Aziende agrituristiche

 

AZIENDE AGRITURISTICHE

 

 

Riferimenti legislativi


  • Regolamento regionale n°1/r del 1° marzo 2016 – Disposizioni regionali relative all’esercizio e alla funzionalità delle attività agrituristiche e all’ospitalità rurale familiare in attuazione dell’articolo 14 della legge regionale 23 febbraio 2015, n°2

Modulistica

Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio degli Agriturismi, unitamente ai loghi:


VIGILANZA E CONTROLLI IN AGRITURISMI E O.R.F.

MANUALE E CHECK LIST

Si rende noto che nel mese di maggio 2017, gli uffici degli Assessorati regionali al Turismo e all’Agricoltura hanno provveduto a redigere un Manuale e relative Check List per la vigilanza e i controlli in ambito agrituristico e di ospitalità rurale familiare (ORF), con cui si è inteso fornire alle autorità locali territorialmente competenti uno strumento operativo utile all’esercizio di vigilanza e di controllo tecnico-amministrativo secondo i criteri e le modalità previste dalla normativa regionale vigente in materia.


  • MANUALE - CHECK LIST (  768.82 kB) - da utilizzare per i controlli da parte delle autorità comunali


Di seguito le INFORMAZIONI ESSENZIALI - Si invita a consultare l’intero testo legislativo e regolamentare.

Per qualsiasi informazione aggiuntiva o approfondimento, si prega di contattare la Sig.ra Barbara Bar all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Finalità della legge regionale

La Regione Piemonte, in armonia con la legislazione comunitaria e nazionale, promuove e disciplina l’agriturismo al fine di favorire lo sviluppo e il riequilibrio del territorio agricolo, agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle zone rurali attraverso il miglioramento delle condizioni di vita e l’incremento dei redditi aziendali, creare occupazione per i famigliari dell’imprenditore agricolo, valorizzare e promuovere i prodotti agricoli locali tipici e quelli provenienti da coltivazioni biologiche e da agricoltura integrata, valorizzare le strutture economiche e produttive dell’azienda agricola tutelando i caratteri dell’ambiente, in particolare di quello rurale e le sue risorse, promuovere e tutelare le tradizioni e le iniziative culturali del mondo rurale, favorire i rapporti tra città e campagna, incrementare le potenzialità dell’offerta turistica piemontese.

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Che cosa si intende per attività agrituristiche

Per attività agrituristiche si intendono le attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di cui all’art.2135 del codice civile, anche nella forma di società di capitali o di persone, oppure associati tra loro, attraverso l’utilizzazione della propria azienda in rapporto di connessione con le attività di coltivazione del fondo, di silvicoltura, e di allevamento di animali.
Possono essere addetti allo svolgimento dell’attività agrituristica l’imprenditore agricolo e i suoi familiari ai sensi dell’articolo 230 bis del codice civile, nonché i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato e parziale. Gli addetti sono considerati lavoratori agricoli ai fini della vigente disciplina previdenziale, assicurativa e fiscale. Il ricorso a soggetti esterni è consentito esclusivamente per lo svolgimento di attività e servizi complementari.

 

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Rientrano tra le attività agrituristiche: 

a)
dare ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta dei campeggiatori, purché
attrezzati con i servizi essenziali previsti dalle norme igienico-sanitarie;
b)
locare ad uso turistico camere con l'eventuale prestazione del servizio di prima colazione, mezza pensione o pensione completa, di somministrazione di merende, da servire ai propri ospiti, nonché di organizzazione di attività ricreative, sportive e culturali. Nel caso dell'ospitalità con prestazione del solo servizio di prima colazione, è consentito l'uso dell'angolo cottura in dotazione nelle camere locate oppure di una cucina in uso comune a tutti gli ospiti;

c)
preparare e somministrare pasti e bevande secondo le modalità definite nell'articolo 3 della l.r. 2/2015;
d)
organizzare degustazioni di prodotti aziendali, ivi inclusa la mescita di vini, alla quale si applica la legge 27 luglio 1999, n. 268 (Disciplina delle strade del vino);

e)
organizzare, anche all'esterno dei beni fondiari nella disponibilità dell'azienda, attività ricreative, culturali, didattiche, divulgative e pedagogiche nel settore dell'educazione alimentare-ambientale o di pratica sportiva, nonché escursionistiche e di ippoturismo, anche per mezzo di convenzioni con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

Le attività di cui sopra possono essere svolte anche disgiuntamente tra loro.

