Alberghi diffusi

Riferimenti legislativi

 

Definizione

L’albergo diffuso è un’azienda alberghiera a gestione unitaria caratterizzata dalla centralizzazione in un unico stabile dell’ufficio ricevimento e delle sale di uso comune e dalla dislocazione delle unità abitative in uno o più stabili separati, integrate tra loro da servizi centralizzati ed organizzate attraverso la valorizzazione di più immobili esistenti.
La struttura assicura i requisiti minimi di ospitalità alberghiera, può includere la prima colazione, nonché la preparazione e somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.
Le unità abitative devono essere integrate tra loro e con la realtà socio-culturale del territorio e non possono distare più di 1000 metri dallo stabile adibito ad uso comune, preferibilmente ubicato nel centro storico.


Servizi ed elementi caratterizzanti l’albergo diffuso

L’albergo diffuso assicura i requisiti minimi di ospitalità alberghiera, il servizio di prima colazione, nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.

Gli elementi caratterizzanti l’albergo diffuso sono:

a) la fornitura di servizi di ricevimento è localizzata in un centro storico o nelle sue immediate vicinanze, ovvero in borghi, o nuclei espressioni delle tradizioni e della cultura dei comuni montani che possono essere fruite dal turista nell’ambito del proprio soggiorno;

b) le unità abitative sono poste in un numero minimo di almeno due edifici autonomi e indipendenti e sono costituite da uno o più locali allestiti a camera da letto e soggiorno, con bagno privato, dotati di arredi, attrezzature e servizi tra di loro omogenei. È consentita la presenza di unità abitative costituite da alloggi dotati di cucina o posto cottura nel limite del 30 per cento della capacità ricettiva complessiva della struttura.


Capacità ricettiva

La capacità ricettiva minima dell’albergo diffuso è di quindici posti letto complessivi.


Modulistica

Con Determina Dirigenziale n°184 del 22 aprile 2015 della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport, si è provveduto ad approvare i nuovi modelli SCIA per l’avvio dell’attività, per le variazioni, per le cessazioni e sospensioni. Gli stessi dovranno essere usati in sostituzione dei precedenti.

La modulistica per l'apertura/avvio è rinvenibile all'interno delle sezioni sottostanti “Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell'attività”, “Somministrazione alimenti e bevande”.

Il cartellino prezzi e la tabella prezzi sono rinvenibili all'interno della sezione "Pubblicità dei prezzi". La modulistica denominata "Comunicazione delle caratteristiche e dei prezzi", aggiornata nel luglio 2015, è rinvenibile all'interno della sezione "Obblighi del titolare".

 

Destinazione urbanistica

Gli immobili convertiti in albergo diffuso possono mantenere la destinazione d’uso residenziale.

Simbolo distintivo delle aziende alberghiere

A norma dell'art. 26 della l.r. 17/2013 l’albergo diffuso assume un tema distintivo che ne caratterizza Ia proposta ospitale.
Le caratteristiche e i requisiti del tema di cui al comma 1 sono stabiliti dalla Giunta regionale.

Requisiti tecnici ed igienico-sanitari

Le camere d’albergo e le unità abitative devono possedere i requisiti tecnici ed igienico sanitari previsti dalla l.r. 34/1988 e s.m.i.

Ubicazione

1. Possono assumere la definizione di albergo diffuso le strutture, localizzate nelle borgate montane, caratterizzate dalla centralizzazione in unico stabile dell’ufficio ricevimento e delle sale di uso comune e dalla dislocazione delle camere o delle unità abitative in uno o piu stabili separati dello stesso comune, ovvero in piü comuni, purché distanti non oltre i mille metri dall’edificio nel quale sono siti i servizi principali.

2. Sono considerate borgate montane i nuclei abitati presenti sul territorio di comuni classificati montani ai sensi della deliberazione del Consiglio regionale 12 maggio 1988, n. 826-6658 (Classificazione e ripartizione del territorio regionale fra montagna, collina e pianura):
a) composti da un numero limitato di edifici e comunque tali da rappresentare un’unica unità territoriale chiaramente distinta dal territorio circostante;
b) distanti non meno di duecento metri dalla casa comunale;
c) collegati alla rete viaria ordinaria direttamente o tramite infrastrutture d’accesso non sottoposte a limitazioni relativamente all’utenza e di norma utilizzabili anche nel periodo invernale.

3. La distanza massima tra gli stabili di cui al comma 1 nonchè quella di cui al comma 2, lettera b) è calcolata misurando il percorso pedonale che collega i rispettivi ingressi principali..

