Case vacanze

Riferimenti legislativi

Definizione

Le associazioni e gli enti che, nell’ambito dei loro fini istituzionali e statutari, operano ai sensi della legge 29 marzo 2001, n.135 (Riforma della legislazione nazionale del turismo) e della legge regionale 3 aprile 1995, n.48 (Valorizzazione e promozione dell’associazionismo) possono organizzare e svolgere in case-vacanze attività educative, didattiche, culturali, sociali, religiose e di educazione ambientale.

Le case vacanze sono immobili attrezzati per il soggiorno temporaneo di gruppi autogestiti di persone, inclusi gli accompagnatori, e devono essere di proprietà delle associazioni e degli enti di cui sopra, oppure in loro uso e gestione temporanea.
Le attività sono svolte per periodi non superiori a venti giorni.


Modulistica

Con Determina Dirigenziale n° 184 del 22 aprile 2015 della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, si è provveduto ad approvare i nuovi modelli SCIA per l’avvio dell’attività, per le variazioni, per le cessazioni e sospensioni. Gli stessi dovranno essere usati in sostituzione dei precedenti.

La modulistica per l'apertura/avvio (compresa la "Denuncia attrezzature, caratteristiche e prezzi") è rinvenibile all'interno della sezione sottostante "Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività".

La modulistica denominata "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi" è rinvenibile all'interno della sezione "Obblighi del titolare".

AVVISO
I modelli di "Denuncia attrezzature, caratteristiche e prezzi" e "Comunicazione caratteristiche e prezzi", sono stati pubblicati e sono disponibili (scaricabili) in questa pagina.

Destinazione urbanistica

L’attività viene svolta in immobili a destinazione turistico-ricettiva.

Requisiti soggettivi per gestire una casa vacanza

Il soggetto interessato deve essere in possesso:

a) dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n.773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);

b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell’Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere), qualora richiesti;

c) dei requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura, previsti dalla normativa vigente.

Condizioni minime per l’utilizzo delle case-vacanze

Le condizioni mimine per l’utilizzo delle case-vacanze sono:

a) accesso non interdetto per ragioni ambientali, naturalistiche, storiche ed artistiche;

b) approvvigionamento idrico di acqua potabile compatibilmente con la fruizione dichiarata;

c) dotazione di un’idonea cassetta di pronto soccorso ed annessi numeri telefonici utili in caso di emergenza;

d) conformità degli impianti antincendio alla normativa vigente;

e) manipolazione e conservazione degli alimenti analoga a quella dell’autoconsumo familiare;

f) stipula di idonea assicurazione per il pagamento di eventuali danni ed il ripristino dello stato dei luoghi.

Requisiti tecnici ed igienico-sanitari

Oltre al rispetto del Regolamento igienico-edilizio comunale, dovrà essere garantita una sufficiente metratura delle camere/camerate messe a disposizione degli ospiti e dovranno essere garantiti sufficienti servizi igienico-sanitari in base al numero dei posti letto messi a disposizione.

Dovranno ovviamente essere rispettate le normative in materia di sicurezza degli ambienti.

Abbattimento barriere architettoniche

Le strutture ricettive di nuova realizzazione o in fase di ristrutturazione devono attenersi alle norme contenute nella legge 13/1989 e nel Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n°236/89.

Laddove sia possibile deve essere sempre garantita l’accessibilità e l’adattabilità dei locali anche per le strutture esistenti.

Sono ammesse deroghe alle norme previste soltanto in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici. Le suddette deroghe sono concesse previo parere favorevole dell’Ufficio tecnico o del tecnico incaricato dal Comune per l’istruttoria dei progetti.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intende avviare una casa vacanza trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la “Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi”.

Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, al Comune, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la segnalazione certificata di inizio attività.

Sanzioni

Chiunque gestisce un’attività di casa vacanza senza aver presentato la SCIA è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 2.000 a euro 6.000.

La gestione della struttura in violazione dell’art.5 bis, della l.r.31/85 e s.m..i., comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 3.000.

Diffida, sospensione, revoca e cessazione

L'esercizio dell’attività, in mancanza della segnalazione certificata di inizio attività, comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la cessazione dell'attività medesima.
In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni. Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell'attività.

Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai punti sopra il comune informa la provincia e l'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competente per territorio.

Il titolare di una casa vacanza che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo o, se ciò non è possibile, contestuale avviso al comune attraverso la compilazione dei seguenti Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione
Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili dal comune per fondati motivi, di altri sei mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.

Obblighi del titolare

Il titolare deve obbligatoriamente:
  • comunicare giornalmente all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Questura/Carabinieri di zona/Sindaco) l’arrivo delle persone alloggiate e le relative generalità su apposite “schede di notificazione”;
  • comunicare alla provincia o alla città metropolitana o ad altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall' articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 "Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera", introdotto dalla legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, ai fini della rilevazione del movimento dei clienti e di agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.
  • comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente.

Ovviamente per quanto riguarda una casa vacanza non dovranno essere comunicate le tariffe, ma esclusivamente le caratteristiche e le attrezzature.

La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione. Il titolare ha inoltre la possibilità di modificare i prezzi per il secondo semestre dell’anno inviando una seconda comunicazione entro il 1° marzo di ogni anno.

Altre sanzioni

Il Comune applica ulteriori sanzioni amministrative nei seguenti casi:

  • La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 52,00 a € 310,00.

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art. 4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n° 12.