsi più difficile, come con Rfi quando si tratta di attraversare il sedime ferroviario. Importante sarà limitare i tempi burocratici per il rilascio delle autorizzazioni”.

Lo stato di avanzamento dei lavori previsti, aggiornato al mese di luglio, varia considerevolmente da provincia a provincia: si inizia dal 93% di Vercelli e dal 70% del VCO per passare al 50% di Biella e al 47% di Alessandria e scendere verso il 18% di Torino, il 16% di Cuneo, il 14% di Novara e l’11% di Asti.

Il piano di Open Fiber (la società incaricata dell’effettuazione dei lavori) prevede per il 2019 di avviare la posa dei cavi in 276 Comuni, che si aggiungono ai 122 dove si è partiti lo scorso anno, completare le opere in 113 Comuni e collaudarle in 50.

La Strategia italiana per la Banda ultra larga intende portare la connettività ad almeno 100 Mbps fino all’85% della popolazione italiana garantendo al contempo una copertura ad almeno 30 Mbps in download a tutti cittadini entro il 2020; la copertura ad almeno 100 Mbps di sedi ed edifici pubblici (scuole e ospedali in particolare); la fornitura del servizio nelle aree industriali. Gli strumenti utilizzati semplificazioni amministrative, riduzioni degli oneri, creazione di strumenti di defiscalizzazione per gli interventi di infrastrutturazione, stimoli per l’innesco della domanda, realizzazione diretta da parte del settore pubblico nelle aree cosiddette “a fallimento di mercato”, ovvero quelle dove gli operatori non hanno convenienza ad investire.

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Città creative UNESCO: Biella rappresenta il Piemonte nella corsa alla candidatura 2019

Biella, Trieste, Bergamo e Como: è questa la lista delle città che hanno ottenuto il sostegno ufficiale della Commissione italiana UNESCO per l’ingresso nel network delle “Creative cities”. Il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che si è riunito giovedì 13 giugno, ha infatti deliberato sulle candidature che entreranno nella Rete delle Città Creative e ha deciso all’unanimità di sostenere le città di Bergamo per la gastronomia, Biella e Como per l’artigianato e Trieste per la letteratura.

Il18 luglio, nel corso della conferenza stampa in Regione, è stata presentata la candidatura di Biella quale città creativa UNESCO.

Il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio dichiara: “Quella di Biella è una candidatura che si inserisce a pieno titolo nel nostro progetto di valorizzazione dell’economia, della cultura e del turismo del Piemonte. Il riconoscimento UNESCO è un esempio dei risultati importanti che un territorio può ottenere, quando unisce tutte le sue forze e vede le istituzioni pubbliche e i soggetti privati lavorare insieme per la condivisione di un obiettivo comune. Adesso l’obiettivo sarà poter vantare Biella come terza “Città creativa UNESCO” del Piemonte, dopo Alba per la gastronomia e Torino per il design. Metterò personalmente a disposizione l’esperienza e i rapporti maturati in questi anni con l’ UNESCO e sono certo che, insieme, vinceremo questa nuova sfida per il nostro territorio”.

La sfida della creatività è lanciata e a illuminarla ci sarà idealmente anche la Mole antonelliana, simbolo di Torino e del Piemonte, che da questa sera accenderà sulla sua cupola il logo del Terzo Paradiso biellese.

“Ogni volta che un luogo di cultura del nostro Paese si candida per ottenere un riconoscimento internazionale, non possiamo che esserne orgogliosi e sentirci parte di un corpo che si muove all’unisono per il raggiungimento di una meta comune – commenta l’Assessore alla cultura di Torino Città creativa Unisco Francesca Leon – Ci auguriamo, come Città di Torino, che Biella possa vincere la sfida, convinti del potenziale che il suo territorio racchiude, dell’attenzione che ha saputo investire sull’arte e l’artigianato quali strumenti di sviluppo del proprio tessuto cittadino. La proiezione sulla Mole Antonelliana del logo della candidatura è il nostro segnale di amicizia e sostegno a Biella, perché ottenga un meritato successo e il Piemonte abbia una nuova città che entra nelle creative city dell’UNESCO”.

 “Si tratta di un risultato straordinario e che conferma la grandissima forza del territorio biellese che, in linea con gli obiettivi dell’agenda ONU 2030, ha sviluppato da sempre innovazione, sostenibilità e creatività – spiega il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella Franco Ferrarsi che per primo ha creduto nella candidatura della città come strumento strategico di rilancio del territorio – Oggi questo primo successo dimostra che un territorio che sa lavorare e comunicare unito è un territorio vincente, grazie a tutti gli Enti e alle persone che stanno lavorando al progetto”.

