Aziende agrituristiche e Ospitalità rurale familiare

Riferimenti legislativi

VIGILANZA E CONTROLLI IN AGRITURISMI E O.R.F. - MANUALE E CHECK LIST

Si rende noto che nel mese di maggio 2017, gli uffici degli Assessorati regionali al Turismo e all’Agricoltura hanno provveduto a redigere un Manuale e relative Check List per la vigilanza e i controlli in ambito agrituristico e di ospitalità rurale familiare (ORF), con cui si è inteso fornire alle autorità locali territorialmente competenti uno strumento operativo utile all’esercizio di vigilanza e di controllo tecnico-amministrativo secondo i criteri e le modalità previste dalla normativa regionale vigente in materia. Leggi il Comunicato

Modulistica

Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio degli Agriturismi e ospitalità rurale familiare, unitamente ai loghi:

Pagina in fase di aggiornamento. Per eventuali informazioni ed approfondimenti si prega di inviare una richiesta scritta alla Sig.ra Barbara Bar al seguente indirizzo di posta elettronica:
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Finalità delle Aziende agrituristiche

La Regione Piemonte, in armonia con la legislazione comunitaria e nazionale, promuove e disciplina l’agriturismo al fine di favorire lo sviluppo e il riequilibrio del territorio agricolo, agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali attraverso il miglioramento delle condizioni di vita e l’incremento dei redditi aziendali, valorizzare le strutture economiche e produttive della campagna tutelando i caratteri dell’ambiente in genere ed in particolare di quello rurale e le sue risorse, valorizzare i prodotti tipici e quelli provenienti da coltivazioni biologiche, promuovere e tutelare le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale, favorire i rapporti tra città e campagna, incrementare le potenzialità dell’offerta turistica piemontese.


Che cosa si intende per attività agrituristiche

Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame che devono comunque rimanere principali.
Possono essere adibiti all’attività agrituristica, oltre all’imprenditore agricolo, i coadiutori e i dipendenti dell’azienda agricola, nel rispetto della vigente normativa in materia di lavoro.


Principalità dell’attività agricola

L’attività agricola deve rimanere principale rispetto all’attività agrituristica in termini di tempo lavoro dedicato.


Rientrano tra le attività agrituristiche: 

a)
dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta dei campeggiatori, purché
attrezzati con i servizi essenziali previsti dalle norme igienico-sanitarie;
b)
locare ad uso turistico camere con l'eventuale prestazione del servizio di prima colazione, mezza pensione o pensione completa, di somministrazione di merende, da servire ai propri ospiti, nonché di organizzazione di attività ricreative, sportive e culturali. Nel caso dell'ospitalità con prestazione del solo servizio di prima colazione, è consentito l'uso dell'angolo cottura in dotazione nelle camere locate oppure di una cucina in uso comune a tutti gli ospiti;
c)
somministrare pasti e bevande secondo le modalità definite nell'articolo 3 della l.r. 2/2015;
d)
organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vini, alla quale si applica la legge 27 luglio 1999, n. 268 (Disciplina delle strade del vino);
e)
organizzare, anche all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell'azienda, attività ricreative, culturali, didattiche, divulgative e pedagogiche nel settore dell'educazione alimentare-ambientale o di pratica sportiva, nonché escursionistiche e di ippoturismo, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

Le attività di cui sopra possono essere svolte anche disgiuntamente tra loro.

Ai fini del riconoscimento delle diverse qualifiche di imprenditore agricolo, nonché della priorità nell'erogazione dei contributi e, comunque, ad ogni altro fine che non sia di carattere fiscale, il reddito proveniente dall'attività agrituristica è considerato reddito agricolo.


Prodotti propri

Sono considerati propri: i cibi e le bevande prodotti e lavorati nell’azienda agricola, quelli ricavati da materie prime dell’azienda agricola anche tramite lavorazioni esterne, nonché quelli provenienti da cooperative e consorzi di aziende agricole operanti in ambito locale o regionale di cui l’azienda fa parte.

 

Destinazione urbanistica

L’immobile da destinare ad agriturismo deve avere una destinazione urbanistica rurale.

Locali e immobili destinati all’attività agrituristica

Sono alloggi agrituristici i locali siti in fabbricati rurali e quelli collocati in immobili rurali quali baite, alpeggi, malghe e simili, siti in zone montane, nei quali viene data ospitalità ai turisti dagli imprenditori agricoli.
Gli imprenditori agricoli per le attività agrituristiche possono utilizzare i fabbricati o le parti di essi esistenti da almeno tre anni sul fondo alla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o della richiesta di variazione dell'attività esistente, e conformi alla normativa urbanistico-edilizia. In deroga alla normativa vigente, possono essere utilizzati per attività agrituristiche anche i fabbricati rurali la cui destinazione d'uso è stata modificata negli ultimi cinque anni alla data di presentazione della SCIA. Gli stessi immobili sono soggetti ai requisiti tecnici ed igienico sanitari, come esplicitati all’articolo 9, ad esclusione degli impianti natatori e pertinenziali e di eventuali servizi connessi, oggetto di specifica regolamentazione.
Qualora l'imprenditore agricolo svolga la propria attività in un fondo privo di fabbricati adattabili all'uso agrituristico, è consentito utilizzare per tale attività:
a)
l'abitazione ove risiede l'imprenditore medesimo anche se ubicata fuori dal fondo;
b)
altri fabbricati già esistenti sul fondo di cui abbia la preesistente disponibilità l'imprenditore agricolo o, nel caso di impresa familiare, i soggetti indicati nell'articolo 230 bis, comma 3, del codice civile, a condizione che siano siti nello stesso comune o in comune limitrofo a quello in cui è collocato il fondo.
L'utilizzo dei fondi e degli edifici per le attività agrituristiche previste dalla presente legge non comporta la modifica della destinazione d'uso agricolo dei medesimi.
Per l'esercizio delle attività agrituristiche possono essere effettuati gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e ristrutturazione per il recupero del patrimonio edilizio esistente, nonché gli interventi necessari per la fornitura dei servizi igienico-sanitari ai turisti dotati di tende o caravan, in conformità delle disposizioni degli strumenti urbanistici e della normativa statale in materia di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche. Non possono essere utilizzate nuove costruzioni per l'attività agrituristica. In deroga al divieto di utilizzo di nuovi fabbricati, è consentito l'ampliamento dei volumi esistenti per la realizzazione di locali tecnici, servizi igienici, centrali termiche e per l'adeguamento dei percorsi e dei vani alla normativa relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche.

Logo distintivo Aziende agrituristiche

Le aziende agrituristiche piemontesi sono tenute a dotarsi di apposita targa che identifica l’attività svolta in agriturismo ed esporla in luogo ben visibile all’ingresso dell’azienda.

La targa identificativa riporta i seguenti caratteri:
a) il marchio nazionale;
b) il logo del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, proprietario del marchio;
c) il logo della Regione Piemonte;
d) la denominazione dell’azienda agrituristica;
e) il riferimento al titolo abilitativo dell’attività agrituristica da inserire sotto i simboli dei girasoli riportanti la classifica attribuita.
Solo le aziende che offrono ospitalità congiunta al pernottamento possono riportare sulla targa la simbologia della classificazione (girasoli).

La personalizzazione della targa con il nome dell’agriturismo e la classificazione deve essere effettuata dal titolare modificando con appositi programmi di grafica il file con i 5 girasoli scaricabile nell'apposita sezione di cui sopra distinti per classificazione:

 

Successivamente la targa deve essere stampata su plexiglass con sfondo bianco e di dimensioni 20x30 cm come da prototipo. Ulteriori istruzioni relative alla realizzazione della targa aziendale sono reperibili nel Manuale d'uso.
Concessione d’uso del Marchio: si ricorda che il marchio è concesso alle aziende autorizzate a norma di legge, regolarmente operanti ed iscritte nel Repertorio nazionale dell’agriturismo. A tal fine, il titolare dell’azienda è tenuto a compilare il Modello Agr.12_2016 in forma di autodichiarazione.

Capacità ricettiva

La capacità ricettiva di un'azienda agricola in alloggio agrituristico non può essere superiore ai trentacinque posti letto, di cui dieci destinati a bambini di età inferiore a dodici anni.
Nel caso di alloggi agrituristici collocati in immobili rurali, quali baite, alpeggi, malghe e simili, siti in zone montane ad altitudini superiori ai 1.000 metri e raggiungibili solo con sentieri, mulattiere o strade di servizio non aperte al traffico, è consentito utilizzare camerate a più letti e di sovrapporre ciascun letto base ad un altro per una ricettività massima di trentacinque posti letto, senza dover incrementare superfici e cubature delle camere.
Per la somministrazione alimenti e bevande è possibile mettere a disposizione fino ad un max di 60 coperti. Tale limite può essere superato esclusivamente per le scolaresche in visita all’azienda.

N.B. Il Regolamento di attuazione andrà a ridefinire la capacità ricettiva massima ed eventuali deroghe.

Spazi destinati alla sosta dei campeggiatori

Nelle aziende agricole possono essere previsti spazi aperti destinati all'insediamento temporaneo di un massimo di tre tende o caravan.
In relazione alle esigenze locali il comune può consentire, in alternativa ai posti letto, l'elevazione del numero di tende o caravan fino ad un massimo di dieci, per non più di trenta persone, previa verifica che l'azienda agricola abbia un'estensione territoriale e caratteristiche adeguate per ospitarle.

Norme igienico-sanitarie e requisiti tecnici ed igienico-sanitari

Le camere e le unità abitative degli alloggi agrituristici devono possedere i requisiti tecnici ed igienico sanitari previsti dalla legge regionale 14 luglio 1988, n. 34 "Modifiche ed integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extra alberghiere, legge regionale 15 aprile 1985, n. 31", come modificata dalla legge regionale 30 settembre 2002, n. 22.

Le camere e le unità abitative devono disporre almeno dei seguenti servizi igienico-sanitari: un wc ogni dieci persone, un bagno o doccia ogni dodici persone, un lavabo ogni sei persone, comprese le persone appartenenti al nucleo familiare e conviventi.

Per gli insediamenti di non più di tre tende o caravan devono essere garantiti ai turisti i servizi igienico-sanitari e la fornitura d'acqua mediante le strutture ordinarie dell'azienda agricola; per gli insediamenti superiori a tre tende o caravan deve essere garantito, mediante strutture apposite, il rispetto dei parametri minimi dei requisiti igienico-sanitari previsti per i campeggi ad una stella dalla legge regionale 31 agosto 1979, n. 54 "Disciplina dei complessi ricettivi all'aperto", come, da ultimo, modificata dalla legge regionale 18 febbraio 2010, n. 8.

La produzione, la preparazione, il confezionamento e la somministrazione di alimenti e bevande avvengono nel rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare previsti dall'ordinamento.

È possibile utilizzare la cucina agrituristica come laboratorio multifunzionale.

Nei comuni montani, in deroga a quanto disposto dall'articolo 6, comma 3 della l.r. 2/2015 per attività effettuate esclusivamente con carattere di stagionalità, l'uso della cucina domestica può essere autorizzato per la preparazione e per la somministrazione di pasti fino ad un massimo di venti posti.

La macellazione nella azienda agrituristica è consentita per i volatili da cortile, i conigli, la selvaggina allevata e cacciata nel rispetto della normativa vigente.

In conformità a quanto previsto dall'articolo 50 della legge regionale 4 maggio 2012, n. 5 "Legge finanziaria per l'anno 2012", le piscine delle aziende agrituristiche sono classificate private ad uso collettivo e sono riservate ai soli ospiti che fruiscono delle attività di cui all'articolo 2, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria in materia di qualità delle acque. In deroga al citato articolo 50 della l.r. 5/2012, per tali piscine non è obbligatoria la presenza dell'assistente ai bagnanti e di personale addetto ad interventi di pronto soccorso purché vengano predisposte misure idonee a garantire la sicurezza dell'impianto, come verrà disciplinato dal regolamento di attuazione.

Superfici delle camere da letto

Le camere da letto devono avere una superficie minima, al netto di ogni altro ambiente accessorio, di mq. 8 se con un posto letto e di mq. 14 se con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima della camera a due posti letto deve essere aumentata di mq. 6.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime sono ridotte a mq. 12 per le camere con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima delle camere a due posti letto deve essere aumentata di mq. 4.

Ciascuna camera da letto non può essere dotata di più di 4 posti letto.
In deroga ai limiti di superficie indicati è consentito aggiungere un posto letto nelle camere, nel caso in cui venga utilizzato da una persona di età inferiore a 15 anni.

Superfici delle unità abitative

Le unità abitative composte da monolocale attrezzato per il pernottamento e per il soggiorno-pranzo-cucina devono avere una superficie minima, al netto di ogni ambiente accessorio, di mq. 12 se con un posto letto e di mq. 18 se con due posti letto; per ogni posto letto in piu' la superficie minima del locale deve essere aumentata di mq. 6.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime delle unità abitative di cui al comma 1 sono ridotte a mq. 10 per le unità abitative con un posto letto, ed a mq. 16 per quelle con due posti letto; per ogni posto letto in piu' la superficie deve essere aumentata di mq. 6.

Ciascuna unità abitativa composta da monolocale non può essere dotata di più di 4 posti letto.

Le unità abitative composte da locale soggiorno-pranzo-cucina e da una o più camere da letto devono avere le seguenti superfici minime al netto di ogni ambiente accessorio:
a) locale soggiorno-pranzo-cucina senza posti letto: mq. 8, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto, eccedente i primi due;
b) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 13 se con un posto letto, mq. 20 se con due posti letto e mq. 27 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;
c) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 6 per ogni posto letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici di cui al comma precedente sono così ridotte:
a) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 11 se con un posto letto, mq. 16 se con due posti letto, mq. 21 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;
b) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 4 per ogni letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.

In deroga ai limiti di superficie indicati ai commi precedenti, è consentito aggiungere un posto letto nell'unità abitativa nel caso in cui venga utilizzato da una persona di età inferiore a 15 anni.

Altezze, volumi e deroghe

L’altezza minima delle camere da letto e delle unità abitative è quella prevista dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali.

Deve in ogni caso essere garantita un’altezza minima interna utile dei locali di metri 2,70, riducibile a metri 2,40 per i vani accessori.

Nei Comuni montani al di sopra dei 1000 metri sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell’altezza minima dei locali abitabili a metri 2,55, ulteriormente riducibili a metri 2,40 per le strutture esistenti.

Nel caso di altezze non uniformi, ogni locale deve avere un’altezza media non inferiore ai limiti stabiliti ai commi precedenti.

Il volume minimo delle camere da letto e delle unità abitative è determinato dal prodotto tra superfici e altezze minime.
Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto od i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.
Per le camere da letto, l’arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona oltrechè da armadio e cestino rifiuti.

Qualora le caratteristiche strutturali o architettoniche degli edifici rurali esistenti non consentano l’adeguamento ai requisiti sopra descritti, è consentito l’uso di camere o unità abitative anche con altezza non inferiore a metri 2,20, semprechè venga garantito un volume minimo dei locali pari a quello risultante dal rapporto tra superficie minima e altezza indicati dall’articolo 4 della l.r. 34/88; è altresì consentita una finestratura inferiore a 1/8 della superficie del pavimento, semprechè sia garantito un sufficiente ricambio d’aria.

Camerate e utilizzo di letti a castello

Nel caso di alloggi agrituristici collocati in immobili rurali, quali baite, alpeggi, malghe e simili, siti in zone montane ad altitudini superiori ai 1.000 metri e raggiungibili solo con sentieri, mulattiere o strade di servizio non aperte al traffico, è consentito utilizzare camerate a più letti e di sovrapporre ciascun letto base ad un altro per una ricettività massima di trentacinque posti letto, senza dover incrementare superfici e cubature delle camere.

Posti di cottura

Il posto di cottura annesso al locale soggiorno-pranzo delle unità abitative non dotate di apposito locale cucina deve comunicare ampiamente con lo stesso e deve essere munito di adeguato impianto di aspirazione forzata sui fornelli, nel rispetto comunque delle norme previste dai regolamenti igienico-edilizi comunali.

Le pareti dei posti di cottura o le eventuali cucine monoblocco dovranno essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile.

Servizi igienico-sanitari

I servizi igienico-sanitari annessi alle camere da letto possono comunicare direttamente con le camere stesse e devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata meccanica; la ventilazione forzata deve avere un funzionamento che garantisca un adeguato ricambio orario d'aria, eventualmente modulato in due diverse intensità di estrazione, una minimale continua o a intermittenza temporale e l'altra intensificata al momento dell'utilizzazione del servizio.

I servizi igienico-sanitari comuni e quelli ad uso delle unità abitative devono essere dotati di anti-w.c., qualora si acceda direttamente da aree abitabili; sia il w.c. che l'anti-w.c. devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata.

Le pareti dei servizi igienico-sanitari devono essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile, preferibilmente di piastrelle in ceramica.

Le unità abitative devono essere dotate di un servizio igienico-sanitario ogni 8 posti letto o frazione di 8 superiore a 2.

I servizi igienico-sanitari privati o comuni delle unità abitative e delle camere da letto si intendono completi se dotati di w.c. con cacciata d'acqua, lavabo, specchio, vasca da bagno o piatto doccia, anche posti in vani separati.

Abbattimento barriere architettoniche

Al fine di garantire migliori standard, per le aziende agrituristiche di maggiori dimensioni e di nuova apertura, in materia di eliminazione delle barriere architettoniche:
a)
gli spazi comuni destinati all'attività devono essere accessibili anche ricorrendo ad opere provvisionali e dotati di servizi igienici per disabili;
b)
le strutture agrituristiche con un numero superiore a dieci posti letto devono essere dotate di almeno una camera accessibile e di servizio igienico per disabili;
c)
le strutture agrituristiche con un numero superiore a venticinque posti letto devono essere dotate di almeno due camere accessibili e di sevizi igienici per disabili. 

In deroga al divieto di utilizzo di nuovi fabbricati, è consentito l'ampliamento dei volumi esistenti per la realizzazione di locali tecnici, servizi igienici, centrali termiche e per l'adeguamento dei percorsi e dei vani alla normativa relativa all'abbattimento delle barriere architettoniche.

Criteri e limiti dell’attività agrituristica

L’imprenditore agricolo è tenuto ad attenersi al rispetto dei criteri e dei limiti nell’attività agrituristica, come previsti nell’articolo 3 della l.r. 2/2015 e comunque entro e non oltre il 1° luglio 2015.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intende gestire un agriturismo, all'avvio dell'attività trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 "Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi", su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati, tra i quali la “Denuncia delle attrezzature, caratteristiche e prezzi” e la Relazione sull’attività agrituristica, modello introdotto con l'emanazione del Regolamento regionale n. 1/R del 1 marzo 2016.
La normativa prevede l'obbligo di trasmissione della suddetta relazione in modalità telematica o, eccezionalmente e solo se vi è indisponibiltà di trasmissione con tale modalità, in formato cartaceo presso lo Sportello Unico delle Attività Produttive (S.U.A.P.) del comune territorialmente competente.

Sono tenute alla presentazione della relazione in oggetto:

  • le nuove aziende agrituristiche in fase di avvio dell’attività;
  • le aziende agrituristiche in esercizio al momento della segnalazione di variazione;
  • le aziende agrituristiche già in esercizio alla data di entrata in vigore del regolamento regionale n. 1/R.

Si precisa che la relazione, come per la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), va redatta sia dalle aziende che svolgono attività agrituristica, sia da quelle che svolgono attività di ospitalità rurale familiare.
Al fine di rendere più agevole la compilazione del modello sono state predisposte le istruzioni operative.

Per l'esercizio dell'attività di agriturismo il soggetto interessato deve essere in possesso:
a) dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);
b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell'Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere), qualora richiesti;
c) dei requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura, previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.
Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la Segnalazione certificata di inizio attività.

Somministrazione alimenti e bevande

Qualora si intenda svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande, occorre presentare all’ASL competente territorialmente una Notifica sanitaria relativa alla sicurezza alimentare dei cibi messi a disposizione degli ospiti. Il modello per la notifica di inizio, variazione o cessazione dell'attività (allegato 1 alla DD n. 799 del 15/11/2012) è rinvenibile sul seguente sito internet regionale:

Denuncia di classificazione

Ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali n. 1720 del 13 febbraio 2013 recante “Determinazione dei criteri omogenei di classificazione delle aziende agrituristiche” pubblicato sulla G.U. n. 54 del 5/3/2013 la Regione Piemonte ha provveduto alla definizione dei criteri di classificazione a favore delle aziende agrituristiche.
A tal fine, ogni imprenditore agricolo è tenuto a classificare la propria struttura agrituristica qualora offrano servizio di pernottamento, con o senza la prestazione di altri servizi, compilando lo specifico Modello Agr. 5_2017 e servendosi delle specifiche linee guida predisposte per agevolarne la compilazione.
Si ricorda che tale adempimento deve essere assolto entro il 18 settembre 2016 trasmettendo la modulistica al SUAP del comune territorialmente competente.

Sospensione e cessazione

L'esercizio dell'attività agrituristica, svolto in assenza di SCIA, comporta, oltre alla sanzione di cui all'articolo 17, comma 1 della l.r. 2/2015, la cessazione dell'attività medesima.

In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività fino ad un massimo di sessanta giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell'attività.

Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai commi 1, 2, e 3 dell’art.17 della l.r. 2/2015, il comune informa la provincia o la città metropolitana o altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, l'ASL e l'ATL territorialmente competenti.

La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell'attività sono soggette a comunicazione attraverso la compilazione dei Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione

Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a centottanta giorni, prorogabili da parte del Comune di ulteriori centottanta giorni. Decorso tale termine, l'attività, qualora non riavviata, si intende definitivamente cessata.

Obblighi e divieti

Gli imprenditori agricoli, singoli e associati, che esercitano le attività di cui alla l.r. 2/2015 hanno il compito di:

a)
ottemperare, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, della l.r.2/2015 alle procedure di segnalazione per l'avvio dell'attività al SUAP territorialmente competente;
b)
ottemperare, ai sensi dell'articolo 10, comma 4, della l.r.2/2015 alle procedure di segnalazione per le variazioni dell'attività al SUAP territorialmente competente;
c)
ottemperare, ai sensi dell'articolo 11, comma 5 della l.r .2/2015 alle procedure di comunicazione della sospensione e cessazione volontaria dell'attività al SUAP territorialmente competente;
d)
esporre in modo visibile all'esterno e all'interno dell'azienda il segno distintivo della classe assegnata realizzato in conformità del modello stabilito dalla Regione (quest’obbligo diventerà imperativo soltanto dopo l’approvazione del Regolamento di attuazione e relativi allegati);
e)
osservare gli obblighi derivanti dalle disposizioni in materia di concessione ed uso del marchio grafico (quest’obbligo diventato imperativo a seguito dell’approvazione del Regolamento di attuazione e relativi allegati);
f)
esporre al pubblico l'elenco dei principali prodotti alimentari utilizzati con l'indicazione della provenienza;
g)
osservare i limiti massimi previsti in materia di capacità ricettiva e somministrazione degli alimenti e bevande nonché i limiti percentuali di utilizzo dei prodotti propri o di altra provenienza secondo i parametri stabiliti agli articoli 3 e 7 della l.r. 2/2015;
h)
comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente;
i)
comunicare alla provincia o alla città metropolitana o ad altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall'articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 "Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera", introdotto dalla legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, ai fini della rilevazione del movimento dei clienti negli esercizi agrituristici e di agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.
j)
ottemperare agli adempimenti derivanti dalle norme di legge in materia di pubblica sicurezza. Si rammenta l’obbligatorietà dell’invio telematico delle generalità delle persone alloggiate e l’impossibilità di consegnare a mano un elenco cartaceo o le schede di notificazione. Per maggiori dettagli si invita ad accedere al sito internet della Polizia di Stato al seguente indirizzo:
https://alloggiatiweb.poliziadistato.it


È fatto divieto agli imprenditori agricoli, singoli o associati, di:
a)
utilizzare, nella ragione o denominazione sociale, nell'insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, denominazioni e loghi differenti da quelli previsti all'articolo 12, commi 1 e 2 e dal regolamento di attuazione di prossima approvazione o idonei ad indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività ricettiva;
b)
realizzare nuove costruzioni per l'attività agrituristica e per le attrezzature e i servizi ad essa afferenti, fatta salva la deroga di cui all'articolo 8, comma 4 della l.r. 2/2015 e la realizzazione di aumenti o trasferimenti di volumetrie eventualmente ammissibili ai sensi degli strumenti urbanistici comunali o di atti di governo del territorio;
c)
utilizzare per l'attività agrituristica fabbricati non esistenti da almeno tre anni alla data di presentazione della SCIA o della richiesta di variazione dell'attività esistente, fatta salva la deroga di cui all'articolo 8, comma 1 della l.r. 2/2015 nonché fabbricati di cui all'articolo 8, comma 2, lettera a) sempre della l.r. 2/2015, con caratteristiche diverse da quelle previste nel regolamento di attuazione di prossima approvazione.

Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995.

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico, nel locale di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’ATL.

È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera o unità abitativa o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL.

Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero della camera o unità abitativa o posto letto assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.
Si prescinde dalla consegna del bollettino nel caso in cui la prenotazione e il pagamento dei servizi ricettivi vengano effettuati per conto dei clienti da organismi di intermediazione di viaggi o da altri organismi che li rappresentano.

Applicazione dei prezzi

I titolari devono praticare per i servizi offerti i prezzi indicati nella comunicazione trasmessa all’A.T.L. e riportati nella tabella e nei cartellini prezzi (vedi "Pubblicità prezzi").
Prezzi inferiori a quelli comunicati possono essere praticati nei seguenti casi:

  • gruppi organizzati composti da almeno 10 persone;
  • ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiore a 15 giorni;
  • bambini di età inferiore a 12 anni;
  • guide, accompagnatori, e interpreti a seguito di gruppi organizzati;
  • offerte promozionali di servizi ricettivi: periodi di bassissima stagione, formula week-end, accordi con aziende e tour operator.

I titolari devono altresì rispettare le norme e condizioni del contratto di ospitalità stabilite da normative comunitarie, nazionali o regionali in materia, nonché quelle derivanti da usi e consuetudini vigenti in campo turistico recepiti da accordi stipulati tra associazioni di categoria degli imprenditori e associazioni dei consumatori e comunicati alla Giunta Regionale ai fini della pubblicità dei medesimi.

Sanzioni

Chiunque gestisce un'azienda alberghiera senza aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

Chiunque non segnali al SUAP, tramite apposita modulistica e utilizzando la stessa procedura per l’invio della SCIA, le variazioni relative a stati, fatti o qualità del segnalante intervenute in corso di esercizio entro e non oltre dieci giorni successivi al suo verificarsi, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500,00 a euro 1500,00.

Chiunque gestisce un'azienda agrituristica in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 15, comma 1, lettere d) ed e) della l.r. 2/2015, ovvero attribuisce al proprio esercizio una classifica diversa da quella assegnata o viola gli obblighi previsti in materia di concessione e utilizzo del marchio grafico nonché di loghi definiti dal regolamento di attuazione per le attività di cui alla l.r. 2/2015 è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 a euro 500,00 (sanzione applicabile soltanto dopo l’entrata in vigore del Regolamento di attuazione).

Chiunque contravviene agli obblighi di cui all'articolo 15, comma 1, lettera f) della l.r. 2/2015 in materia di esposizione al pubblico della provenienza dei prodotti alimentari utilizzati è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,00 a euro 250,00.

Chiunque contravviene agli obblighi di cui all'articolo 15, comma 1, lettera g) della l.r.2/2015 in materia di limiti nella ricettività e nella somministrazione nonché di percentuali nell'utilizzo dei prodotti propri è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Chiunque compie irregolarità nella pubblicazione dei prezzi e delle caratteristiche di cui all'articolo 15, comma 1, lettera h) della l.r. 2/2015 è soggetto alle disposizioni sanzionatorie di cui all'articolo 6 della legge regionale 23 febbraio 1995, n. 22 "Norme sulla pubblicità dei prezzi e delle caratteristiche degli alberghi e delle altre strutture turistico-ricettive", come modificata dalla l.r. 38/2009.

Chiunque omette di trasmettere i dati di cui all'articolo 15, comma 1, lettera i) della l.r. 2/2015, è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all'articolo 5 bis, comma 2 della l.r. 12/1987.

Il titolare dell'azienda agrituristica che viola le disposizioni dell'articolo 15, comma 1, lettera j) dela l.r. 2/2015 in materia di comunicazione degli alloggiati all'autorità di pubblica sicurezza incorre nella sanzione di cui all'articolo 17 del R.D. 773/1931.

Chiunque contravviene ai divieti di cui all'articolo 15, comma 2, lettera a) della l.r. 2/2015 ovvero utilizzi nella ragione o denominazione sociale, nell’insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, denominazioni e loghi differenti da quelli previsti all’art. 12, commi 1 e 2 e dal Regolamento di attuazione di prossima approvazione o idonei ad indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività ricettiva è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250,00 ad euro 500,00.

Chiunque contravviene ai divieti di cui all'articolo 15, comma 2, lettere b) e c) della l.r. 2/2015 è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 ad euro 3.000,00.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni previste nell'articolo 15 della l.r. 2/2015 il comune o altro soggetto avente titolo può procedere, previa diffida, alla sospensione dell'attività nonché all'eventuale cessazione.

L'accertamento, l'irrogazione, la riscossione e l'introito delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 17, commi da 1 a 6 e da 9 a 10 della l.r. 2/2015 sono di competenza del comune, quelle di cui all'articolo 17, comma 7 della l.r. 2/2015 sono di competenza della provincia o della città metropolitana o di altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, sul cui territorio insiste la struttura ricettiva agrituristica.

Per l'accertamento delle violazioni e per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla l.r. 2/2015 si applicano i principi di cui al Capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 "Modifiche al sistema penale".

Per quanto non previsto dalla l.r. 2/2015 si applicano le disposizioni contenute nella legge regionale 28 novembre 1989, n. 72 "Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale", come, da ultimo, modificata dalla legge regionale 1° luglio 2011, n. 9, e nella legge regionale 14 gennaio 1997, n. 7 "Sanzioni amministrative in materia igienico-sanitaria". 

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art.4, comma 1, punto g) della l.r.5 marzo 1987, n°12.