Superfici delle camere da letto

Le camere da letto devono avere una superficie minima, al netto di ogni altro ambiente accessorio, di mq.8 se con un posto letto e di mq.14 se con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima della camera a due posti letto deve essere aumentata di mq.6.
Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime sono ridotte a mq.12 per le camere con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima delle camere a due posti letto deve essere aumentata di mq. 4.
Ciascuna camera da letto non può essere dotata di più di 4 posti letto.
In deroga ai limiti di superficie indicati è consentito aggiungere un posto letto nelle camere, nel caso in cui venga utilizzato da una persona di età inferiore a 15 anni.

Per le strutture da adibire ad albergo diffuso esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento è consentita una riduzione della superficie delle stanze ad un posto letto e delle stanze a due o più posti letto fino al 25%.

Superfici delle unità abitative

Le unità abitative composte da monolocale attrezzato per il pernottamento e per il soggiorno-pranzo-cucina devono avere una superficie minima, al netto di ogni ambiente accessorio, di mq. 12 se con un posto letto e di mq. 18 se con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie minima del locale deve essere aumentata di mq. 6.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici minime delle unità abitative di cui al comma 1 sono ridotte a mq. 10 per le unità abitative con un posto letto, ed a mq. 16 per quelle con due posti letto; per ogni posto letto in più la superficie deve essere aumentata di mq. 6.

Ciascuna unità abitativa composta da monolocale non può essere dotata di più di 4 posti letto.

Le unità abitative composte da locale soggiorno-pranzo-cucina e da una o più camere da letto devono avere le seguenti superfici minime al netto di ogni ambiente accessorio:
a) locale soggiorno-pranzo-cucina senza posti letto: mq. 8, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto, eccedente i primi due;
b) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 13 se con un posto letto, mq. 20 se con due posti letto e mq. 27 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;
c) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 6 per ogni posto letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.

Per le strutture ubicate ad altitudine superiore a 700 metri, le superfici di cui al comma precedente sono così ridotte:
a) locale soggiorno-pranzo-cucina con posti letto: mq. 11 se con un posto letto, mq. 16 se con due posti letto, mq. 21 se con tre posti letto, cui deve essere aggiunto 1 mq. per ogni posto letto installato nelle camere da letto;
b) camere da letto: mq. 8, cui devono essere aggiunti mq. 4 per ogni letto, fino ad un massimo di 4 posti letto.
In deroga ai timiti di superficie indicati ai commi precedenti, è consentito aggiungere un posto letto nell’unità abitativa nel caso in cui venga utilizzato da una persona di età inferiore a quindici anni.

Altezza e volume

Ai sensi deII’art. 4 della l.r. n. 34/1988, I’altezza minima delle camere da letto e delle unità abitative è quella prevista dalle norme e dai regolamenti igienico-edilizi comunali.

Tenuto conto delle condIzioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, può essere consentita una riduzione dell’altezza minima del locali abitabili a metri 2,55, ulteriormente riducibili a metri 2,40 per le strutture esistenti.

Nel caso di altezze non uniformi, ogni locale deve avere un’altezza media non inferiore ai limiti stabiliti ai commi precedenti.
Il volume minimo delle camere da letto e delle unità abitative è determinato dal prodotto tra superfici e altezze minime previste dal presente regolamento.

Alle camere da letto destinate agli ospiti, si deve poter accedere comodamente e senza dover attraversare le camere da letto od i servizi destinati alla famiglia o ad altro ospite.

Posti di cottura

Ai sensi dell’art. 6 della l.r. n. 34/1988, il posto di cottura annesso al locale soggiorno-pranzo delle unità abitative prive di apposito locale cucina deve comunicare ampiamente con lo stesso e deve essere munito di adeguato ampianto di aspirazione nel rispetto delle norme previste dal regolamenti igienico-sanitari comunali.

Le pareti di cottura devono essere nvestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile.

Servizi igienico-sanitari

A norma dell’articolo 26 della I.r. 17/2013, il numero minimo del servizi igienico-sanitari annessi alle camere da letto e alle unità abitative deve essere pari al cento per cento del totale delle camere da letto e delle unità abitative dell’albergo diffuso.

Sulla base di quanto disposto dall'art. 7 della I.r. n. 34/1988 i servizi igienico-sanitari annessi alle camere da letto possono comunicare direttamente con le camere stesse e devono essere dotati di ventilazione naturale o forzata meccanica; Ia ventilazione forzata deve avere un funzionamento che garantisca un adeguato ricambio orario d aria eventualmente modulato in due diverse intensità di estrazione, una minimale continua o a intermittenza temporaie e l’altra intensificata al momento dell’utilizzazione del servizio.

Le pareti dei servizi igienico-sanitari devono essere rivestite fino a due metri di altezza di materiale lavabile ed impermeabile, preferibilmente di piastrelle in ceramica.

