Istituzione di appartenenza Regione Piemonte
archivio diario
Ospedali Sant'Anna/Regina Margherita
Saranno gli utenti, i volontari, le associazioni, il personale infermieristico, ostetrico, tecnico, amministrativo e i medici a decidere quale sarà il futuro degli ospedali Sant’Anna/Regina Margherita nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera cittadina conseguente la realizzazione della "Città della salute e della scienza" di Torino.
La Giunta regionale ha affidato all’Aress il compito di avviare un processo partecipato, dal quale emergano una serie risposte sul posizionamento strategico del polo materno-infantile, in grado di orientare le scelte finali dell’amministrazione.
"Gli studi che l’Aress ha effettuato sulla Città della salute - ha sostenuto l’assessore alla Tutela della salute e Sanità, Eleonora Artesio - non hanno previsto il trasferimento nel nuovo polo sanitario e di ricerca delle funzioni pediatriche e ginecologiche attualmente insediate negli ospedali Sant’Anna/Regina Margherita, che quindi, secondo questo progetto, sarebbero destinati a rimanere dove si trovano. Il problema della loro collocazione è tuttavia tutt’altro che risolto e continua a essere oggetto di dibattito pubblico. Le questioni aperte sono molte e poiché i servizi offerti dai due presidi sono portatori di un valore fortissimo, anche dal punto di vista simbolico, la Giunta ha ritenuto che le indicazioni sulle strategie relative alla cura dei bambini, alla maternità e alla salute delle donne debbano scaturire da un confronto che preveda anche il coinvolgimento dei principali stakeholders che vi gravitano, dai professionisti a coloro che svolgono attività di volontariato ai pazienti, accanto all’Università e al mondo scientifico e culturale piemontese".
Di qui l’incarico all’Aress di predisporre un bando di gara per la raccolta di una proposta per la progettazione e la gestione di questo processo partecipato, atto che è stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione del 5 febbraio. La società vincitrice della gara avrà sei mesi di tempo per realizzare il progetto, che si articolerà nell’ascolto di un ampio spettro di stakeholders (almeno 100), con la predisposizione di un elenco di temi che dovranno essere affrontati in una fase successiva, quando, attraverso un confronto strutturato di tipo dialogico, si potranno esprimere sui vari problemi emersi un numero di persone ancora superiore (orientativamente il triplo di quelle coinvolte nella prima fase). A chiudere il processo saranno uno o più eventi corali, dai quali far scaturire le indicazioni da consegnare alla Regione.
06 febbraio 2009