Alberghi

Riferimenti legislativi
Nuove disposizioni normative

La legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 "Disposizioni regionali in materia di semplificazione" (Capo II), in vigore dal 27 marzo 2015, ha introdotto importanti novità per il comparto alberghiero. Pertanto, alcune delle indicazioni sottostanti sono state adeguate alla nuova normativa, mentre altre resteranno in vigore fino all'adozione di apposito Regolamento.  Di seguito le principali novità.

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Definizione

Sono aziende alberghiere le aziende organizzate per fornire al pubblico, con gestione unitaria, alloggio in almeno 7 camere o appartamenti, con o senza servizio autonomo di cucina, ed altri servizi accessori per il soggiorno, compresi eventuali servizi di bar e ristorante.

Le aziende alberghiere si distinguono in:

  • "Alberghi" quando offrono alloggio prevalentemente in camere;
  • "Residenze turistico-alberghiere" quando offrono alloggio prevalentemente in appartamenti costituiti da uno o più locali, dotati di servizio autonomo di cucina.

La classificazione come albergo o come residenza turistico-alberghiera viene determinata dalla prevalenza, nel computo della capacità ricettiva, tra camere e appartamenti.
Negli alberghi è consentita la presenza di unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina a condizione che il numero dei posti letto non sia superiore al 40 per cento della capacità ricettiva totale.


Classificazione

Gli alberghi sono classificati in base agli standards qualitativi obbligatori minimi indicati nell’allegato A – Sezione I della l.r. 14/1995 e s.m.i.

Gli alberghi sono classificati in cinque classi contrassegnate, in ordine decrescente, da 5,4,3,2 e 1 stella.

Gli alberghi contrassegnati da 5 stelle assumono la denominazione aggiuntiva “lusso” quando sono in possesso di eccezionali standard qualitativi tipici degli esercizi di classe internazionale.

Le dipendenze sono classificate in classe inferiore a quella della casa madre.


Modulistica

Con Determina Dirigenziale n° 184 del 22 aprile 2015 della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, si è provveduto ad approvare i nuovi modelli SCIA per l’avvio dell’attività, per le variazioni, per le cessazioni e sospensioni. Gli stessi dovranno essere usati in sostituzione dei precedenti.

La modulistica per l'apertura/avvio (compresa la "Denuncia attrezzature, caratteristiche e prezzi", aggiornata nel luglio 2015) è rinvenibile all'interno delle sezioni sottostanti "Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività", "Somministrazione alimenti e bevande" e "Denuncia di classificazione".

Il cartellino prezzi e la tabella prezzi sono rinvenibili all'interno della sezione "Pubblicità dei prezzi". La modulistica denominata "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi", aggiornata nel luglio 2015,  è rinvenibile al punto d) della sezione "Obblighi e divieti".


Destinazione urbanistica

L’immobile da destinare ad albergo deve avere una destinazione urbanistica turistico-ricettiva. Pertanto se non dovesse possedere questo fondamentale requisito dovrà essere richiesto al comune un cambio di destinazione d’uso e si dovranno pagare i relativi oneri di urbanizzazione.

Simbolo distintivo delle aziende alberghiere

Con D.P.G.R. n. 4195, del 20/05/1983, sono approvati i modelli dei simboli distintivi delle aziende alberghiere e dei complessi ricettivi all’aperto.


Simbolo distintivo degli Alberghi:

Il simbolo, costituito da una chiave per gli alberghi, è su fondo verde racchiuso in un'ellisse delimitata da bordini in rosso, bianco e verde.
Nella parte superiore dell'ellisse è riportata in rosso la specificazione dell'attività (ALBERGO)
Nella parte inferiore appaiono, sempre in rosso, le stelle a cinque punte specificanti la categoria assegnata all'esercizio

I segni distintivi da esporre all'esterno e all'interno delle strutture ricettive debbono essere riprodotti in conformità agli schemi approvati, nel seguente formato:
Per il cartello esterno.
Ellisse esterna di 30 cm. di larghezza e 20 cm. di altezza inserita in rettangolo di cm. 32 x 22.

Per il cartello interno.
Ellisse esterna di 15 cm. di larghezza e 10 cm. di altezza inserita in rettangolo di cm. 16 x 11.

