Alberghi

Riferimenti legislativi
Disposizioni normative generali

Legge regionale 11 marzo 2015, n. 3 "Disposizioni regionali in materia di semplificazione" (Capo II), in vigore dal 27 marzo 2015

 

Modulistica

Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio delle aziende alberghiere:

Pagina in fase di aggiornamento. Per eventuali informazioni ed approfondimenti si prega di inviare una richiesta scritta alla Sig.ra Barbara Bar al seguente indirizzo di posta elettronica:
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Definizione

Sono aziende alberghiere le strutture ricettive, a gestione unitaria, organizzate per fornire al pubblico alloggio, servizi accessori ed eventualmente servizio di bar e ristorazione in almeno sette camere, anche comunicanti, o sette appartamenti. Sono escluse dal conteggio le dipendenze con o senza servizio autonomo di cucina.

La gestione si considera unitaria anche se la fornitura dei servizi alberghieri è affidata ad altri soggetti, secondo le modalità contrattuali in uso nel settore privatistico, in possesso di regolare titolo abilitativi per l’attività svolta, fermo restando in capo al gestore principale la responsabilità e la qualità dei servizi offerti dalla struttura alberghiera.

Le aziende alberghiere si distinguono in:

a) alberghi, quando offrono alloggio prevalentemente in camere;

b) residenze turistico-alberghiere, quando offrono alloggio prevalentemente in appartamenti costituiti da uno o più locali, dotati di servizio autonomo di cucina.

In caso di parità tra numero di camere e appartamenti in una stessa struttura, la denominazione come Albergo o RTA è determinata in base agli standards qualitativi di classificazione prevalenti per l’una o l’altra tipologia, così come previsti nelle specifiche sezioni dell’allegato B) del presente Regolamento.

I locali delle strutture alberghiere destinati al pernottamento, rispondono alle seguenti definizioni:

a) camera: locale composto da un vano allestito con uno o più posti letto e dotato di un bagno privato o comune;

b) suite: locale composto da uno o più vani, con due o più posti letto, nonché da una parte allestita a soggiorno e/o salotto e da almeno un bagno privato e può assumere ulteriori denominazioni commerciali che definiscono il tipo di servizio offerto e le caratteristiche del locale;

c) appartamento: locale dotato di servizio autonomo di cucina e almeno un bagno privato, composto da almeno una camera e un vano destinato a soggiorno, oppure da almeno una camera destinata in parte anche ad uso soggiorno.

Tipologie alberghiere

In relazione alle caratteristiche strutturali ed ai servizi che offrono, gli alberghi possono distinguersi altresì nelle tipologie e assumere le denominazioni sotto indicate:

a) motel: esercizio ricettivo che fornisce il servizio di autorimessa, con box o parcheggi destinati a veicoli o imbarcazioni quante sono le unità abitative degli ospiti, maggiorate del 10 per cento, nonché i servizi di primo intervento di assistenza ai turisti motorizzati, di rifornimento carburante, di ristorante o tavola calda o fredda e di bar;

b) villaggio albergo: esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione dei servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso complesso e inserito in area attrezzata per il soggiorno e lo svago degli ospiti;

c) albergo meublè o garnì: esercizio ricettivo che fornisce solo il servizio di alloggio, eventualmente con prima colazione, senza ristorante;

d) albergo-dimora storica: esercizio ricettivo la cui attività si svolge in immobile di pregio storico o monumentale, con struttura e servizi minimi della classe quattro stelle;

e) albergo-centro benessere: esercizio ricettivo dotato di impianti e attrezzature adeguate per fornire agli ospiti servizi specializzati per il relax, il benessere e la rigenerazione fisica, con strutture e servizi minimi della classe tre stelle. In caso di offerta di servizi termali o trattamenti estetici e dietetici, l'albergo centro-benessere può fregiarsi della denominazione rispettivamente di albergo termale o di albergo beauty farm;

f) albergo diffuso: esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione in un unico stabile dell'ufficio ricevimento e delle sale di uso comune nonché dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, integrate tra loro da servizi centralizzati, ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti, purché coerente con il funzionamento unitario dell'esercizio alberghiero;

g) condhotel: esercizio ricettivo aperto al pubblico composto da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in appartamenti a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina, la cui superficie non può superare il 40 per cento della superficie complessiva dei compendi immobiliari interessati.