Ai fini del riconoscimento delle diverse qualifiche di imprenditore agricolo, nonché della priorità nell'erogazione dei contributi e, comunque, ad ogni altro fine che non sia di carattere fiscale, il reddito proveniente dall'attività agrituristica è considerato reddito agricolo.


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Prevalenza dell’attività agricola e connessione dell’attività agrituristica

 

L’attività agricola dell’azienda o delle aziende, in caso di imprenditori agricoli associati, deve rimanere prevalente rispetto all’attività agrituristica . La prevalenza dell’attività agricola si realizza quando, a scelta dell’imprenditore, sussista una delle seguenti condizioni:

  1. il tempo di lavoro impiegato per lo svolgimento dell’attività agricola nel corso dell’anno solare è superiore al tempo utilizzato nell’attività agrituristica, tenuto conto della diversità delle tipologie di lavorazione;

  2. il valore della produzione standard ai sensi del Regolamento (CE) n° 1198/2014, compresi gli aiuti di mercato e di integrazione al reddito, come deducibile dal Sistema Informativo Agricolo Piemontese (SIAP), è maggiore rispetto alle entrate dell’attività agrituristica.

Qualora, per cause di forza maggiore dovute a calamità atmosferiche, fitopatie o epizoozie, accertate dalla struttura regionale competente per materia, non sia possibile rispettare il valore di cui al comma precedente, sono prese come riferimento le due annualità precedenti.

Il requisito della prevalenza si considera comunque sussistente qualora la ricettività agrituristica rientri in quanto previsto nell’articolo 6 della l.r.2/2015.

La connessione dell’attività agrituristica rispetto all’attività agricola si realizza all’orchè l’azienda agricola, in relazione alla sua estensione, alle sue dotazioni strutturali, alla natura e alla varietà delle attività agricole praticate, agli spazi disponibili, agli edifici in essa ricompresi e al numero degli addetti, sia idonea anche allo svolgimento dell’attività agrituristica nel rispetto della l.r.2/2015.

Il Regolamento di attuazione, tenendo conto della localizzazione delle aziende agricole e in particolare di quelle ubicate nei territori montani, individua tra l’altro:

  1. le ore lavorative occorrenti per le singole attività agricole come da tabella ettaro/coltura definita dalla Giunta Regionale;

  2. i valori della produzione standard attribuibili alle singole colture e allevamenti.

L’attività agricola si considera comunque prevalente quando le attività di ricezione e somministrazione pasti e bevande interessano un numero non superiore a dieci ospiti.

 

 

Criteri e modalità per la verifica del rapporto di prevalenza

 

 

La prevalenza e la connessione sono dimostrate dall’imprenditore agricolo che intende svolgere l’attività agrituristica tramite apposita relazione sull’attività agrituristica in forma di autocertificazione da presentare secondo le modalità stabilite dal Regolamento di attuazione.

Nella relazione sono indicate:

  1. l’attività agrituristica, l’attività agricola e la consistenza della produzione aziendale;

  2. la scelta della condizione per realizzare la prevalenza dell’attività agricola ai sensi dell’art.4, comma 2 della l.r.2/2015

  3. le strutture edilizie presenti nelle unità tecniche economiche (UTE) da utilizzare per le attività agrituristiche e per l’attività agricola.

A seconda della scelta effettuata sono indicate le previsioni relative:

  1. al tempo di lavoro impiegato per lo svolgimento dell’attività agricola e a quello per l’attività agrituristica;

  2. alla produzione standard, compresi gli aiuti di mercato e di integrazione al reddito e alle entrate ottenibili dall’attività agrituristica, al netto dell’eventuale intermediazione dell’agenzia.

I requisiti soggettivi e oggettivi, nonché la prevalenza dell’attività agricola rispetto all’attività agrituristica sono mantenuti per tutto il periodo di esercizio dell’attività agrituristica.

