Rifugi non gestiti

Riferimenti legislativi

Definizione

Sono definite rifugi non gestiti le strutture in muratura ubicate in luoghi isolati di montagna, non gestite né custodite, chiuse ma fruibili dagli utenti della montagna mediante reperimento delle chiavi presso un posto pubblico, attrezzate per il pernottamento e per la cottura autonoma dei pasti da parte dei fruitori, nonché dotate di servizi igienici interni ovvero collocati nelle pertinenze della struttura.


Modulistica

Con Determina Dirigenziale n° 184 del 22 aprile 2015 della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, si è provveduto ad approvare i nuovi modelli di COMUNICAZIONE di AVVIO dell’attività, per le variazioni, per le cessazioni e sospensioni. Gli stessi dovranno essere usati in sostituzione dei precedenti.

La modulistica per l'apertura è rinvenibile all'interno della sezione sottostante "Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività".

La modulistica denominata "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi" è rinvenibile all'interno della sezione "Altro obbligo amministrativo del titolare".

AVVISO
I modelli di "Denuncia attrezzature, caratteristiche e prezzi" e "Comunicazione caratteristiche e prezzi", sono stati pubblicati e sono disponibili (scaricabili) in questa pagina.
N.B. Si avvisa l'utenza che tali modelli sono stati ripubblicati (solo per rifugi e bivacchi) in data 30/09/2015 con alcune integrazioni che, per un disguido tecnico, non comparivano nei file pubblicati in precedenza.

Destinazione urbanistica

Per attivare un rifugio non gestito si utilizzano immobili a destinazione turistico-ricettiva.

Requisiti strutturali minimi, dotazione dei locali

I rifugi non gestiti presentano i seguenti requisiti strutturali minimi e dispongono delle seguenti dotazioni:

a) uno o più locali adibiti al pernottamento aventi le caratteristiche indicate nella Parte III A 1 lettere a), b) e c) del Regolamento di attuazione n.1/R dell’11 marzo 2011;

b) servizio di autocucina con zona consumazione pasti, preferibilmente distinto dai locali per il pernottamento in cui sono realizzati un piano di appoggio in materiale lavabile e disinfettabile e zona cottura, dotata di lavello e con i requisiti indicati nella Parte VI A 1 lettere a), c), e), i), l) del Regolamento di attuazione n.1/R dell’11 marzo 2011;

c) impianti tecnologici conformi alla normativa vigente e corredati da certificazione di conformità;

d) impianto o dotazione minima di attrezzatura che consenta il riscaldamento del rifugio. Qualora si utilizzino stufe a legna, caminetti o assimilati, è da realizzarsi nei locali di installazione, in basso, una presa d'aria esterna dotata di serranda per chiusure di necessità. In ogni caso, la realizzazione di tale tipologia di riscaldamento deve rispettare la specifica normativa UNI e non può essere installata in locali adibiti al pernottamento;

e) dotazione di coperte e materassi, sanificati e disinfestati almeno annualmente;

f) dotazione di acqua potabile, come previsto nella Parte I lettera a);

g) dotazione di attrezzatura minima, costituita da almeno una pala, per lo sgombero della neve nonché di sistemi di segnalazione utilizzabili in caso di emergenza;

h) dotazione di un manuale per il corretto uso della struttura, delle dotazioni e attrezzature in essa presenti da riportarsi in lingua italiana, francese, inglese e tedesca;

i) locale di fortuna, sempre aperto, accessibile dall'esterno;

l) servizi igienici rispondenti ai requisiti indicati nella Parte III A 1 del Regolamento di attuazione n.1/R dell’11 marzo 2011.

Abbattimento barriere architettoniche

Ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche, nei rifugi escursionistici raggiungibili da veicoli ordinariamente autorizzati al transito, si applicano le disposizioni normative di cui all' articolo 1, comma 2, della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati) e all'articolo 3, comma 4, lettera c) del decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 14 giugno 1989, n. 236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento delle barriere architettoniche), tenuto conto delle deroghe previste all'articolo 7, comma 5, dello stesso decreto.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intenda attivare un rifugio non gestito, trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una “Comunicazione di inizio attività” ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati, tra i quali la "Denuncia delle attrezzature, caratteristiche e prezzi".

Il SUAP, ricevuta la comunicazione di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, al Comune, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, e condizioni, indicati nella comunicazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la comunicazione di inizio attività.

Sanzioni

Chiunque attiva un rifugio non gestito senza aver presentato la comunicazione di inizio attività è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

La violazione dell’art.4, comma 8 della l.r. 8/2010, ovvero dell’obbligo di fornire, entro i termini previsti, le necessarie comunicazioni sulla variazione dell’attività, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Diffida, sospensione, revoca e cessazione

L'attivazione di un rifugio non gestito, in mancanza della comunicazione di inizio attività, comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la chiusura della struttura medesima.

In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'attivazione della struttura, il comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni.
Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la chiusura della struttura.
Entro cinque giorni dall'adozione, dei provvedimenti di cui ai punti sopra il comune informa la provincia e l'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competente per territorio.

Il titolare di Rifugio non gestito che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo o, se ciò non è possibile, contestuale avviso al comuneattraverso la compilazione dei seguenti Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione

Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili dal comune per fondati motivi, di altri sei mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.

 

Altro obbligo amministrativo del titolare

Il titolare deve obbligatoriamente comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica approvata dalla struttura regionale competente.

La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione. Il titolare ha inoltre la possibilità di modificare i prezzi per il secondo semestre dell’anno inviando una seconda comunicazione entro il 1° marzo di ogni anno.

Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995.

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’ATL.

È fatto altresì obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera/camerata, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL.

Altre sanzioni

Il Comune applica ulteriori sanzioni amministrative nei seguenti casi:
  • La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 52,00 a € 310,00.
  • La mancata esposizione delle tabelle e dei cartellini prezzi nella struttura ricettiva o l’esposizione di tabelle e cartellini contenenti informazioni erronee, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,00 a € 516,00.
  • L’applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati ed esposti nelle tabelle e cartellini-prezzi comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 103,00 a € 516,00.
  • L’applicazione di prezzi inferiori a quelli praticabili, in violazione delle previsioni dell’articolo 5, comma 2 della l.r.22/95, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 26,00 a € 155,00.
  • La pubblicazione di prezzi e di informazioni difformi da quelle comunicate comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,00 a € 155,00; la sanzione non è applicata nel caso di meri errori materiali.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni della presente legge il Comune può procedere previa diffida, alla sospensione dell’autorizzazione di esercizio della struttura ricettiva e successivamente alla revoca.

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art. 4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n°12.

Inerzia del Comune nella vigilanza sui rifugi non gestiti

In caso di inerzia del Comune per la vigilanza sul regolare funzionamento dei rifugi non gestiti e nell’accertamento dei fatti che rappresentano violazioni delle norme sulla ricettività turistica, provvede la Giunta regionale esercitando il potere sostitutivo ai sensi dell’articolo 14 della legge regionale 20 novembre, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali).