FAQ

1)

D. Possiedo una casa abbastanza grande, una “casa alpina” chiamiamola così, che ogni anno metto a disposizione dei ragazzi che frequentano la parrocchia, oppure per gruppi scout. Questa casa si trova in una frazione a circa 1500 metri di altitudine, è un bellissimo posto e i ragazzi vanno volentieri in vacanza, ma non è mai stato fatto nulla per regolarizzare questa situazione. E’ anch’essa una struttura turistico-ricettiva? Cosa devo fare per essere in regola?

R. Direi che è assolutamente opportuno regolarizzare la sua situazione. La tipologia più indicata è la casa vacanza, struttura ricettiva che in qualche modo assomiglia alla casa per ferie, ma è caratterizzata dalla temporaneità dell’esercizio, infatti gli ospiti soggiornano per periodi mai superiori ai 20 giorni consecutivi. Dovrà trasmettere al SUAP una SCIA, modello che trova sul nostro sito regionale, corredato da tutti gli allegati previsti al fondo del modello stesso. La SCIA è immediata, pertanto può iniziare immediatamente l’attività senza attendere alcuna autorizzazione comunale.


2)

D. Vorrei aprire una casa vacanza, ma non credo che la casa che possiedo in montagna abbia i requisiti tecnici ed igienico-sanitari previsti dalla normativa.

R. In realtà, per quanto riguarda le case vacanze devono soltanto essere rispettate le condizioni minime per l’utilizzo previste dalla l.r.31/85, art.5 bis, e dovranno essere garantiti sufficienti requisiti tecnici e igienico-sanitari nel rispetto del Regolamento igienico-edilizio comunale e in rapporto ai posti letto effettivi.