I modelli devono essere riprodotti con i seguenti colori:
fondo del rettangolo in cui sono inseriti: bianco;
ellisse centrale in cui e' inserito il simbolo e bordino interno dell'ellisse: verde pantone 347;
bordino esterno dell'ellisse, scritta in alto che specifica l'attività e le stelle: rosso pantone Warm Red/C.

Tipologie alberghiere

In relazione alle caratteristiche strutturali ed ai servizi che offrono, gli alberghi possono distinguersi altresì nelle tipologie e assumere le denominazioni sotto indicate:

a)
motel: esercizio ricettivo che fornisce il servizio di autorimessa, con box o parcheggi destinati a veicoli o imbarcazioni quante sono le unità abitative degli ospiti, maggiorate del 10 per cento, nonché i servizi di primo intervento di assistenza ai turisti motorizzati, di rifornimento carburante, di ristorante o tavola calda o fredda e di bar;
b)
villaggio albergo: esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione dei servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso complesso e inserito in area attrezzata per il soggiorno e lo svago degli ospiti;
c)
albergo meublè o garnì: esercizio ricettivo che fornisce solo il servizio di alloggio, eventualmente con prima colazione, senza ristorante;
d)
albergo-dimora storica: esercizio ricettivo la cui attività si svolge in immobile di pregio storico o monumentale, con struttura e servizi minimi della classe quattro stelle;
e)
albergo-centro benessere: esercizio ricettivo dotato di impianti e attrezzature adeguate per fornire agli ospiti servizi specializzati per il relax, il benessere e la rigenerazione fisica, con strutture e servizi minimi della classe tre stelle. In caso di offerta di servizi termali o trattamenti estetici e dietetici, l'albergo centro-benessere può fregiarsi della denominazione rispettivamente di albergo termale o di albergo beauty farm;
f)
albergo diffuso: esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione in un unico stabile dell'ufficio ricevimento e delle sale di uso comune nonché dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, integrate tra loro da servizi centralizzati, ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti, purché coerente con il funzionamento unitario dell'esercizio alberghiero;
g)
condhotel: esercizio ricettivo aperto al pubblico composto da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in appartamenti a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non può superare il 40 per cento della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati.

In alternativa all'indicazione albergo può essere usata l'indicazione hotel, grand hotel o palace hotel se la struttura è collocata nelle due posizioni di vertice della classifica alberghiera, oppure resort se la struttura è collocata in contesti ambientali o paesaggistici di particolare suggestione o rilevanza artistico-storico-culturale-architettonica che offrono servizi di pregio ludico-sportivi-ricreativi alla clientela.

N.B.: Si fa presente che l’albergo diffuso per il momento si può aprire soltanto nei borghi montani. In seguito all’approvazione del Regolamento di attuazione da adottarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore della l.r. 3/2015, sarà possibile aprirlo su tutto il territorio regionale. Per le informazioni di dettaglio sugli alberghi diffusi in borghi montani consultare la seguente pagina web:
http://www.regione.piemonte.it/turismo/cms/strutture-ricettive/alberghi-diffusi.html

Requisiti tecnici ed igienico-sanitari

Le camere d’albergo devono possedere i requisiti tecnici ed igienico sanitari previsti dalla l.r.34/1988 e s.m.i.

Superfici delle camere da letto

Le camere da letto devono avere una superficie minima, al netto di ogni altro ambiente accessorio, di mq.8 se con un posto letto e di mq.14 se con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima della camera a due posti letto deve essere aumentata di mq.6.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime sono ridotte a mq.12 per le camere con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima delle camere a due posti letto deve essere aumentata di mq.4.

Ciascuna camera da letto non può essere dotata di più di 4 posti letto.

In deroga ai limiti di superficie indicati è consentito aggiungere un posto letto nelle camere, nel caso in cui venga utilizzato da una persona di età inferiore a 15 anni.

Per le strutture alberghiere esistenti alla data di entrata in vigore della l.r.34/88 e s.m.i. in deroga ai limiti indicati sopra, e' consentita una riduzione della superficie delle stanze ad un posto letto e delle stanze a due o più posti letto fino al 25 per cento. Tale percentuale è ridotta fino al 20 per cento per le strutture alberghiere classificate a quattro o più stelle.

Superfici delle unità abitative

Le unità abitative composte da monolocale attrezzato per il pernottamento e per il soggiorno-pranzo-cucina devono avere una superficie minima, al netto di ogni ambiente accessorio, di mq. 12 se con un posto letto e di mq. 18 se con due posti letto; per ogni posto letto in piu' la superficie minima del locale deve essere aumentata di mq. 6.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime delle unità abitative di cui al comma 1 sono ridotte a mq. 10 per le unita' abitative con un posto letto, ed a mq. 16 per quelle con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie deve essere aumentata di mq. 6.

Ciascuna unità abitativa composta da monolocale non puo' essere dotata di più di 4 posti letto.

Le unità abitative composte da locale soggiorno-pranzo-cucina e da una o più camere da letto devono avere le seguenti superfici minime al netto di ogni ambiente accessorio:
a) locale soggiorno-pranzo-cucina senza posti letto: mq. 8, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto, eccedente i primi due;
b) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 13 se con un posto letto, mq. 20 se con due posti letto e mq. 27 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;
c) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 6 per ogni posto letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici di cui al comma precedente sono così ridotte:
a) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 11 se con un posto letto, mq. 16 se con due posti letto, mq. 21 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;
b) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 4 per ogni letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.
In deroga ai limiti di superficie indicati ai commi precedenti, e' consentito aggiungere un posto letto nell'unità abitativa nel caso in cui venga utilizzato da una persona di età inferiore a 15 anni.

Altezza e volume

L’altezza minima delle camere da letto e delle unità abitative è quella prevista dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali.

Deve in ogni caso essere garantita un’altezza minima interna utile dei locali di metri 2,70, riducibile a metri 2,40 per i vani accessori.

Nei Comuni montani al di sopra dei 1000 metri sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell’altezza minima dei locali abitabili a metri 2,55, ulteriormente riducibili a metri 2,40 per le strutture esistenti.

Nel caso di altezze non uniformi, ogni locale deve avere un’altezza media non inferiore ai limiti stabiliti ai commi precedenti.

Il volume minimo delle camere da letto e delle unità abitative è determinato dal prodotto tra superfici e altezze minime.
Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto od i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.

Per le camere da letto, l’arredamento minimo deve essere costituito da letto, sedia o sgabello per persona oltrechè da armadio e cestino rifiuti.

Posti di cottura

Il posto di cottura annesso al locale soggiorno-pranzo delle unità abitative non dotate di apposito locale cucina deve comunicare ampiamente con lo stesso e deve essere munito di adeguato impianto di aspirazione forzata sui fornelli, nel rispetto comunque delle norme previste dai regolamenti igienico-edilizi comunali.
Le pareti dei posti di cottura o le eventuali cucine monoblocco dovranno essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile.

Servizi igienico-sanitari

I servizi igienico-sanitari annessi alle camere da letto possono comunicare direttamente con le camere stesse e devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata meccanica; la ventilazione forzata deve avere un funzionamento che garantisca un adeguato ricambio orario d'aria, eventualmente modulato in due diverse intensita' di estrazione, una minimale continua o a intermittenza temporale e l'altra intensificata al momento dell'utilizzazione del servizio.

I servizi igienico-sanitari comuni e quelli ad uso delle unità abitative devono essere dotati di anti-w.c., qualora si acceda direttamente da aree abitabili; sia il w.c. che l'anti-w.c. devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata.

Le pareti dei servizi igienico-sanitari devono essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile, preferibilmente di piastrelle in ceramica.

Le unità abitative devono essere dotate di un servizio igienico-sanitario ogni 8 posti letto o frazione di 8 superiore a 2.

I servizi igienico-sanitari privati o comuni delle unità abitative e delle camere da letto si intendono completi se dotati di w.c. con cacciata d'acqua, lavabo, specchio, vasca da bagno o piatto doccia, anche posti in vani separati.

Abbattimento barriere architettoniche

Le strutture ricettive alberghiere di nuova realizzazione o in fase di ristrutturazione devono attenersi alle norme contenute nella legge 13/1989 e nel Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n°236/89.

Laddove sia possibile deve essere sempre garantita l’accessibilità e l’adattabilità dei locali anche per le strutture esistenti.
Sono ammesse deroghe alle norme previste soltanto in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici. Le suddette deroghe sono concesse previo parere favorevole dell’Ufficio tecnico o del tecnico incaricato dal Comune per l’istruttoria dei progetti.

Per gli esercizi alberghieri siti in immobili esistenti e classificabili come "Albergo/Dimora storica" o come albergo a 2 stelle il requisito dell'ascensore e del montacarichi non è obbligatorio nel caso di dimostrata impossibilità di realizzazione connessa agli aspetti strutturali o impiantistici od al rispetto di norme di legge e regolamenti.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intende avviare un albergo, trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la "Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi".

Per l'esercizio dell'attività di albergo il soggetto interessato deve essere in possesso:
a) dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);
b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell'Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere), qualora richiesti;
c) dei requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura, previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, all'Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.

Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente, entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la Segnalazione certificata di inizio attività.

Somministrazione alimenti e bevande

Qualora si intenda svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande, occorre presentare all’ASL competente territorialmente una Notifica sanitaria relativa alla sicurezza alimentare dei cibi messi a disposizione degli ospiti. Il modello per la notifica di inizio, variazione o cessazione dell'attività (allegato 1 alla DD n°799 del 15/11/2012) è rinvenibile sul seguente sito internet regionale:

www.regione.piemonte.it/sanita/cms2/alimenti/notifica-imprese-alimentari

Denuncia di classificazione

Per l'attribuzione della classificazione alberghiera si applicano le procedure di semplificazione dei procedimenti amministrativi di cui all'articolo 19 della l. 241/1990.

La denuncia è trasmessa al SUAP territorialmente competente, contestualmente alla segnalazione certificata di inizio attività, su modulistica predisposta dalla struttura regionale competente.

Sospensione e cessazione

L'esercizio dell’attività alberghiera in assenza di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni previste, la cessazione dell'attività medesima.

In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività fino ad un massimo di sessanta giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell'attività.

Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 il comune informa la provincia, l'ASL e l'ATL territorialmente competenti.

La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell'attività sono soggette a comunicazione attraverso la compilazione dei Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione

Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili da parte del comune di ulteriori sei mesi. Decorso tale termine l'attività, qualora non riavviata, si intende definitivamente cessata.

Obblighi e divieti

Il gestore dell'azienda alberghiera assolve ai seguenti obblighi:

a)
ottemperare, ai sensi dell'articolo 9, comma 1 della l.r. 3/2015 alle procedure di segnalazione al SUAP competente per territorio;
b)
ottemperare, ai sensi dell'articolo 9, comma 4 della l.r. 3/2015 alle procedure di segnalazione al SUAP competente per territorio;
c)
esporre in modo visibile all'esterno e all'interno dell'azienda il segno distintivo della classe assegnata realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione;
d)
comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente;
e)
comunicare alla Provincia o al soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall'articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 (Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera) ai fini della rilevazione del movimento dei clienti negli esercizi alberghieri e ad agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.
f)
ottemperare agli adempimenti derivanti dalle norme di legge in materia di pubblica sicurezza. Si rammenta l’obbligatorietà dell’invio telematico delle generalità delle persone alloggiate e l’impossibilità di consegnare a mano un elenco cartaceo o le schede di notificazione. Per maggiori dettagli si invita ad accedere al sito internet della Polizia di Stato al seguente indirizzo:
https://alloggiatiweb.poliziadistato.it


È fatto divieto al gestore dell'azienda alberghiera di utilizzare, nella ragione o denominazione sociale, nell'insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, tipologie diverse da quelle previste all'articolo 6 della l.r. 3/2015 o idonee ad indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività ricettiva.

Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico, nel locale di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’ATL.

È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera o unità abitativa o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL.

Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero della camera o unità abitativa o posto letto assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.