Per il Biellese la candidatura rappresenta uno strumento nuovo di trasformazione sociale, attraverso i temi dell’arte e della sostenibilità oltre che della maestria tessile. A testimoniarlo è stato il processo di costruzione del dossier, che ha interessato una vastissima rete di soggetti pubblici e privati, a cominciare dalle 140 lettere di sostegno raccolte da tutta Italia e dal mondo, dalle 74 firme dei sindaci del Biellese, uniti per un obiettivo comune, passando attraverso centinaia di ritratti di cittadini, istituzioni e aziende, visibili sul sito www.biellacittacreativa.it

I cittadini biellesi sorridenti nei profili social del progetto dimostrano che qualcosa è cambiato, che, nonostante le difficoltà della crisi economica, c’è molta voglia di raccontarsi in modo nuovo, di mettere al centro i valori della condivisione e del cambiamento ispirati dagli obiettivi ONU 2030 e riassunti magistralmente nel simbolo del Terzo Paradiso dell’artista Michelangelo Pistoletto che mette al centro la sintesi tra natura e artificio.

Biella ha scelto dunque di affidare il proprio messaggio di rinnovamento a un progetto “su misura” di alta sartoria artistica e sociale fatto di fili intrecciati tra la città e le associazioni e tra queste e i cittadini che rendono vivo e vero il territorio.

La sfida tra le città finaliste si giocherà a Parigi dove Biella si presenterà come la candidata ufficiale del Piemonte, incarnandone i valori.

“Credo con forza nelle potenzialità della candidatura di Biella e questo risultato è davvero importante – commenta il neo sindaco della città Claudio Corradino che con spirito di piena condivisione e collaborazione ha raccolto il passaggio del testimone dall’uscente Marco Cavicchioli che ha firmato il dossier di candidatura – Sono convinto che Biella abbia tutte le carte in regola per superare anche la selezione della Commissione UNESCO a Parigi e mi spenderò personalmente in ogni sede istituzionale per raggiungere questo risultato”.

“UNESCO unisce! La candidatura e questo primo successo, ancorché solo un passaggio verso una meta ancora da conquistare, sono una vittoria per tutta la città!”. Così commenta l’artista Michelangelo Pistoletto, ambasciatore ufficiale della candidatura con il suo logo ispirato al Terzo Paradiso.

“Biella Città dell'arte e dell'Impresa. Il Simbolo del Terzo Paradiso, che indica la sintesi di natura e artificio, rispettivamente primo e secondo Paradiso, adottato dalle Nazioni Unite e da più di 200 Ambasciate in tutto il mondo, è il simbolo della candidatura UNESCO della città di Biella. – Dichiara Paolo Naldini, Direttore Cittadellarte - Fondazione Pistoletto - Biella è riconosciuta nel mondo come una capitale della lana ed è conosciuta come sede della Fondazione Pistoletto, la Cittadellarte, dove un complesso di archeologia industriale ex lanificio è stato riconvertito in fabbrica di cultura per il tessuto sociale, di innovazione e sostenibilità, benchmark internazionale prodotto dalla sinergia di privato e pubblico, grazie anche al sostegno di una strutturale convenzione con la Regione Piemonte. Biella coniuga l’Arte dell'Impresa e l’Impresa dell’Arte in una sintesi innovativa, capace di indicare prospettive di prosperità sia al territorio, sia nel concerto globale di pratiche per uno sviluppo sostenibile e condiviso.”

Programma città creative: http://www.unesco.it/it/ItaliaNellUnesco/Detail/191

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Innovazione P.A.: candidatura Csi a polo strategico nazionale

 Un risultato importante di cui essere orgogliosi per il Piemonte che, attraverso una realtà pubblica regionale come il Csi, si posiziona fra i principali attori dell’innovazione informatica a livello nazionale. È il commento dell’assessore all'Innovazione della Regione Piemonte, Matteo Marnati, all’inserimento della candidatura del Csi Piemonte fra le realtà italiane destinate a diventare Polo strategico nazionale, ovvero “data center” pubblico di riferimento per tutto il Paese, nell’ottica della centralizzazione e della razionalizzazione prevista dal Piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione dell’Agenzia italiana per l’Italia digitale (Agid).