Qualora l’imprenditore agricolo ritenga necessario applicare una condizione diversa da quella scelta relativamente al requisito della prevalenza dell’attività agricola, la comunicazione va trasmessa allo Sportello Unico delle attività produttive (SUAP), tramite il sistema informatizzato. La nuova condizione scelta si applica anche al periodo dell’anno solare già trascorso, salvo eventuali procedimenti di accertamento pendenti.

 

Consultare anche gli articoli 2 e 3 del Regolamento Regionale n°1/R del 1° marzo 2016

E allegato C dello stesso

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Criteri e limiti dell’attività agrituristica

 

Al fine di meglio qualificare l’attività agrituristica, di promuovere i prodotti agroalimentari regionali e di caratterizzare l’offerta enogastronomia piemontese l’azienda agricola si attiene ai seguenti criteri:

  1. apportare, nella preparazione e somministrazione di pasti e bevande, una quota di prodotto proprio il cui costo non sia inferiore al 25 % del costo totale del prodotto utilizzato;

  2. apportare, nella preparazione e somministrazione di pasti e bevande, una quota di prodotto proveniente da aziende agricole singole o associate operanti, preferibilmente in accordi di filiera, nel territorio della Regione, il cui costo, comprensivo di quello alla lettera a), non sia inferiore all’85 % del costo totale del prodotto utilizzato;

  3. possibilità di approvvigionarsi per la parte rimanente dei prodotti impiegati prioritariamente da artigiani alimentari piemontesi o da produzioni agricole provenienti da zone omogenee contigue di regioni limitrofe;

  4. per il completamento delle pietanze da somministrare sono consentiti l’utilizzo di ingredienti complementari non ottenibili in Piemonte, nonché la somministrazione di prodotti , tipicamente di largo consumo, di uso comune dell’ospitalità tradizionale;

  5. in deroga alla lettera a), negli alloggi agrituristici possono essere somministrati, limitatamente alle persone alloggiate e alle sole prime colazioni, cibi e bevande anche non costituiti da prodotti propri dell’azienda agricola purchè per l’80% del costo totale siano di origine agricola piemontese;

  6. nel caso di preparazione di diete speciali riconducibili a motivi di salute è consentito l’utilizzo i prodotti in deroga alle lettere a), b), c), d) e) per un quantitativo non superiore al 10% del costo totale;

  7. esporre l’indicazione dell’origine e della provenienza di tutti i prodotti;

  8. qualora per cause di forza maggiore, dovute in particolare a calamità atmosferiche, fitopatie o epizoozie, accertate dalla Regione, non sia possibile rispettare i limiti di cui alle lettere a) e b), è data comunicazione al comune in cui ha sede l’azienda il quale, verificato il fatto, autorizza temporaneamente l’esercizio dell’attività.

 

Alle aziende agrituristiche ubicate nei comuni montani individuati dal programma di sviluppo rurale, per il calcolo delle percentuali di prodotto di cui al comma precedente, lettere a), b), e) f) si applica il parametro del peso e del costo.

 

 

Consultare anche l’articolo 4 del Regolamento regionale n°1/R del 1° marzo 2016

 

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Somministrazione e ricettività in agriturismo

 

Nel rispetto dei parametri previsti dall’articolo 4 del Regolamento regionale n°1/R del 1° marzo 2016 e dei provvedimenti adottati dalla Giunta regionale è ammessa la preparazione e somministrazione di alimenti e bevande nelle strutture agrituristiche e negli spazi esterni che presentano idonee condizioni igienico-sanitarie e dotazioni adeguate, nonché a favore di soggetti ospitati negli insediamenti temporanei di cui all’articolo 6, comma 2 sempre del Regolamento di cui sopra.

 

 

Cibi e bevande di propria produzione

 

Sono considerati di propria produzione i cibi e le bevande prodotti, lavorati e trasformati nell’azienda agricola, nonché quelli ricavati da materie prime dell’azienda agricola e ottenuti attraverso lavorazioni esterne.

 

 

 

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Alloggi agrituristici e spazi per campeggi

 

 

Sono alloggi agrituristici i locali siti in fabbricati rurali, e quelli collocati in immobili rurali, quali baite, alpeggi, malghe e simili, siti in zone montane, nei quali viene data ospitalità ai turisti dagli imprenditori agricoli.

La capacità ricettiva di un’azienda agricola in alloggio agrituristico non può essere superiore ai 35 posti letto, di cui 10 destinati a bambini di età inferiore a dodici anni.