Si prescinde dalla consegna del bollettino nel caso in cui la prenotazione e il pagamento dei servizi ricettivi vengano effettuati per conto dei clienti da organismi di intermediazione di viaggi o da altri organismi che li rappresentano.

Applicazione dei prezzi

I titolari devono praticare per i servizi offerti i prezzi indicati nella comunicazione trasmessa all’A.T.L. e riportati nella tabella e nei cartellini prezzi.

Prezzi inferiori a quelli comunicati possono essere praticati nei seguenti casi:

  • gruppi organizzati composti da almeno 10 persone;
  • ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiore a 15 giorni;
  • bambini di età inferiore a 12 anni;
  • guide, accompagnatori, e interpreti a seguito di gruppi organizzati;
  • offerte promozionali di servizi ricettivi: periodi di bassissima stagione, formula week-end, accordi con aziende e tour operator;

I titolari devono altresì rispettare le norme e condizioni del contratto di ospitalità stabilite da normative comunitarie, nazionali o regionali in materia, nonché quelle derivanti da usi e consuetudini vigenti in campo turistico recepiti da accordi stipulati tra associazioni di categoria degli imprenditori e associazioni dei consumatori e comunicati alla Giunta Regionale ai fini della pubblicità dei medesimi.

Sanzioni

 Chiunque gestisce un'azienda alberghiera senza aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

Chiunque non segnali al SUAP, tramite apposita modulistica e utilizzando la stessa procedura per l’invio della SCIA, le variazioni relative a stati, fatti o qualità del segnalante intervenute in corso di esercizio entro e non oltre dieci giorni successivi al suo verificarsi, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Chiunque gestisce un'azienda alberghiera in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c) della l.r. 3/2015 ovvero attribuisce al proprio esercizio una classificazione diversa da quella assegnata, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.500,00 ad euro 3.500,00.

Chiunque compie irregolarità nella pubblicazione dei prezzi e delle caratteristiche di cui all'articolo 11, comma 1, lettera d) della l.r. 3/2015 è soggetto alle disposizioni sanzionatorie di cui all' articolo 6 della l.r. 22/1995.

Chiunque omette di trasmettere i dati di cui all'articolo 11, comma 1, lettera e) della l.r. 3/2015 è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all' articolo 5 bis, comma 2, della l.r. 12/1987.

Il titolare dell'azienda alberghiera che viola le disposizioni dell'articolo 11, comma 1, lettera f) della l.r. 3/2015 in materia di comunicazione degli alloggiati all'autorità di pubblica sicurezza, incorre nella sanzione di cui all'articolo 17 del r.d. 773/1931.

Chiunque viola gli obblighi di cui all'articolo 11, comma 2 della l.r. 3/2015, ovvero utilizzi nella ragione o denominazione sociale, nell’insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, tipologie diverse da quelle previste dalla stessa l.r. 3/2015 o idonee a indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività ricettiva è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 ad euro 3.000,00.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni previste nell'articolo 10 della l.r. 3/2015 il comune, anche su segnalazione di altro soggetto competente, può procedere, previa diffida, alla sospensione dell'attività nonché all'eventuale sua cessazione.

Ogni violazione alle prescrizioni stabilite dal regolamento di cui all'articolo 8 è punita con la sanzione amministrativa fino ad euro 5.000,00
(sanzione che sarà applicabile soltanto dopo l’approvazione del Regolamento di attuazione di cui all’art. 8 della l.r. 3/2015).

 

L'accertamento, l'irrogazione, la riscossione e l'introito delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 13, commi 1, 2, 3 e 7, della l.r. 3/2015 sono di competenza del comune, quelle di cui all'articolo 13, comma 4, sempre della l.r. 3/2015, sono di competenza della provincia o del soggetto cui la relativa funzione è stata delegata sul cui territorio insiste la struttura ricettiva alberghiera.

Per l'accertamento delle violazioni e per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla l.r. 3/2015 si applicano i principi di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

Per quanto non previsto dalla l.r. 3/2015, si applicano le disposizioni contenute nella legge regionale 28 novembre 1989, n. 72 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e nella legge regionale 14 gennaio 1997, n. 7 (Sanzioni amministrative in materia igienico-sanitaria).

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art.4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n°12.