Bivacchi fissi

Riferimenti legislativi

Definizione

Sono definite bivacchi fissi le strutture ubicate in luoghi di montagna molto isolati, incustodite e aperte in permanenza agli utenti della montagna, attrezzate con quanto essenziale per un ricovero di fortuna.


Modulistica

Con Determina Dirigenziale n°184 del 22 aprile 2015 della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, si è provveduto ad approvare i nuovi modelli SCIA per l’avvio dell’attività, per le variazioni, per le cessazioni e sospensioni. Gli stessi dovranno essere usati in sostituzione dei precedenti.

La modulistica per l'apertura/avvio (compresa la "Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi") è rinvenibile all'interno della sezione sottostante "Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività".

La modulistica denominata "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi" è rinvenibile all'interno della sezione "Altro obbligo amministrativo del titolare".

AVVISO
I modelli aggiornati di "Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi" e "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi", sono stati pubblicati e sono disponibili (scaricabili) in questa pagina.
N.B. Si avvisa l'utenza che tali modelli sono stati ripubblicati (solo per rifugi e bivacchi) in data 30/09/2015 con alcune integrazioni che, per un disguido tecnico, non comparivano nei file pubblicati in precedenza.

Destinazione urbanistica

Per attivare un bivacco fisso si utilizzano fabbricati a destinazione turistico-ricettiva.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intenda attivare un bivacco fisso, trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una “comunicazione di inizio attività” ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati, tra i quali la “Denuncia delle attrezzature, caratteristiche e prezzi”.

Il SUAP, ricevuta la comunicazione di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, al Comune, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, e condizioni, indicati nella comunicazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la comunicazione di inizio attività.

Sanzioni

Chiunque attiva un bivacco fisso senza aver presentato la comunicazione di inizio attività è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

La violazione dell’art.4, comma 8 della l.r. 8/2010, ovvero dell’obbligo di fornire, entro i termini previsti, le necessarie comunicazioni sulla variazione dell’attività, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Diffida, sospensione, revoca e cessazione

L'attivazione di un bivacco fisso, in mancanza della comunicazione di inizio attività, comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la chiusura della struttura medesima.

In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'attivazione della struttura, il comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni.
Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la chiusura della struttura.
Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai punti sopra il comune informa la provincia e l'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competente per territorio.

Il titolare di un bivacco fisso che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo o, se ciò non è possibile, contestuale avviso al comune attraverso la compilazione dei seguenti Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione
 
Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili dal comune per fondati motivi, di altri sei mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.

 

Altro obbligo amministrativo del titolare

Il titolare deve obbligatoriamente comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica approvata dalla struttura regionale competente.

Ovviamente per quanto riguarda un bivacco fisso non dovranno essere comunicate le tariffe, ma esclusivamente le caratteristiche e le attrezzature.

La mancata comunicazione delle caratteristiche dei bivacchi fissi o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione.

Altre sanzioni

Il Comune applica ulteriori sanzioni amministrative nei seguenti casi:
  • La mancata comunicazione delle caratteristiche dei bivacchi fissi o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 52,00 a € 310,00.

Inerzia del Comune nella vigilanza sui rifugi non gestiti

In caso di inerzia del Comune nella vigilanza sul regolare funzionamento dei bivacchi fissi e nell’accertamento dei fatti che rappresentano violazioni delle norme sulla ricettività turistica, provvede la Giunta regionale esercitando il potere sostitutivo ai sensi dell’articolo 14 della legge regionale 20 novembre, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali).

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art.4, comma 1, punto g) della l.r.5 marzo 1987, n°12.