In alternativa all'indicazione albergo può essere usata l'indicazione hotel, grand hotel o palace hotel se la struttura è collocata nelle due posizioni di vertice della classifica alberghiera, oppure resort se la struttura è collocata in contesti ambientali o paesaggistici di particolare suggestione o rilevanza artistico-storico-culturale-architettonica che offrono servizi di pregio ludico-sportivi-ricreativi alla clientela.

In aggiunta alle denominazioni di cui sopra, è consentita la denominazione “posto tappa” se la struttura alberghiera è situata lungo un itinerario, riconosciuto come tale dalla Regione ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n.12 “Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo Regolamento di attuazione, ubicata anche in località servite da strade aperte al transito pubblico veicolare con offerta di peculiari servizi turistici e dotazioni definite nel Regolamento di attuazione.

Dipendenze

Fatte salve le ipotesi di villaggio albergo e di albergo diffuso, costituiscono dipendenze della casa madre:

a) le parti della casa madre con ingresso autonomo;

b) gli stabili a destinazione turistico-ricettiva, diversi dalla casa madre e ubicati in uno stesso comune, a non più di duecento metri dalla sede principale, ovvero ad una distanza superiore, qualora ubicati all’interno di un’area recintata su cui insiste la struttura principale. La distanza massima tra gli stabili è calcolata misurando il percorso pedonale che collega i rispettivi ingressi principali; è consentita una tolleranza sulla distanza degli stabili in misura non superiore al 10%

Per casa madre si intende lo stabile dove sono allocati i servizi di ricevimento, portineria e gli altri servizi centralizzati di cui si avvalgono gli ospiti, ivi compreso il servizio di prima colazione.

Il numero delle camere o degli appartamenti delle dipendenze può anche essere inferiore al numero minimo di sette unità previsto per la casa madre.

E’ garantito il mantenimento dell’unitarietà della gestione, di utilizzo agevole dei servizi e della sorveglianza dei locali.

La possibilità che la sistemazione alberghiera sia effettuata in luoghi diversi dalla casa madre, è efficacemente pubblicizzata.

Periodi di apertura

L’attività alberghiera può essere esercitata:

a) con apertura annuale, per un periodo di attività non inferiore a 270 giorni, anche non consecutivi, nell’arco dell’anno solare;

b) con apertura stagionale, per un periodo di attività non inferiore a novanta giorni, anche non consecutivi, nell’arco dell’anno solare.

Il periodo di sospensione dell’attività, comprensivo della proroga di cui all’art.10, comma 6 della l.r.3/2015, può essere usufruito nell’arco temporale di un quinquennio, ciclicamente rinnovabile.

Destinazione urbanistica – idoneità e accessibilità dei locali

L’immobile da destinare ad albergo deve avere una destinazione urbanistica turistico-ricettiva nel rispetto degli strumenti di pianificazione urbanistica territoriale.Pertanto se non dovesse possedere questo fondamentale requisito dovrà essere richiesto al comune un cambio di destinazione d’uso e si dovranno pagare i relativi oneri di urbanizzazione.

I locali destinati all’esercizio alberghiero, cono conformi alle norme:

a) tecnico-edilizie ed igienico-sanitarie di cui all’Allegato A del Regolamento di attuazione;

b) in materia di sicurezza, idoneità dei locali e prevenzione incendi;

c) in materia di accessibilità e di superamento delle barriere architettoniche, fatte salve eventuali deroghe stabilite dai regolamenti edilizi comunali o per casi di comprovate impossibilità tecnico-strutturali.