Le unità abitative devono essere dotate di un servizio igienico-sanitario ogni otto posti letto o frazione di otto superiore a due.

I servizi igienico-sanitari devono essere dotati di w.c. con cacciata d’acqua, lavabo, specchio, vasca da bagno o piatto doccia, anche posti in vani separati.

Abbattimento barriere architettoniche

Le strutture ricettive alberghiere di nuova realizzazione o in fase di ristrutturazione devono attenersi alle norme contenute nella legge 13/1989 e nel Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n° 236/89.

Laddove sia possibile deve essere sempre garantita l’accessibilità e l’adattabilità dei locali anche per le strutture esistenti.

Sono ammesse deroghe alle norme previste soltanto in caso di dimostrata impossibilità tecnica connessa agli elementi strutturali ed impiantistici. Le suddette deroghe sono concesse previo parere favorevole dell’Ufficio tecnico o del tecnico incaricato dal Comune per l’istruttoria dei progetti.

Dotazione minima delle camere da letto e delle unità abitative

La dotazione minima delle camere da letto e delle unità abitative è costituita da:
a) un armadio o cabina armadio;
b) un tavolo;
c) un ripiano per l’apertura dei bagagli;
d) un citofono/telefono collegato al centralino del ricevimento;
e) una televisione.

Per ogni posto letto deve essere presente, oltre al letto, una sedia o una seduta e un comodino o equivalente.

Sala comune

La sala o le sale destinate alla somministrazione di alimenti e bevande devono garantire una superficie complessiva di almeno 1,4 metri quadrati per posto letto.

La sala di cui al comma 1 può coincidere con Ia sala ristorante di esercizio di somministrazione al pubblico di pasti tradizionali.

Deve essere comunque assicurata una superficie minima non inferiore ad otto metri quadrati.

Servizi minimi di ospitalità alberghiera

L’albergo diffuso assicura i requisiti minimi di ospitalità alberghiera, il servizio di prima colazione, nonché eventuali servizi di somministrazione di alimenti e bevande ed altri servizi accessori.

Negli alberghi diffusi devono essere garantiti, in particolare, i seguenti requisiti minimi di ospitalità alberghiera:
a) servizio di ricevimento assicurato almeno dodici ore su ventiquattro (per le ulteriori dodici ore su chiamata);
b) servizio di pulizia della camera o dell’unità abitativa una volta al giorno;
c) cambio della biancheria da camera e da bagno almeno due volte la settimana e
comunque ad ogni cambio cliente;
d) cambio della biancheria da cucina ad ogni cambio cliente;
e) fornitura costante di energia etettrica, di acqua calda e di riscaldamento dei locali.

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

Chiunque intende gestire un albergo diffuso trasmette in via telematica con posta certificata allo Sportello Unico Attività Produttive (S.U.A.P.) sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all'attività, una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente corredato da alcuni allegati tra i quali la "Denuncia delle attrezzature, delle caratteristiche e dei prezzi”.

Per l'esercizio dell'attività di albergo diffuso il soggetto interessato deve essere in possesso:
a) dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza);
b) dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell'Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l'esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere), qualora richiesti;
c) dei requisiti igienico-sanitari relativi alla struttura, previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la segnalazione certificata di inizio attività, ne trasmette tempestivamente copia, sempre in via telematica, all' Azienda Sanitaria Locale che esercita l'attività di vigilanza e, a fini informativi, ne trasmette altresì copia alla Provincia e all'Agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competenti per territorio.

Ogni variazione relativa a stati, fatti, condizioni e titolarità, indicati nella segnalazione di cui sopra è comunicata su apposito modello predisposto dalla struttura regionale competente entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, allo Sportello Unico Attività Produttive competente per territorio, che procede come per la Segnalazione certificata di inizio attività.

Somministrazione alimenti e bevande

Qualora si intenda svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande, occorre presentare all’ASL competente territorialmente una Notifica sanitaria relativa alla sicurezza alimentare dei cibi messi a disposizione degli ospiti. Il modello per la notifica di inizio, variazione o cessazione dell'attività (allegato 1 alla DD n. 799 del 15/11/2012) è rinvenibile sul seguente sito internet regionale:

www.regione.piemonte.it/sanita/cms2/alimenti/notifica-imprese-alimentari.

Classificazione

In deroga a quanto previsto dall’articolo 3 della legge regionale 24 gennaio 1995, n. 14 (Nuova classificazione delle aziende alberghiere) fino al 31.12.2014 gli alberghi diffusi non sono soggetti a classificazione.

Sanzioni

Chiunque gestisce un albergo diffuso senza aver presentato la segnalazione certificata di inizio attività, è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000,00 a euro 6.000,00.

