Case e appartamenti vacanze / Residence

Riferimenti legislativi
Modulistica

Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio di CAV e Residence:

Pagina in fase di aggiornamento. Per eventuali informazioni ed approfondimenti si prega di inviare una richiesta scritta alla Sig.ra Barbara Bar al seguente indirizzo di posta elettronica:
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Definizione

Sono case e appartamenti per vacanze le unità abitative composte da uno o più locali arredati e dotate di servizi igienici e di cucina autonoma gestite unitariamente per l’affitto ai turisti, senza offerta di servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti aventi validità non superiore a tre mesi consecutivi.

Nelle singole unità abitative possono essere inoltre forniti i servizi di telefono, di radio-televisione e di filodiffusione.
La gestione di case e appartamenti per vacanza non può comunque comprendere la somministrazione di cibi e bevande e l’offerta di altri servizi centralizzati caratteristici delle aziende alberghiere.
L’uso della denominazione “residence” o “residenza turistica” è consentito esclusivamente nel caso di gestione di unità abitative poste in stabili a corpo unico o a più corpi
.
Agli effetti della presente legge si considera gestione di case e appartamenti per vacanze, la gestione non occasionale e organizzata di tre o più case o appartamenti ad uso turistico, ivi compreso il turismo connesso a motivi di lavoro, affari, studio e altri simili motivi.


Quali sono i doveri di chi offre l’ospitalità?

Nella gestione delle case e appartamenti per vacanze devono essere assicurati i seguenti servizi essenziali per il soggiorno degli ospiti:

  • pulizia delle unità abitative ad ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana;
  • fornitura di biancheria pulita ad ogni cambio di cliente e cambio di biancheria a richiesta;
  • fornitura di energia elettrica, acqua, gas, riscaldamento;
  • assistenza di manutenzione delle unità abitative e di riparazione e sostituzione di arredi, corredi e dotazioni avariate;
  • recapito e ricevimento ospiti.
     

Destinazione urbanistica

L’attività viene svolta utilizzando appartamenti ammobiliati in case di civile abitazione.

Requisiti tecnici ed igienico-sanitari

Le unità abitative devono possedere i requisiti tecnici ed igienico sanitari previsti dalla l.r. 34/88 e s.m.i.

Superfici delle unità abitative

Le unita' abitative composte da monolocale attrezzato per il pernottamento e per il soggiorno-pranzo-cucina devono avere una superficie minima, al netto di ogni ambiente accessorio, di mq. 12 se con un posto letto e di mq. 18 se con due posti letto; per ogni posto letto in piu' la superficie minima del locale deve essere aumentata di mq. 6.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime delle unita' abitative di cui al comma 1 sono ridotte a mq. 10 per le unita' abitative con un posto letto, ed a mq. 16 per quelle con due posti letto; per ogni posto letto in piu' la superficie deve essere aumentata di mq. 6.

Ciascuna unita' abitativa composta da monolocale non puo' essere dotata di piu' di 4 posti letto.

Le unita' abitative composte da locale soggiorno-pranzo-cucina e da una o piu' camere da letto devono avere le seguenti superfici minime al netto di ogni ambiente accessorio:

a) locale soggiorno-pranzo-cucina senza posti letto: mq. 8, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto, eccedente i primi due;

b) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 13 se con un posto letto, mq. 20 se con due posti letto e mq. 27 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;

c) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 6 per ogni posto letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici di cui al comma precedente sono cosi' ridotte:

a) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 11 se con un posto letto, mq. 16 se con due posti letto, mq. 21 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;

b) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 4 per ogni letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.

In deroga ai limiti di superficie indicati ai commi precedenti, e' consentito aggiungere un posto letto nell'unita' abitativa nel caso in cui venga utilizzato da una persona di eta' inferiore a 15 anni.

Altezza e volume

L’altezza minima delle camere da letto e delle unità abitative è quella prevista dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali.

Deve in ogni caso essere garantita un’altezza minima interna utile dei locali di metri 2,70, riducibile a metri 2,40 per i vani accessori.

Nei Comuni montani al di sopra dei 1000 metri sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell’altezza minima dei locali abitabili a metri 2,55, ulteriormente riducibili a metri 2,40 per le strutture esistenti.

Nel caso di altezze non uniformi, ogni locale deve avere un’altezza media non inferiore ai limiti stabiliti ai commi precedenti.

Il volume minimo delle camere da letto e delle unità abitative è determinato dal prodotto tra superfici e altezze minime.
Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto od i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.
Per le camere da letto, l’arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona oltrechè da armadio e cestino rifiuti.

Posti di cottura

Il posto di cottura annesso al locale soggiorno-pranzo delle unità abitative non dotate di apposito locale cucina deve comunicare ampiamente con lo stesso e deve essere munito di adeguato impianto di aspirazione forzata sui fornelli, nel rispetto comunque delle norme previste dai regolamenti igienico-edilizi comunali.

Le pareti dei posti di cottura o le eventuali cucine monoblocco dovranno essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile.

Servizi igienico-sanitari

I servizi igienico-sanitari annessi alle camere da letto possono comunicare direttamente con le camere stesse e devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata meccanica; la ventilazione forzata deve avere un funzionamento che garantisca un adeguato ricambio orario d'aria, eventualmente modulato in due diverse intensita' di estrazione, una minimale continua o a intermittenza temporale e l'altra intensificata al momento dell'utilizzazione del servizio.