Nel caso di alloggi agrituristici collocati in immobili rurali, quali baite, alpeggi, malghe e simili, siti in zone montane ad altitudini superiori ai 1000 metri e raggiungibili solo con sentieri, mulattiere o strade di servizio non aperte al traffico, è consentito utilizzare camerate a più letti e di sovrapporre ciascun letto base ad un altro per una ricettività massima di 35 posti letto, senza dover incrementare superfici e cubature delle camere.

Negli alloggi agrituristici sono assicurati i seguenti servizi minimi di ospitalità compresi nel prezzo della camera:

  1. pulizia dei locali ad ogni cambio di cliente ed almeno due volte la settimana;

  2. cambio della biancheria ad ogni cambio di cliente ed almeno una volta la settimana;

  3. fornitura di energia elettrica, acqua, riscaldamento.

Nelle aziende agricole possono essere previsti spazi destinati all’insediamento temporaneo di un massimo di tre tende o caravan.

In relazione alle esigenze locali il Comune può consentire, in alternativa ai posti letto di cui sopra, l’elevazione del numero di tende o caravan fino ad massimo di dieci, per non più di 30 persone, previa verifica che l’azienda agricola abbia un’estensione territoriale e caratteristiche adeguate per ospitarle.

 

 

 

Immobili destinati all’attività agrituristica

 

Gli imprenditori agricoli per le attività agrituristiche possono utilizzare i fabbricati o le parti di essi esistenti da almeno tre anni sul fondo alla data di presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o della richiesta di variazione dell’attività esistente, e conformi alla normativa urbanistico-edilizia. In deroga alla normativa vigente, possono essere utilizzati per attività agrituristiche anche i fabbricati rurali la cui destinazione d’uso è stata modificata negli ultimi 5 anni alla data di presentazione della SCIA.

Qualora l’imprenditore agricolo svolga la propria attività in un fondo privo di fabbricati adattabili all’uso agrituristico, è consentito utilizzare per tale attività

a) l’abitazione ove risiede l’imprenditore medesimo anche se ubicata fuori dal fondo;

b) altri fabbricati già esistenti sul fondo di cui abbia la preesistente disponibilità l’imprenditore agricolo o, nel caso di impresa familiare, i soggetti indicati nell’articolo 230 bis, comma 3 del Codice Civile, a condizione che siano siti nello stesso comune o in comune limitrofo a quello in cui è collocato il fondo.

L’utilizzo dei fondi e degli edifici per le attività agrituristiche previste dalla presente legge non comporta la modifica della destinazione d’uso agricolo dei medesimi.

Per l’esercizio delle attività agrituristiche possono essere effettuati gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo e ristrutturazione per il recupero del patrimonio edilizio esistente, nonché gli interventi necessari per la fornitura dei servizi igienico-sanitari ai turisti dotati di tende o caravan, in conformità delle disposizioni degli strumenti urbanistici e della normativa statale in materia di superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche. Non possono essere utilizzate nuove costruzioni per l’attività agrituristica. In deroga al divieto di utilizzo di nuovi fabbricati, è consentito l’ampliamento dei volumi esistenti per la realizzazione di locali tecnici, servizi igienici, centrali termiche e per l’adeguamento dei percorsi e dei vani alla normativa relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Al fine di garantire migliori standard, per le aziende agrituristiche di maggiori dimensioni e di nuova apertura, in materia di eliminazione delle barriere architettoniche:

  1. gli spazi comuni destinati all’attività devono essere accessibili anche ricorrendo ad opere provvisionali e dotati di servizi igienici per disabili;

  2. le strutture agrituristiche con un numero superiore a 10 posti letto devono essere dotate di almeno una camera accessibile e di servizio igienico per disabili;

  3. le strutture agrituristiche con un numero superiore a 25 posti letto devono essere dotate di almeno due camere accessibili e di servizi igienici per disabili.

 

 

 

Norme igienico-sanitarie e requisiti tecnici ed igienico-sanitari

 

Le camere e le unità abitative degli alloggi agrituristici devono possedere i requisiti tecnici ed igienico-sanitari previsti dalla legge regionale 14 luglio 1988, n°34 (Modifiche ed integrazioni alle norme igienico-sanitarie delle strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, l.r.31/85 e s.m.i.)