“Siamo orgogliosi – ha commentato l’assessore Marnati – per la candidatura del Csi quale Polo strategico nazionale. Si consolida, infatti, l’impressione positiva maturata fin dai primi contatti della nostra Giunta con l’azienda. Inutile dire che, se confermato, questo risultato rappresenterebbe un grande valore per il Piemonte e per le sue capacità, posizionando una realtà pubblica regionale come il Csi fra i principali attori dell’innovazione a livello nazionale”.

“Non bisogna poi dimenticare – ha concluso Marnati - che la realizzazione del Polo strategico ci permetterà di ridurre gli sprechi e di capitalizzare gli investimenti, liberando risorse cruciali che potranno essere ottimizzate per migliorare i servizi informatici dedicati ai cittadini e alle imprese, in modo da semplificare il loro lavoro e la loro vita quotidiana”.

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Messa in sicurezza delle scuole: pronto un milione e mezzo di euro

Dalle parole ai fatti. Grazie all’intervento della Regione, l’Istituto superiore di Valle Mosso potrà essere messo in sicurezza, dopo la chiusura precauzionale ordinata dalla Provincia di Biella lo scorso febbraio. Lo annuncia l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino, che ha lavorato a lungo per poter individuare una soluzione rapida e concreta per la vicenda, che interessa una scuola nel quale studiano circa 250 ragazzi. Lo strumento individuato è una modifica dell’Accordo di Programma tra Regione Piemonte e Provincia di Biella per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza delle scuole del territorio. “Dal momento che da febbraio non si è mosso nulla - spiega Chiorino - e preso atto anche dello stucchevole immobilismo del MIUR, che non ha inserito la scuola di Valle Mosso nell’ultimo stanziamento di fondi, abbiamo valutato che non si potesse attendere oltre e, insieme alla Provincia di Biella, abbiamo individuato questa soluzione, che consentirà, grazie alla modifica dell’accordo di programma, di devolvere circa un milione e mezzo di euro per la messa in sicurezza delle scuole del territorio, con particolare attenzione all’Istituto di Valle Mosso”. “L’intervento - prosegue Chiorino - non poteva essere ulteriormente rimandato in quanto la situazione che si era venuta a creare era fortemente penalizzante per le famiglie e per il territorio”.

L’esponente della Giunta Cirio è molto attenta all’edilizia scolastica e per questo ha annunciato, già nei giorni scorsi, la volontà di istituire un capitolo di bilancio dedicato all’edilizia scolastica “d’emergenza”. Ad oggi, infatti, la Regione può soltanto agire per interventi ordinari. “La nostra volontà - conclude Chiorino - è quella di predisporre un capitolo specifico dedicato alle emergenze degli edifici scolastici a vantaggio di tutti quegli istituti, in Piemonte, che si trovano in simili situazioni e che necessitano di interventi non più procrastinabili. Siamo pronti a fare la nostra parte fino in fondo, il tempo delle promesse e delle chiacchiere è finito. E’ ora di passare ad azioni concrete e soprattutto efficaci, proprio come quella che consentirà alla scuola di Valle Mosso di tornare operativa in tempi ragionevoli”.

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Soppressione del casello di Beinasco al primo posto nel rinnovo delle concessioni autostradali. Definito l’accordo tra Regione, Comuni e Città Metropolitana

La soppressione del casello autostradale di Beinasco diventa definitiva e prioritaria nell’agenda regionale. È stato infatti definito l’accordo tra la Regione Piemonte e gli amministratori del territorio nel corso dell’incontro tenutosi nel Comune di Beinasco.

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, il vicepresidente Fabio Carosso e gli assessori ai Trasporti, Marco Gabusi, e al Bilancio e Attività produttive, Andrea Tronzano, hanno incontrato il vicesindaco della Città metropolitana, Marco Marocco, i sindaci e gli assessori dei Comuni di Beinasco, Piossasco, Rivalta, Trofarello, Candiolo, Vinovo, Orbassano, Bruino, Volvera, None. Obiettivo: dare un riscontro alla richiesta del territorio di sopprimere il casello di Beinasco, al fine di diminuire il traffico e il conseguente inquinamento provocato quotidianamente dai mezzi che percorrono le strade cittadine per evitare il pedaggio autostradale.

L’accordo porta il casello di Beinasco al primo posto nel dossier della Regione destinato al Ministero ai Trasporti per il riaffidamento delle concessioni delle tratte autostradali piemontesi. “Il casello era nato per finanziare il costo della tratta che ormai è stato coperto. Per cui ne chiederemo la soppressione definitiva, sgombrando il campo dall’ipotesi di un trasferimento della barriera, come ipotizzato dalla precedente amministrazione - evidenziano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi - Ne parleremo a Roma in un incontro a settembre in vista del bando per le concessioni autostradali previsto per fine anno. Noi non vogliamo spostare il problema, ma eliminarlo”.

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

Trasporti locali: a breve un incontro tra Regione Piemonte e comune di Alessandria per le variazioni delle tariffe

Sarà calendarizzato a breve un incontro tra l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi e il vicesindaco del Comune di Alessandria Davide Buzzi Langhi per un confronto sul futuro dei trasporti locali. L’incontro parte dalla questione dell’aumento delle tariffe per gli abbonamenti al trasporto pubblico locale, determinate dalla necessità di copertura del disavanzo comunale, che incide a sua volte sulle integrazioni che il Comune storicamente operava sulle tariffe.

Pur nella consapevolezza delle competenze sul tema, che riguardano l’amministrazione comunale e non la Regione, l’assessore Gabusi sente la responsabilità di contribuire all’individuazione di una soluzione, mettendo a disposizione del Comune di Alessandria le competenze e il know how del proprio Assessorato e dell’Agenzia della Mobilità Piemontese con l’obiettivo di individuare modalità e azioni per limitare disservizi e tagli per gli utenti.

“Ci rendiamo conto - sottolinea l’assessore Gabusi - che i problemi amministrativi potrebbero ripercuotersi a breve sulla mobilità quotidiana dei cittadini, che ci stanno a cuore a prescindere dall’amministrazione di competenza. Per questo motivo abbiamo deciso di ‘sconfinare’ dalle nostre competenze territoriali e metterci a disposizione del Comune di Alessandria per provare insieme a minimizzare i disagi e i disservizi. Coscienti dell’impatto della spesa per i trasporti sull’economia di molte famiglie agiremo in tempi rapidi, con un primo incontro già all’inizio della prossima settimana”.

“Ringrazio l’assessore Gabusi per la disponibilità - commenta il vicesindaco Buzzi Langhi - L’interessamento della Regione ad una questione che potrebbe tranquillamente essere demandata al Comune, poiché è di sua competenza, è la dimostrazione pratica della volontà di lavorare insieme per il bene della comunità. L’obiettivo di un’azione sinergica è di poter dare una risposta innanzitutto ai tanti studenti che a settembre dovranno rinnovare gli abbonamenti in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico”.

 

Notizia tratta da “Piemonte informa”, agenzia giornalistica quotidiana on line della Regione Piemonte.

ATTI DELLO STATO 

Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 15 luglio 2019

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2019 il Decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 15 luglio 2019:

Tasso di riferimento determinato per il periodo 1° luglio - 31 dicembre 2019, relativamente alle operazioni a tasso variabile, effettuate dagli enti locali ai sensi dei decreti-legge 1° luglio 1986, n. 318, 31 agosto 1987, n. 359 e 2 marzo 1989, n. 66, nonche' della legge 11 marzo 1988, n. 67.

PROVVEDIMENTI DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE

I testi dei provvedimenti qui pubblicati costituiscono un puro strumento di consultazione documentale privo di qualsiasi valore giuridico. Salvo diversa indicazione tutti i file sono pubblicati in formato Pdf oppure compressi in formato Zip.   

Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina dell'attivita' di volo in zone di montagna. Apertura termini e approvazione delle modalita' per la presentazione delle domande di contributo

La Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, con D.D. n. 436 del 18.7.2019, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 30 del 25.7.2019, ha approvato le modalità per l'accesso all'applicativo informatico "FINanziamenti DOMande". Le domande di contributo per le spese di categoria A di cui all'art. 42 e di categoria C di cui all'art. 44 della L.R. n. 2/09 s.m.i. relative alla stagione sciistica 2016/2017, devono essere presentate esclusivamente per via telematica tramite l'applicativo medesimo entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione sul Bollettino ufficiale del provvedimento.

E’ demandata a successivo provvedimento dirigenziale l'individuazione dei soggetti ammessi a contributo e la quantificazione dei singoli importi da assegnare a ciascun soggetto giuridico, nel rispetto dei criteri e delle modalità definite dalla normativa.

Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport montani invernali ed estivi e disciplina dell'attività di volo in zone di montagna. Disposizioni per la concessione dei contributi per l'anno 2019.

