FAQ

 

1)

D. Buongiorno, ho intenzione di avviare un’attività ricettiva, una sorta di albergo diffuso in un contesto naturalistico, utilizzando delle casette prefabbricate…..

R. La struttura sembrerebbe identificarsi meglio come “villaggio albergo”, esercizio ricettivo caratterizzato dalla centralizzazione dei servizi in funzione di più stabili facenti parte di uno stesso complesso e inserito in area attrezzata per il soggiorno e lo svago degli ospiti. L'albergo diffuso assume una connotazione differente laddove le unità abitative sono integrate tra loro e con la realtà socio-culturale del territorio e non possono distare più di 1000 metri dallo stabile adibito ad uso comune, preferibilmente ubicato nel centro storico.

2)

D. Vorrei realizzare un albergo diffuso recuperando delle unità abitative in centro storico…

R. A tal riguardo si ricorda che la differenza tra albergo e RTA è data nel computo della capacità ricettiva, dalla prevalenza tra camere e appartamenti, pertanto un albergo diffuso è consentita la presenza di unità abitative dotate di servizio autonomo di cucina, a condizione che il numero dei posti letto non sia superiore al 30 per cento della capacità ricettiva totale che deve essere formata prevalentemente da camere.

3)

D. Vorrei realizzare un albergo diffuso avendo a disposizione delle camere e degli appartamenti in più comuni.

R. Non è possibile in quanto, ovviamente, le unità abitative e le camere devono insistere su uno stesso Comune, devono essere integrate tra loro e con la realtà socio-culturale del territorio e non possono distare più di 1000 metri dalla “casa madre”, preferibilmente ubicata nel centro storico.

4)

D. Ho alcune camere nel centro storico che vorrei adibire ad albergo diffuso, ma sono inserite in unità abitative a destinazione residenziale e non turistico-ricettiva….

R. In comuni con popolazione inferiore a cinquemila abitanti o in frazioni di comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti se non ricadono in aree in cui è ammessa dagli strumenti di pianificazione urbanistica la destinazione turistico-ricettiva, possono mantenere la destinazione d'uso residenziale, fatta eccezione per lo stabile principale destinato ad accogliere i servizi di uso comune che dovrà avere una destinazione turistico-ricettiva. Mentre in comuni con popolazione superiore a cinquemila abitanti anche le unità immobiliari diffuse presentano la destinazione urbanistica turistico-ricettiva.

5)

D. Voglio realizzare un albergo diffuso, ma come mi devo comportare per quanto riguarda l’abbattimento barriere architettoniche?

R. I fabbricati che ospitano gli alberghi diffusi rispettano le disposizioni vigenti in materia di accessibilità, visitabilità e adattabilità, al fine di garantire alle persone con ridotta o impedita capacità motoria la fruizione, in condizioni di sicurezza e di autonomia, degli spazi e delle attrezzature sia all'interno delle unità abitative sia nelle zone di relazione.

In caso di unità abitative raggiungibili nel raggio di duecento metri, sono predisposti percorsi di accesso alla struttura alberghiera principale o idonei servizi di navetta in caso di unità abitative raggiungibili con una maggiore distanza.

6)

D.Vorrei realizzare un albergo diffuso, ma non ho la possibilità all’interno dello stabile principale di ricavare una sala colazione…

R. Non è possibile in quanto l'albergo diffuso è caratterizzato dalla centralizzazione in un unico stabile dell'ufficio di ricevimento e delle sale di uso comune, ivi compresa la sala colazione e l'eventuale sala apposita del ristorante, e dalla dislocazione delle camere o degli appartamenti in uno o più stabili separati nel medesimo comune, purché distanti non oltre mille metri dall'edificio principale.