Le camere e le unità abitative devono disporre almeno dei seguenti servizi igienico-sanitari: un wc ogni 10 persone, un bagno o doccia ogni 12 persone, un lavabo ogni 6 persone, comprese le persone appartenenti al nucleo famigliare e conviventi

Per gli insediamenti di non più di tre tende o caravan devono essere garantiti ai turisti i servizi igienico-sanitari e la fornitura d’acqua mediante le strutture ordinarie dell’azienda agricola;

per gli insediamenti superiori a tre tende o caravan deve essere garantito, mediante strutture apposite, il rispetto dei parametri minimi dei requisiti igienico-sanitari previsti per i campeggi ad una stella dalla legge regionale 31 agosto 1979, n°54 (Disciplina dei complessi ricettivi all’aperto), come, da ultimo, modificata dalla l.r.18 febbraio 2010,n°8.

Qualora le caratteristiche strutturali o architettoniche degli edifici rurali esistenti non consentano l’adeguamento ai requisiti di cui al comma 1, è consentito l’uso di camere o unità abitative anche con altezza non inferiore a metri 2,20 sempre che venga garantito un volume minimo dei locali pari a quello risultante dal rapporto tra superficie minima e altezza indicati dall’art.4 della l.r.34/88; è, altresì, consentita una finestratura inferiore a 1/8 della superficie del pavimento, purché sia garantito un sufficiente ricambio d’aria.

La produzione, la preparazione, il confezionamento e la somministrazione di alimenti e bevande avvengono nel rispetto dei requisiti di sicurezza alimentare previsti dall’ordinamento.

E’ possibile utilizzare la cucina agrituristica come laboratorio multifunzionale.

Nei Comuni montani, in deroga a quanto disposto dall’articolo 6, comma 3 della l.r.2/2015, per attività effettuate esclusivamente con carattere di stagionalità, l’uso della cucina domestica può essere autorizzato per la preparazione e per la somministrazione di pasti fino ad un massimo di venti posti.

La macellazione nell’azienda agrituristica è consentita per i volatili da cortile , i conigli, la selvaggina allevata e cacciata nel rispetto della normativa vigente.

 

Consultare anche gli articoli 5, 6 del Regolamento regionale n°1/R del 1° marzo 2016

 

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Piscine delle aziende agrituristiche

 

In conformità di quanto previsto dall’art.50 della l.r. 4 maggio 2012, n°5 (legge finanziaria per l’anno 2012), le piscine delle aziende agrituristiche sono classificate private ad uso collettivo e sono riservate ai soli ospiti che fruiscono delle attività di cui all’art.2 della l.r.2/2015 nel rispetto della normativa igienico-sanitaria in materia di qualità delle acque. In deroga all’art.50 della l.r.5/2012, per tali piscine non è obbligatoria la presenza dell’assistente ai bagnanti e di personale addetto ad interventi di pronto soccorso purchè vengano predisposte misure idonee a garantire la sicurezza dell’impianto, come disciplinato dal regolamento di attuazione.

 

Consultare anche l’articolo 8 del Regolamento regionale n°1/R del 1° marzo 2016

 

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Attività e servizi complementari

 

Le attività e i servizi complementari che non generano un corrispettivo autonomo rispetto alle attività previste all’articolo 2, comma 3, della l.r.2/2015, possono essere offerti ai soli ospiti dell’agriturismo.

Rientrano tra le attività e i servizi complementari le attività mirate alla cura, al benessere e alla salute del corpo, finalizzate in via esclusiva a garantire un più elevato livello di comfort e di relax agli ospiti, fornendo loro servizi dedicati quali piscine, palestre, centri benessere, saune e similari.

Le attività di cui sopra sono svolte in appositi locali nel rispetto delle vigenti norme igienico-sanitarie.

 

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Figure professionali operanti nelle aziende agrituristiche

 

Sono addetti alle attività agrituristiche e sono considerati lavoratori agricoli, ai fini della vigente disciplina previdenziale, assicurativa e fiscale, l’imprenditore agricolo, i familiari dello stesso di cui all’articolo 230-bis del Codice Civile nonché i lavoratori dipendenti dell’azienda agricola, delle cooperative e delle società agricole che prestano la loro attività a tempo indeterminato, determinato, parziale e occasionale nel rispetto della normativa vigente in materia di lavoro e occupazione.

