Campeggi mobili

Riferimenti legislativi
Modulistica

Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio dei campeggi mobili:


Definizione

Campeggi mobili organizzati da enti ed associazioni senza fine di lucro per scopi sociali, culturali e sportivi, della durata massima di 60 giorni sono consentiti solamente in aree pubbliche o private ove siano assicurati i servizi generali indispensabili per garantire il rispetto delle norme igienico sanitarie e la salvaguardia della pubblica salute.


Requisiti per svolgere l’attività di campeggio mobile

Il soggetto gestore deve essere in possesso dei requisiti previsti dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n.773 (Approvazione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).


Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intende avviare un campeggio mobile, trasmette al Comune sul cui territorio insistono le aree e le infrastrutture da destinare all'attività, una comunicazione di inizio attività ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi" su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente.

Il Comune, ricevuta la comunicazione di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, al Comune, che procede come per la comunicazione di inizio attività.


Sanzioni

Chiunque gestisce un campeggio mobile organizzato senza aver presentato la comunicazione di inizio attività, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 500 a euro 1.500.

La violazione dell’art. 7, comma 4 della l.r. 54/79 e s.m.i. ovvero dell’obbligo di fornire, entro i termini previsti, le necessarie comunicazioni sulla variazione dell’attività, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00


Diffida, sospensione, revoca e cessazione

L'esercizio dell’attività in mancanza della comunicazione di inizio attività comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la cessazione dell'attività medesima.
In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il Comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni. Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il Comune ordina la cessazione dell'attività.

Entro cinque giorni dall'adozione, dei provvedimenti di cui ai punti sopra il Comune informa la Provincia e l'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.


Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art. 4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n°12.