I servizi igienico-sanitari comuni e quelli ad uso delle unità abitative devono essere dotati di anti-w.c., qualora si acceda direttamente da aree abitabili; sia il w.c. che l'anti-w.c. devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata.

Le pareti dei servizi igienico-sanitari devono essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile, preferibilmente di piastrelle in ceramica.

Le unità abitative devono essere dotate di un servizio igienico-sanitario ogni 8 posti letto o frazione di 8 superiore a 2.

I servizi igienico-sanitari privati o comuni delle unità abitative e delle camere da letto delle strutture ricettive di cui all'art. 1 della l.r.31/85 si intendono completi se dotati di w.c. con cacciata d'acqua, lavabo, specchio, vasca da bagno o piatto doccia, anche posti in vani separati.

Abbattimento barriere architettoniche

Le strutture turistico-ricettive di nuova realizzazione o in fase di ristrutturazione devono attenersi alle norme contenute nella legge 13/1989 e nel Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n°236/89.

Laddove sia possibile deve essere sempre garantita l’accessibilità e l’adattabilità dei locali anche per le strutture esistenti.

Sono ammesse deroghe alle norme previste soltanto in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici. Le suddette deroghe sono concesse previo parere favorevole dell’Ufficio tecnico o del tecnico incaricato dal Comune per l’istruttoria dei progetti.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

 Chiunque intende gestire una C.A.V./Residence trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi" su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la “Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi”.

Per l'esercizio dell'attività di C.A.V./Residence il soggetto interessato deve essere in possesso:
a) dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);
b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del Decreto del Ministro dell'Interno 9 aprile 1994 "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere", qualora richiesti;
c) dei requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura, previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, al Comune, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la segnalazione certificata di inizio attività.

Sanzioni

Chiunque gestisce un’attività di C.A.V./Residence senza aver presentato la SCIA è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

La violazione dell’art.15 comma 4, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Diffida, sospensione, revoca e cessazione

L'esercizio dell’attività, in mancanza della segnalazione certificata di inizio attività, comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la cessazione dell'attività medesima.
In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione delle attività.
Entro cinque giorni dall'adozione, dei provvedimenti di cui ai punti sopra il comune informa la provincia e l'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competente per territorio.
Il titolare di una C.A.V./Residence che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività' deve darne preventivo o, se ciò non è possibile, contestuale avviso al comune attraverso la compilazione dei seguenti Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione
Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili dal comune per fondati motivi, di altri sei mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.

Obblighi del titolare

Il titolare deve obbligatoriamente:
  • comunicare giornalmente in Questura l’arrivo delle persone alloggiate e le relative generalità su apposite “schede di notificazione”;
  • comunicare alla provincia o alla città metropolitana o ad altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall' articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 "Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera", introdotto dalla legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, ai fini della rilevazione del movimento dei clienti e di agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.
  • comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente.

La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione; Il titolare ha inoltre la possibilità di modificare i prezzi per il secondo semestre dell’anno inviando una seconda comunicazione entro il 1° marzo di ogni anno.

Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico, nel locale di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’Atl.

È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera o unità abitativa o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’Atl.

Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero della camera o unità abitativa o posto letto assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.
Si prescinde dalla consegna del bollettino nel caso in cui la prenotazione e il pagamento dei servizi ricettivi vengano effettuati per conto dei clienti da organismi di intermediazione di viaggi o da altri organismi che li rappresentano.

Applicazione dei prezzi

I titolari devono praticare per i servizi offerti i prezzi indicati nella comunicazione trasmessa all’A.T.L. e al Comune e riportati nella tabella e nei cartellini prezzi.
Prezzi inferiori a quelli comunicati possono essere praticati nei seguenti casi:

  • gruppi organizzati composti da almeno 10 persone;
  • ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiore a 15 giorni;
  • bambini di età inferiore a 12 anni;
  • guide, accompagnatori, e interpreti a seguito di gruppi organizzati;
  • offerte promozionali di servizi ricettivi: periodi di bassissima stagione, formula week-end, accordi con aziende e tour operator.

I titolari devono altresì rispettare le norme e condizioni del contratto di ospitalità stabilite da normative comunitarie, nazionali o regionali in materia, nonché quelle derivanti da usi e consuetudini vigenti in campo turistico recepiti da accordi stipulati tra associazioni di categoria degli imprenditori e associazioni dei consumatori e comunicati alla Giunta Regionale ai fini della pubblicità dei medesimi.

Altre sanzioni

Il Comune applica ulteriori sanzioni amministrative nei seguenti casi:

  • La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 51,64 a € 309,87.
  • La mancata esposizione delle tabelle e dei cartellini prezzi nella struttura ricettiva o l’esposizione di tabelle e cartellini contenenti informazioni erronee, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,46 a €. 516,45.
  • La mancata consegna del bollettino ai clienti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 25,82 a € 154,93.
  • L’applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati ed esposti nelle tabelle e cartellini-prezzi comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 103,29 a € 516,45.
  • L’applicazione di prezzi inferiori a quelli praticabili, in violazione delle previsioni dell’articolo 5, comma 2 della l.r. 22/95, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 25,82 a € 154,93.
  • La pubblicazione di prezzi e di informazioni difformi da quelle comunicate comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,46 a € 154,93; la sanzione non è applicata nel caso di meri errori materiali.
  • Il mancato rispetto delle norme e condizioni del contratto di ospitalità comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,46 a € 516,45.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni della presente legge il Comune può procedere previa diffida, alla sospensione dell’autorizzazione di esercizio della struttura ricettiva e successivamente alla revoca.

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune.