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Questo Palazzo che troneggia al centro di piazza Castello, a cui indirettamente da il nome essendo parte integrante dell'antico 'castello' medievale, è un'antologia di storia e di stili architettonici di epoche diverse.

Il Castello, ampliato nel 1400, costituiva il vecchio nucleo difensivo della città, ed era a sua volta stato edificato inglobando le due torri dell'antica porta romana (Porta Decumana, o Praetoria); dietro la settecentesca facciata barocca passavano infatti le mura che circondavano la colonia di Augusta Taurinorum per un perimetro di circa 3000 metri.

Il fronte verso Via Po conserva ancora l'aspetto medioevale con le sue merlature (ora poco evidenti), mentre la grandiosa facciata ed il corpo verso Via Garibaldi sono dotati di un ricco frontale, opera di Filippo Juvarra (1721), capolavoro di architettura barocca.

Molti grandi artisti hanno lavorato a questo edificio i cui interni furono trasformati, già nel 1600, in lussuoso palazzo, soprattutto durante la reggenza (1638-1660) di Maria Cristina d'Orléans, figlia di Enrico IV re di Francia e Maria de' Medici, rimasta vedova giovanissima di Vittorio Amedeo I di Savoia.

Il nome di "Madama" attribuito al palazzo risale a quest'epoca, poiché esso era destinato alla madama ('signora' in dialetto torinese). Maria Cristina; per lei Carlo di Castellamonte costruì il Salone degli Svizzeri e le bellissime sale degli appartamenti di gala.

Sempre per un altra 'Madama' reale, Giovanna Battista di Savoia Nemours, Filippo Juvarra costruì successivamente la facciata e lo scenografico scalone monumentale, a due rampe simmetriche contrapposte, che danno oggi all'ambiente aspetto maestoso e regale, luminosissimo come tutte le costruzioni juvarriane.
Da residenza principesca, nel corso degli anni, il Palazzo divenne poi sede degli organismi istituzionali sabaudi, fino ad ospitare il Senato del Regno di Sardegna dal 1848 al '61 e del Regno d'Italia dal '61 al 1864.

Nella sala centrale, Vittorio Emanuele II, il 10 Gennaio 1859, all'apertura del Parlamento Subalpino, pronunciò la famosa frase: "mentre rispettiamo i trattati, non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi", che suscitò, particolarmente tra gli esuli italiani in Piemonte, un febbrile e commosso entusiasmo.

Il Palazzo è sede (attualmente chiusa per ristrutturazione) del Museo Civico di Arte Antica, sorto nel 1863, uno dei più belli ed importanti d'Italia, che si sviluppa in 37 sale con opere di grandi artisti in ricche collezioni di dipinti, sculture, arazzi, arredi d'epoca, vetri e ori antichi, maioliche e porcellane.

Palazzo Madama

la facciata barocca di palazzo madama


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