FAQ

1)

D. Sono il legale rappresentante di una S.n.c. Abbiamo acquistato un fabbricato abbastanza grande. La nostra intenzione era quella di aprire una struttura turistico-ricettiva e abbiamo pensato alle case per ferie.

R. Certamente, è un’ottima idea. All’epoca dell’approvazione della l.r.31/85 e s.m.i. queste strutture erano esclusivamente gestite da enti no profit al di fuori dei normali canali commerciali. Dopo l’approvazione della l.r.38/2009 è stata estesa la gestione anche a Ditte individuali e a Società.


2)

D. È obbligatorio somministrare alimenti e bevande nelle case per ferie?

R. No, non è obbligatorio.
I complessi inoltre possono (e non devono), essere dotati di particolari strutture che consentano il soggiorno di gruppi autogestiti secondo autonome modalità organizzative, compresa la disponibilità di cucina e punti cottura per uso autonomo, nell’ambito e sotto la responsabilità del titolare.


3)

D. Vorrei aprire una casa per ferie per anziani non autosufficienti…

R. Le case per ferie non vanno confuse con i presidi socio assistenziali. Questi ultimi sono attrezzati per ospitare anziani non autosufficienti, diversamente abili, malati psichici ecc…Le prime, per definizione sono strutture attrezzate per ospitare i turisti in vacanza.


4)

D. Non mi è chiaro a quale legge regionale fare riferimento per aprire una “foresteria”.

R. La legge regionale di riferimento è la n.31/1985 e s.m.i., art.2. Le case per ferie possono assumere denominazioni differenti in relazione alla particolare funzione che svolgono: casa religiose di ospitalità, casa della giovane, pensionato universitario, foresteria…


5)

D. Non riesco a capire la differenza fra case per ferie, case vacanza, case e appartamenti per vacanze, alloggi vacanze…

R. Le differenze sono desumibili leggendo la legge regionale n° 31/85 e s.m.i. Ciascuna tipologia ricettiva è caratterizzata da peculiarità uniche nonostante le denominazioni similari.