In relazione alla lettera c), per le persone diversamente abili sono comunque assicurati:

a) almeno un servizio igienico accessibile, di pertinenza delle aree e degli spazi di uso comune o in prossimità degli stessi, con wc distinto per sesso;

b) apposite rampe, o soluzioni equipollenti, per l’accesso agli spazi comuni;

c) un bagno ed una camera appositamente attrezzati ogni venti camere o appartamenti, nel rispetto del decreto del Ministero dei Lavori pubblici 14 giugno 1989, n.236 (Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche).

I fabbricati che ospitano i villaggi albergo e le dipendenze alberghiere rispettano le disposizioni vigenti in materia di accessibilità, visitabilità e adattabilità, al fine di garantire alle persone con ridotta o impedita capacità motoria la fruizione, in condizioni di sicurezza e di autonomia, degli spazi e delle attrezzature sia all’interno delle unità abitative sia nelle zone di relazione.

Attività e servizi aggiuntivi e complementari

L’accoglienza e l’ospitalità di animali al seguito della clientela è consentito nel rispetto delle prescrizioni dei regolamenti comunali, qualora esistenti. Gli animali sono custoditi dai proprietari in modo da non arrecare molestie o danni alle persone o alle cose.

Le aziende alberghiere possono fornire alla propria clientela, nel rispetto delle vigenti normative di settore, prodotti e servizi accessori quali la vendita di titoli di trasporto pubblico locale e di ingresso in stabilimenti termali e balneari, biglietti per attrazioni, manifestazioni ed eventi, prodotti enogastronomici, commerciali e artigianali, nonché servizi di accompagnamento.

Le aziende alberghiere che offrono servizi e attività dedicate alla cura, al benessere e alla salute del corpo, finalizzate in via esclusiva a garantire un più elevato livello di comfort e di relax agli ospiti alloggiati, quali fitness, terapie e trattamenti mirati al benessere psico-fisico, utilizzano idonei spazi e locali, nel rispetto delle vigenti norme tecniche ed igienico-sanitarie nonché dei requisiti di cui all’Allegato A del Regolamento di attuazione.

Le attività di cui sopra possono essere rivolte anche alle persone non alloggiate, nel rispetto delle norme che disciplinano l’avvio e l’esercizio delle relative attività.

Le aziende alberghiere che forniscono i servizi di cui sopra rientrano nella tipologia di cui all’art.6, comma 1, lettera e) della l.r.3/2015 e possono aggiungere, alla propria, la denominazione “centro benessere”, se si avvalgono di strutture e servizi minimi della classe tre stelle. 

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intende avviare un albergo, trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la "Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi".

Per l'esercizio dell'attività di albergo il soggetto interessato deve essere in possesso:
a) dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);
b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell'Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere), qualora richiesti;
c) dei requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura, previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, all'Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.

Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente, entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la Segnalazione certificata di inizio attività.

Classificazione

Il livello di classificazione delle aziende alberghiere è assegnato sulla base degli standards qualitativi minimi di cui all’Allegato B del regolamento di attuazione, riferibili alla prestazione e alla qualità dei servizi, nonché alle dotazioni e alle attrezzature degli alberghi.

La classificazione delle aziende alberghiere fornisce al pubblico indicazioni di massima del livello di comfort, della varietà e qualità dei servizi nonché del contesto ambientale che ciascuna struttura è in grado di offrire, attraverso l’attribuzione di categorie a stelle, espresse da un numero variabile crescente da 1 a 5, più una categoria lusso.

Le dipendenze delle aziende alberghiere, sono classificate, di norma, nella categoria inferiore a quella attribuita alla casa madre; in tal caso, ai fini dell’individuazione delle dimensioni dei locali comuni della casa madre, non si tiene conto del numero delle camere o degli appartamenti della dipendenza. Se la dipendenza, in funzione delle attrezzature e dell’arredamento, offre alla clientela il medesimo trattamento nonché i servizi della casa madre, può essere ad essa attribuita la stessa categoria della casa madre; in tal caso, il numero delle camere o degli appartamenti della dipendenza concorrerà a determinare le dimensioni dei locali comuni della casa madre.

In nessun caso alle dipendenze può essere attribuita una classificazione superiore a quella della casa madre.

La procedura di classificazione prevede la compilazione di una denuncia di classifica della classe che l’azienda stessa attribuisce.

La denuncia è trasmessa al SUAP territorialmente competente, contestualmente alla segnalazione certificata di inizio attività, su modulistica predisposta dalla struttura regionale competente.

Sospensione e cessazione

L'esercizio dell’attività alberghiera in assenza di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni previste, la cessazione dell'attività medesima.

In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività fino ad un massimo di sessanta giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell'attività.

Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai commi 1, 2 e 3 il comune informa la provincia, l'ASL e l'ATL territorialmente competenti.

La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell'attività sono soggette a comunicazione attraverso la compilazione dei Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:
1) Comunicazione di Sospensione/Riavvio
2) Comunicazione di Cessazione

Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a 6 sei mesi, prorogabili da parte del comune di ulteriori sei mesi. Decorso tale termine l'attività, qualora non riavviata, si intende definitivamente cessata.

Riserva di denominazione, segni distintivi, pubblicità e obblighi informativi

L’uso delle tipologie alberghiere, di cui all’articolo 6 della l.r.3/2015, nella ragione o denominazione sociale, è riservato esclusivamente a titolari o gestori di aziende alberghiere; ogni forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, di denominazioni e locuzioni, anche in lingua straniera, non deve indurre confusione sulla tipologia dell’attività esercitata.

La denominazione di ciascuna azienda alberghiera:

a) indica la tipologia di appartenenza di cui all’articolo 6 della l.r.3/2015 e un nome di fantasia;

b) può utilizzare, in aggiunta, la dizione di “ecoalbergo” o “albergo storico” quando le strutture presentano, rispettivamente, i requisiti previsti per l’assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica al servizio della ricettività turistica (Ecolabel) o è esercitata al suo interno l’attività da almeno cinquant’anni, con la stessa denominazione e nello stesso immobile e da almeno ottanta anni nello stesso immobile, se è stata modificata la denominazione;

c) fatta eccezione per le aziende alberghiere esistenti alla data di entrata in vigore del Regolamento di attuazione, non può essere uguale a quella di altre strutture ricettive alberghiere, ovvero di altre tipologie ricettive dello stesso comune o dei comuni confinanti se si tratta di due aziende contigue;

Se il Comune territorialmente competente accerta, anche su istanza di titolari delle strutture ricettive interessati, la presenta di una o più denominazioni uguali, ingiunge con atto motivato la modifica della denominazione alla struttura che ha violato il comma precedente. Trascorsi sessanta giorni dalla notifica del provvedimento di ingiunzione senza alcun riscontro circa la modifica della denominazione da parte della struttura interessata, il Comune provvede all’applicazione della sanzione amministrativa di cui all’art.13, comma 9 della l.r.3/2015.

Le aziende alberghiere sono tenute ad esporre il segno distintivo della classe assegnata, sulla base delle caratteristiche di cui all’Allegato D:

a) sulla facciata principale, ed in modo ben visibile all’esterno, nell’insegna provvista di illuminazione notturna e recante l’esatta denominazione della struttura ricettiva alberghiera;

b) in caso di mancata indicazione nell’insegna, su una targa recante la denominazione della struttura, la tipologia di appartenenza nonché le stelle, del numero corrispondente alla classificazione vigente.

La tipologia di appartenenza e il numero di stelle corrispondenti al livello di classificazione attribuito alla struttura, sono indicati sulla carta intestata, sul materiale promozionale, nonché sull’eventuale sito web dell’azienda.

All’interno di ogni struttura sono esposte in modo ben visibile:

a) la copia dell’autorizzazione, o della DIA, ove ancora esistenti, ovvero della SCIA, corredata da ricevuta dell’avvenuta trasmissione al SUAP, all’interno della zona ricevimento degli ospiti;

b) la tabella e il cartellino concernenti i prezzi secondo le prescrizioni indicate all’articolo 3 della legge regionale 23 febbraio 1995, n.22 (Norme sulla pubblicità dei prezzi e delle caratteristiche degli alberghi e delle altre strutture turistico-ricettive).