La Giunta regionale, con D.G.R. n. 26-87 del 12.7.2019, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 30 del 25.7.2019, ha definito, in attuazione a quanto disposto nella Parte Terza dell’Allegato A e nella Parte Seconda dell’Allegato B, della D.G.R. n. 7 - 44 del 5 luglio 2019, le priorità di intervento, relative ai progetti per impianti di risalita e di innevamento, stabilendo che l'istanza di contributo sia presentata esclusivamente per interventi relativi ad impianti a fune e interventi sui bacini e che, in fase istruttoria, venga aggiunto un punteggio di priorità ai progetti proposti ai sensi di quanto disposto nella Parte Terza, Allegato A e nella Parte Seconda Allegato B della suddetta deliberazione, secondo le seguenti modalità:

per gli interventi sugli impianti di risalita:

1. sostituzione funi, revisione generale (anche nel caso di proroga della vita tecnica) o sostituzione per scadenza vita tecnica, revisioni speciali di impianti la cui chiusura comprometta l'efficienza dell'intera stazione (impianto già scaduto o in scadenza entro il 31/12 dell'anno successivo all'approvazione del presente provvedimento) Punti 12;

2. revisione generale (anche nel caso di proroga della vita tecnica) o sostituzione per scadenza di vita tecnica, revisioni speciali di altri impianti di risalita (impianto già scaduto o in scadenza entro il 31/12 dell'anno successivo all'approvazione del presente provvedimento) Punti 10;

3. revisione generale (anche nel revisione generale (anche nel caso di proroga della vita tecnica) o sostituzione per scadenza vita tecnica, revisioni speciali di impianti la cui chiusura comprometta l'efficienza dell'intera stazione (impianto in scadenza oltre la data di cui al punto 1. ed entro il 31.12.2022) Punti 5;

4. revisione generale (anche nel caso di proroga della vita tecnica) o sostituzione per scadenza di vita tecnica, revisioni speciali di altri impianti di risalita (impianto n scadenza oltre la data di cui al punto 2. ed entro il 31.12.2022) Punti 1;

per gli interventi sui bacini:

1. realizzazione di nuovi bacini e nuove condutture di emungimento Punti 16;

2. ampliamento bacini esistenti e nuove condutture di emungimento per bacini esistenti Punti 14;

3. nuove opere accessorie a servizio di bacini esistenti quali stazioni di pompaggio, sale compressori e torri di raffreddamento Punti 10;

4. nuove condotte per reti di innevamento, acquisto di macchine a servizio di impianti di innevamento esistenti Punti 8;

5. ammodernamento di impianti tecnologici, software dedicati o opere civili di completamento a servizio di bacini e impianti di innevamento Punti 4.

L'importo complessivo pari ad € 6.000.000,00 disponibile sul capitolo 284315 (Missione 7 – Programma 2), venga suddiviso equamente per le due citate tipologie di intervento e che, pertanto, con idoneo provvedimento dirigenziale verranno approvate due graduatorie distinte, per un importo massimo ciascuna pari ad € 3.000.000,00.

Il medesimo beneficiario potrà presentare una richiesta di contributo per entrambe le tipologie di intervento e che, in caso di eccesso di risorse in una tipologia rispetto alle istanze pervenute e risultate accoglibili, l'eventuale eccedenza potrà andare ad integrazione dell'importo destinato all'altra tipologia di intervento.

Sarà assegnato un ulteriore punteggio pari a Punti 10 per le stazioni che sono state inserite all'interno dello studio affidato ad UNCEM, di cui in premessa, che non siano già state oggetto di contributi regionali, in particolar modo ai sensi della D.G.R. n. 48 - 6154 del 15.12.2017 definita in attuazione dell'art. 13 della L.R. n. 18/2017.

In attuazione all’art. 55, comma 12 del Regolamento (UE) n. 651 della Commissione del 17 giugno 2014 verrà concesso un contributo a fondo perduto fino alla misura massima dell’80% della spesa ritenuta ammissibile, entro il limite di contribuzione di € 300.000,00, per la realizzazione di (di cui all’art. 38 della L.R. n. 2/09 s.m.i.) che comportino un investimento minimo ammissibile pari ad € 25.000,00 IVA esclusa.