 

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Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

 

Chiunque intenda gestire un’azienda agrituristica presenta una SCIA, ai sensi dell’art.19 della legge 7 agosto 1990, n°241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), in modalità telematica al SUAP del Comune sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all’attività, su apposita modulistica predisposta e resa disponibile dalla struttura regionale competente.

L’esercizio dell’attività è subordinato al possesso:

  1. dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n°773 (Approvazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza);

  2. dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell’Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere);

  3. dei requisiti tecnico-edilizi ed igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la SCIA, ne trasmette tempestivamente copia in via telematica:

  1. agli uffici comunali competenti e all’azienda sanitaria locale (ASL), per l’esercizio delle rispettive attività di vigilanza;

  2. alla provincia o città metropolitana o altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate all’agenzia di accoglienza e promozione turistica locale (ATL) competenti per territorio, ai fini informativi.

Ogni variazione relativa a stati, fatti e qualità indicati nella SCIA di cui sopra è segnalata, entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, al SUAP territorialmente competente che procede inviandone copia agli enti facenti parte del procedimento amministrativo: Comune, ASL, Provincia o Città metropolitana e ATL.

 

 

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Sospensione e cessazione dell’attività agrituristica

 

L’esercizio dell’attività agrituristica, svolto in assenza di SCIA, comporta, oltre alla sanzione di cui all’art.17, comma 1 della l.r.2/2015, la cessazione dell’attività medesima.

In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l’esercizio dell’attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell’attività fino ad un massimo di 60 giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell’attività.

Entro 5 giorni dall’adozione dei provvedimenti il Comune informa la Provincia o Città metropolitana o altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, l’ASL e l’ATL territorialmente competenti.

La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell’attività sono soggette a comunicazione su modello predisposto dalla struttura regionale competente. Il periodo di sospensione temporanea dell’attività non può essere superiore a 180 giorni, prorogabili da parte del comune di ulteriori 180 giorni. Decorso tale termine, l’attività, qualora non riavviata, si intende definitivamente cessata.

 

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Riserva di denominazione, classificazione e marchi identificativi delle aziende agrituristiche

 

L’uso della denominazione “agriturismo” e dei suoi termini attributivi derivati è riservato esclusivamente agli imprenditori agricoli, singoli o associati, che esercitano le attività agrituristiche ai sensi dell’art.2 della l.r.2/2015.

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Le aziende agrituristiche sono classificate in base a standard qualitativi minimi obbligatori riferiti al contesto aziendale e paesaggistico, alla dotazione strutturale dell’azienda, ai requisiti di professionalità dell’operatore agrituristico e ai servizi complementari offerti e si dotano di un marchio grafico che identifica l’azienda e le attività agrituristiche esercitate ai sensi della l.r.2/2015.

Eventuali modifiche oggettive comportanti il cambio della classificazione dell’azienda agrituristica sono soggette alle procedure amministrative di cui all’articolo 10, comma 4 della l.r.2/2015.

 

 

 

Consultare anche l’articolo 12 del Regolamento regionale n°1/R del 1° marzo 2016.

E allegati A, B e D dello stesso

 

 

Posto tappa

 

In aggiunta alla denominazione di cui sopra è consentita la denominazione “posto tappa” se la struttura ricettiva agrituristica è situata lungo un itinerario, riconosciuto come tale dalla Regione ai sensi della l.r.18 febbraio 2010, n°12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo regolamento di attuazione, ubicata anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare con offerta di peculiari servizi turistici e dotazioni definiti dal regolamento di attuazione

 

 

Caratteristiche dei posti tappa

Le caratteristiche dei servizi turistici offerti dalle strutture di ospitalità rurale famigliare che si avvalgono della denominazione aggiuntiva “posto tappa” soddisfano le seguenti condizioni:

  1. sono ubicate nelle località costituenti tappa di un itinerario, e comunque lungo il tracciato percorribile in non oltre trenta minuti di cammino dall’itinerario stesso;

  2. sono parte di una rete di strutture ricettive costituitesi in forma associativa per la gestione del servizio di “posto tappa” e di altri servizi connessi alla frequentazione di un itinerario riconosciuto come tale da