Preparazione, somministrazione e vendita alimenti e bevande

Il servizio di preparazione e somministrazione di alimenti e bevande eventualmente offerto alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni, rispetta i criteri previsti dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente in materia. I requisiti generali e specifici in materia di igiene dei prodotti alimentari sono quelli previsti dal Regolamento (CE) n.852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, dal decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n.327 (Regolamento di esecuzione della L.30 aprile 1962, n.283, e successive modificazioni, in materia di disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande) e dal Regolamento regionale 3 marzo 2008 n.2/R (Nuove norme per la disciplina della preparazione e somministrazione di alimenti e bevande, relativamente all’attività di bar, piccola ristorazione e ristorazione tradizionale).

Le attività di preparazione, ai fini della somministrazione di alimenti e bevande, nonché di mera somministrazione, nel rispetto dei requisiti di cui al precedente comma, sono soggette all’obbligo di notifica ai sensi dell’articolo 6 del Regolamento CE 852/2004 e dei provvedimenti del settore regionale competente in materia.

E’ consentito l’utilizzo di spazi o aree esterne dedicate per attività di somministrazione in modalità “catering” e “banqueting” secondo le modalità previste dalla normativa vigente.

Il modello per la notifica di inizio, variazione o cessazione dell'attività (allegato 1 alla DD n°799 del 15/11/2012) è rinvenibile sul seguente sito internet regionale:
www.regione.piemonte.it/sanita/cms2/alimenti/notifica-imprese-alimentari

Posti tappa

Le aziende alberghiere che si avvalgono della denominazione aggiuntiva di “posto tappa” ai sensi dell’art.6, comma 3 bis, della l.r.3/2015, come inserito dall’art.5, comma 2, della legge regionale 25 ottobre 2016, n.19 “Disposizioni di riordino e razionalizzazione dell’ordinamento regionale”, sono tenute ad utilizzare ed esporre il proprio logo identificativo secondo le modalità e caratteristiche tecniche di cui all’Allegato E del Regolamento di attuazione.

Le caratteristiche dei servizi turistici offerti dalle aziende alberghiere che si avvalgono della denominazione aggiuntiva “posto tappa”, soddisfano le seguenti condizioni:

a) sono ubicate nelle località costituenti tappa di un itinerario, e comunque lungo il tracciato percorribile in non oltre trenta minuti di cammino dall’itinerario stesso;

b) sono parte di una rete di strutture ricettive alberghiere costituite in forma associativa per la gestione del servizio di “posto tappa” o di altri servizi connessi alla frequentazione di un itinerario riconosciuto come tale dalla Regione Piemonte ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n.12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo Regolamento di attuazione;

c) si avvalgono di personale addetto al ricevimento, portineria-informazioni che parla e comprende a livello scolastico almeno una lingua ufficiale dell’Unione europea, oltre alla lingua italiana e detiene una conoscenza adeguata degli aspetti geografici locali, con particolare riguardo allo sviluppo, alle caratteristiche dell’itinerario e, per quanto possibile, alle condizioni di percorribilità;

d) riservano nell’ambito della propria disponibilità ricettiva un numero minimo di posti letto tale da garantire, anche attraverso la rete di cui alla lettera b), ospitalità per non più di due notti agli escursionisti.

Le strutture alberghiere denominate “posti tappa” garantiscono agli escursionisti:

a) un trattamento minimo di ristoro anche fuori dagli orari previsti per la somministrazione dei pasti; all’interno della struttura è altresì consentito il consumo di pasti freddi preparati autonomamente dall’escursionista;

b) un servizio, anche non assistito, di prima colazione;

c) un servizio di ricovero ed eventuale manutenzione di biciclette in caso di fruizione cicloturistica dell’itinerario;

d) materiale informativo in varie lingue relativo all’itinerario in generale e alle attrattive della località.

Consultare l’Allegato E del Regolamento di attuazione.