La gestione di un albergo diffuso in violazione dell'articolo 2 bis comma 4 della l.r. 14/1995 e s.m.i. comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da euro 1.000,00 a euro 3.000,00.

Diffida, sospensione, revoca e cessazione

L'esercizio dell’attività, in mancanza della segnalazione certificata di inizio attività, comporta, oltre all'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, la cessazione dell'attività medesima.

In caso di sopravvenuta carenza rispetto ad una o più condizioni che hanno legittimato l'esercizio dell'attività, il comune o altra autorità competente assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale, ordina la sospensione dell'esercizio dell'attività, fino ad un massimo di sessanta giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione delle attività.

Entro cinque giorni dall'adozione dei provvedimenti di cui ai punti sopra il comune informa la provincia e l'agenzia di accoglienza e promozione turistica locale competente per territorio.

Il titolare di un albergo diffuso che intende procedere alla sospensione temporanea o alla cessazione dell'attività deve darne preventivo o, se ciò non è possibile, contestuale avviso al comune ttraverso la compilazione dei seguenti Modelli predisposti dalla struttura regionale competente:

  1. Comunicazione di Sospensione/Riavvio
  2. Comunicazione di Cessazione

 

Il periodo di sospensione temporanea dell'attività non può essere superiore a sei mesi, prorogabili dal comune per fondati motivi, di altri sei mesi; decorso tale termine l'attività si intende definitivamente cessata.

Obblighi del titolare

Il titolare, o il gestore, deve obbligatoriamente:

  • comunicare giornalmente in Questura l’arrivo delle persone alloggiate e le relative generalità su apposite “schede di notificazione”;
  • comunicare alla provincia o alla città metropolitana o ad altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall' articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 "Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera", introdotto dalla legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, ai fini della rilevazione del movimento dei clienti e di agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.
  • comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente

La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione. Il titolare ha inoltre la possibilità di modificare i prezzi per il secondo semestre dell’anno inviando una seconda comunicazione entro il 1° marzo di ogni anno.

Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995.

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico, nel locale di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’ATL.

È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera o unità abitativa o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL.

Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero della camera o unità abitativa o posto letto assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.

Si prescinde dalla consegna del bollettino nel caso in cui la prenotazione e il pagamento dei servizi ricettivi vengano effettuati per conto dei clienti da organismi di intermediazione di viaggi o da altri organismi che li rappresentano.

Applicazione dei prezzi

I titolari devono praticare per i servizi offerti i prezzi indicati nella comunicazione trasmessa all’A.T.L. e riportati nella tabella e nei cartellini prezzi.

Prezzi inferiori a quelli comunicati possono essere praticati nei seguenti casi:

  • gruppi organizzati composti da almeno 10 persone;
  • ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiore a 15 giorni;
  • bambini di età inferiore a 12 anni;
  • guide, accompagnatori, e interpreti a seguito di gruppi organizzati;
  • offerte promozionali di servizi ricettivi: periodi di bassissima stagione, formula week-end, accordi con aziende e tour operator.

I titolari devono altresì rispettare le norme e condizioni del contratto di ospitalità stabilite da normative comunitarie, nazionali o regionali in materia, nonché quelle derivanti da usi e consuetudini vigenti in campo turistico recepiti da accordi stipulati tra associazioni di categoria degli imprenditori e associazioni dei consumatori e comunicati alla Giunta Regionale ai fini della pubblicità dei medesimi.

Altre sanzioni

Il Comune applica ulteriori sanzioni amministrative nei seguenti casi:

  • La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 51,64 a € 309,87.
  • La mancata esposizione delle tabelle e dei cartellini prezzi nella struttura ricettiva o l’esposizione di tabelle e cartellini contenenti informazioni erronee, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,46 a € 516,45.
  • La mancata consegna del bollettino ai clienti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 25,82 a € 154,93.
  • L’applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati ed esposti nelle tabelle e cartellini-prezzi comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 103,29 a € 516,45.
  • L’applicazione di prezzi inferiori a quelli praticabili, in violazione delle previsioni dell’articolo 5, comma 2 della l.r. 22/95, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 25,82 a € 154,93.
  • La pubblicazione di prezzi e di informazioni difformi da quelle comunicate comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,46 a € 154,93; la sanzione non è applicata nel caso di meri errori materiali.
  • Il mancato rispetto delle norme e condizioni del contratto di ospitalità comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,46 a € 516,45.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni della presente legge il Comune può procedere, previa diffida, alla sospensione dell’autorizzazione di esercizio della struttura ricettiva e successivamente alla revoca.

Funzioni di vigilanza e di controllo

Ferme restando le competenze dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di legge sono esercitate dal Comune.