Allo scopo di rendere più incisiva la misura regionale e finanziare un numero maggiore di istanze, sarà possibile richiedere una percentuale di contributo più bassa rispetto al limite massimo di cui al punto precedente e che in questa ipotesi, in sede istruttoria, verrà assegnato un ulteriore punteggio con le seguenti modalità:

• contributo richiesto da 79% a 70% punti 1

• contributo richiesto da 69% a 60% punti 2

• contributo richiesto da 59% a 50% punti 3

• contributo richiesto al di sotto del 50% punti 4;

Saranno ammissibili a contributo le spese sostenute a partire dal 01.01.2019.

E’ demandato al Settore regionale competente di comunicare, ai sensi del richiamato Regolamento (UE) n. 651/2014, alla Commissione europea la sintesi delle informazioni relative alla presente misura di aiuto, nonché il link al sito web regionale che dia accesso alla documentazione integrale della misura di aiuti di Stato, al fine della registrazione dell’aiuto da parte della Commissione Europea e condizionando l’attuazione della misura alla conclusione della suddetta procedura di registrazione.

Ai sensi dell’Allegato A, Parte Terza, e dell'Allegato B, Parte Seconda della D.G.R. n. 7 – 44 del 5 luglio 2019, i soggetti beneficiari del bando che verrà aperto in attuazione del presente provvedimento deliberativo, non possano cumulare il relativo contributo con altri contributi regionali se riferiti al medesimo intervento.

 

Ndr: per ulteriori informazioni contattare l'Assessorato Internazionalizzazione, Rapporti con partecipate, Sicurezza, Polizia locale, Immigrazione, Cooperazione decentrata internazionale, Sport, Opere post-olimpiche, Politiche giovanili – Direzione Promozione della cultura, del turismo e dello sport della Regione Piemonte.

Stagione venatoria 2019-2020. Autorizzazione agli ATC e CA ad istituire, rinnovare, confermare, modificare e revocare le Aree a Caccia Specifica (ACS), con la finalità' di tutelare alcune specie faunistiche

La Giunta regionale, con D.G.R. n. 7-95 del 19.7.2019, ha confermato, in ottemperanza alla D.G.R. n. 37-8648 del 29.3.2019, per la stagione venatoria 2019-2020, ovvero fino al 31.03.2020, le ACS attive nella stagione 2018 – 2019 e scadute in data 31.01.2019, per le quali gli ATC / CA di competenza hanno presentato istanza di conferma per l’anno venatorio 2019 – 2020.

Sono stati autorizzati, ai sensi della legge regionale 5/2018, per la stagione venatoria 2019-2020, l’istituzione, il rinnovo, la modifica territoriale, la revoca e la conferma delle ACS di cui al prospetto allegato, caratteristiche e durata, precisando che tale prospetto indica, altresì, le istanze stralciate o non accolte.

E’ stato stabilito che, in continuità a quanto disposto con la D.G.R. 13 luglio 2018, n. 28-7216:

- le Province interessate devono adottare tutti gli opportuni accorgimenti al fine di vigilare sulla corretta fruizione delle ACS da parte dei cacciatori ammessi ad esercitarvi l’attività venatoria. L’autorizzazione delle ACS proposte dagli ATC e dai CA è concessa fermo restando che qualora le medesime risultino contrastare con le finalità dei Piani faunistico-venatori provinciali e/o con gli istituti realizzati con tale atto programmatorio, le stesse decadranno con effetto immediato;

- è cura degli ATC e dei CA interessati provvedere alla rimozione delle paline collocate a delimitarne i confini. Gli ATC e i CA devono comunicare al Settore Infrastrutture, territorio rurale, calamità naturali in agricoltura, caccia e pesca l’avvenuta rimozione delle tabelle perimetrali delle aree interessate. Le Province vigilano in ordine a tale adempimento, dando tempestiva comunicazione di eventuali inadempienze al Settore regionale competente;

- il perimetro delle ACS deve essere delimitato, a cura dell’ATC o CA competente con apposite tabelle contenenti il tipo di zona e le indicazioni della disposizione normativa di riferimento. La manutenzione delle tabelle compete allo stesso organismo;

- la fruizione delle ACS è consentita nel rispetto dei relativi Regolamenti gestionali trasmessi a corredo delle istanze o già approvati in sede di prima istituzione e tuttora operanti. Non sono valide le disposizioni regolamentari adottate dagli ATC e dai CA contrarie o comunque non previste dalle disposizioni vigenti.

 

Ndr: per ulteriori informazioni contattare l'Assessorato Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca – Direzione Agricoltura della Regione Piemonte

Contatti

Riferimento
Redazione: Chiara Bellucco e Marco Puxeddu
Telefono
011/4326058 - 011/4325000