Requisiti tecnici ed igienico-sanitari

Per quanto riguarda le superfici delle camere da letto, le superfici degli appartamenti, le superfici dei bagni privati nelle camere e negli appartamenti, l’altezza e il volume dei locali, i soppalchi, i posti di cottura, i servizi igienico-sanitari, gli spazi e i locali destinati alle cure e al benessere psico-fisico degli ospiti, le piscine e le prescrizioni anti-legionellosi, consultare l’Allegato A del Regolamento di attuazione.

Abbattimento barriere architettoniche e informazioni sull’accessibilità delle strutture alberghiere

Le strutture ricettive alberghiere di nuova realizzazione o in fase di ristrutturazione devono attenersi alle norme contenute nella legge 13/1989 e nel Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n°236/89.

Laddove sia possibile deve essere sempre garantita l’accessibilità e l’adattabilità dei locali anche per le strutture esistenti.
Sono ammesse deroghe alle norme previste soltanto in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici. Le suddette deroghe sono concesse previo parere favorevole dell’Ufficio tecnico o del tecnico incaricato dal Comune per l’istruttoria dei progetti.

Per gli esercizi alberghieri siti in immobili esistenti e classificabili come "Albergo/Dimora storica" o come albergo a 2 stelle il requisito dell'ascensore e del montacarichi non è obbligatorio nel caso di dimostrata impossibilità di realizzazione connessa agli aspetti strutturali o impiantistici od al rispetto di norme di legge e regolamenti.

A titolo meramente informativo in allegato alla SCIA dovrà essere compilato un questionario che fornisce dati utili ai fini dell’accessibilità alla struttura da parte delle persone con impedita o ridotta capacità motoria. Consultare l’allegato C del Regolamento di attuazione.

Logo distintivo

Le aziende alberghiere che operano sul territorio piemontese ai sensi della l.r.3/2015, si dotano di apposita targa contenente il simbolo o logo che identifica l’attività svolta secondo le modalità indicate all’articolo 9, comma 4, del Regolamento di attuazione, in luogo ben visibile presso la struttura ricettiva.

Consultare l’Allegato D del Regolamento di attuazione.

Obblighi e divieti

Il gestore dell'azienda alberghiera assolve ai seguenti obblighi:

a) ottemperare, ai sensi dell'articolo 9, comma 1 della l.r. 3/2015 alle procedure di segnalazione al SUAP competente per territorio;
b) ottemperare, ai sensi dell'articolo 9, comma 4 della l.r. 3/2015 alle procedure di segnalazione al SUAP competente per territorio;
c) esporre in modo visibile all'esterno e all'interno dell'azienda il segno distintivo della classe assegnata realizzato in conformità al modello stabilito dalla Regione;
d) comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente;
e) comunicare alla Provincia o al soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall'articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 (Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera) ai fini della rilevazione del movimento dei clienti negli esercizi alberghieri e ad agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.
f) ottemperare agli adempimenti derivanti dalle norme di legge in materia di pubblica sicurezza. Si rammenta l’obbligatorietà dell’invio telematico delle generalità delle persone alloggiate e l’impossibilità di consegnare a mano un elenco cartaceo o le schede di notificazione. Per maggiori dettagli si invita ad accedere al sito internet della Polizia di Stato al seguente indirizzo:
https://alloggiatiweb.poliziadistato.it

È fatto divieto al gestore dell'azienda alberghiera di utilizzare, nella ragione o denominazione sociale, nell'insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, tipologie diverse da quelle previste all'articolo 6 della l.r. 3/2015 o idonee ad indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività ricettiva.

Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico, nel locale di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’ATL.

È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera o unità abitativa o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL.

Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero della camera o unità abitativa o posto letto assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.

Si prescinde dalla consegna del bollettino nel caso in cui la prenotazione e il pagamento dei servizi ricettivi vengano effettuati per conto dei clienti da organismi di intermediazione di viaggi o da altri organismi che li rappresentano.

I titolari devono praticare per i servizi offerti i prezzi indicati nella comunicazione trasmessa all’A.T.L. e riportati nella tabella e nei cartellini prezzi.

Applicazione dei prezzi

Prezzi inferiori a quelli comunicati possono essere praticati nei seguenti casi:

  • gruppi organizzati composti da almeno 10 persone;
  • ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiore a 15 giorni;
  • bambini di età inferiore a 12 anni;
  • guide, accompagnatori, e interpreti a seguito di gruppi organizzati;
  • offerte promozionali di servizi ricettivi: periodi di bassissima stagione, formula week-end, accordi con aziende e tour operator;

I titolari devono altresì rispettare le norme e condizioni del contratto di ospitalità stabilite da normative comunitarie, nazionali o regionali in materia, nonché quelle derivanti da usi e consuetudini vigenti in campo turistico recepiti da accordi stipulati tra associazioni di categoria degli imprenditori e associazioni dei consumatori e comunicati alla Giunta Regionale ai fini della pubblicità dei medesimi.

Sanzioni

Chiunque gestisce un'azienda alberghiera senza aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

Chiunque non segnali al SUAP, tramite apposita modulistica e utilizzando la stessa procedura per l’invio della SCIA, le variazioni relative a stati, fatti o qualità del segnalante intervenute in corso di esercizio entro e non oltre dieci giorni successivi al suo verificarsi, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Chiunque gestisce un'azienda alberghiera in violazione delle disposizioni di cui all'articolo 11, comma 1, lettera c) della l.r. 3/2015 ovvero attribuisce al proprio esercizio una classificazione diversa da quella assegnata, è soggetto alla sanzione amministrativa da euro 1.500,00 ad euro 3.500,00.

Chiunque compie irregolarità nella pubblicazione dei prezzi e delle caratteristiche di cui all'articolo 11, comma 1, lettera d) della l.r. 3/2015 è soggetto alle disposizioni sanzionatorie di cui all' articolo 6 della l.r. 22/1995.

Chiunque omette di trasmettere i dati di cui all'articolo 11, comma 1, lettera e) della l.r. 3/2015 è soggetto alla sanzione amministrativa di cui all' articolo 5 bis, comma 2, della l.r. 12/1987.

Il titolare dell'azienda alberghiera che viola le disposizioni dell'articolo 11, comma 1, lettera f) della l.r. 3/2015 in materia di comunicazione degli alloggiati all'autorità di pubblica sicurezza, incorre nella sanzione di cui all'articolo 17 del r.d. 773/1931.

Chiunque viola gli obblighi di cui all'articolo 11, comma 2 della l.r. 3/2015, ovvero utilizzi nella ragione o denominazione sociale, nell’insegna e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica, tipologie diverse da quelle previste dalla stessa l.r. 3/2015 o idonee a indurre confusione sulla legittimazione allo svolgimento dell’attività ricettiva è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000,00 ad euro 3.000,00.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni previste nell'articolo 10 della l.r. 3/2015 il comune, anche su segnalazione di altro soggetto competente, può procedere, previa diffida, alla sospensione dell'attività nonché all'eventuale sua cessazione.

Ogni violazione alle prescrizioni stabilite dal regolamento di cui all'articolo 8 è punita con la sanzione amministrativa fino ad euro 5.000,00

L'accertamento, l'irrogazione, la riscossione e l'introito delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'articolo 13, commi 1, 2, 3 e 7, della l.r. 3/2015 sono di competenza del comune, quelle di cui all'articolo 13, comma 4, sempre della l.r. 3/2015, sono di competenza della provincia o del soggetto cui la relativa funzione è stata delegata sul cui territorio insiste la struttura ricettiva alberghiera.

Per l'accertamento delle violazioni e per l'applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla l.r. 3/2015 si applicano i principi di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale).

Per quanto non previsto dalla l.r. 3/2015, si applicano le disposizioni contenute nella legge regionale 28 novembre 1989, n. 72 (Disciplina dell'applicazione delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e nella legge regionale 14 gennaio 1997, n. 7 (Sanzioni amministrative in materia igienico-sanitaria).

Funzioni di vigilanza e controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune ai sensi dell’art.4, comma 1, punto g) della l.r. 5 marzo 1987, n°12.