Ospità rurale familiare

Riferimenti legislativi


Modulistica
Di seguito è scaricabile tutta la modulistica relativa all'esercizio degli Agriturismi, unitamente ai loghi:

 Logo ospitalitarurarefamiliare.pdf ( icon 190.63 kB)

Logo posto tappa.pdf ( icon 170.74 kB)

Istruzioni e modello concessione uso logo PT.odt ( icon 626.86 kB)

Istruzioni operative mod. classifica ORF.odt ( icon 691.82 kB)

Istruzioni operative mod. logo ORF.odt ( icon 120.94 kB)

Modello concessione uso logo 11 ORF_2017.odt ( icon 754.47 kB)

Modello Denuncia di classifica 10 ORF_2017.odt ( icon 690.95 kB)

valori cromatici.jpg ( icon 408.61 kB)

 

VIGILANZA E CONTROLLI IN AGRITURISMI E O.R.F. MANUALE E CHECK LIST
Si rende noto che nel mese di maggio 2017, gli uffici degli Assessorati regionali al Turismo e all’Agricoltura hanno provveduto a redigere un Manuale e relative Check List per la vigilanza e i controlli in ambito agrituristico e di ospitalità rurale familiare (ORF), con cui si è inteso fornire alle autorità locali territorialmente competenti uno strumento operativo utile all’esercizio di vigilanza e di controllo tecnico-amministrativo secondo i criteri e le modalità previste dalla normativa regionale vigente in materia.

  • manuale controlli ( icon 768.82 kB ) - da utilizzare per i controlli da parte delle autorità comunali

Di seguito le INFORMAZIONI ESSENZIALI - Si invita a consultare l’intero testo legislativo e regolamentare.
Per qualsiasi informazione aggiuntiva o approfondimento, si prega di contattare la Sig.ra Barbara Bar all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  

 

 

Chi può esercitare l’attività di ospitalità rurale famigliare?

 

L’ospitalità rurale famigliare può essere esercitata solo dall’imprenditore agricolo professionale, ai sensi del decreto legislativo 29 marzo 2004, n°99 (Disposizioni in materia di soggetti e attività, integrità aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee) della legge 7 marzo 2003, n°38) dal coltivatore diretto e dai loro famigliari esclusivamente nella parte abitativa del fabbricato rurale ed è incompatibile con qualsiasi altra forma di ricettività o di ospitalità agrituristica.

 

Capacità ricettiva massima

 

Nell’ambito dell’ospitalità rurale famigliare la ricettività e la somministrazione di pasti è limitata ad un massimo di dieci persone al giorno.

 

Requisiti igienico-sanitari ed urbanistici

 

I requisiti igienico-sanitari ed urbanistici sono gli stessi delle abitazioni rurali. Per lo svolgimento dell’attività è necessario il possesso della certificazione di conformità edilizia ed agibilità o della dichiarazione di conformità di un professionista abilitato.

 

Preparazione pasti e ospitalità

 

Per la preparazione dei pasti è consentito l’utilizzo della cucina dell’abitazione. Per l’ospitalità rurale è confermata a possibilità di utilizzo della cucina famigliare.

Per l’ospitalità è consentito l’utilizzo delle camere dell’abitazione

Le due attività di cui sopra possono anche essere svolte disgiuntamente

 

Obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività

 

Chiunque intende gestire un servizio di “Ospitalità rurale famigliare” presenta una SCIA, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n°241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), in modalità telematica al SUAP del comune sul cui territorio insistono le strutture e gli immobili da destinare all’attività, su apposita modulistica predisposta e resa disponibile dalla struttura regionale competente.

L’esercizio dell’attività è subordinato al possesso:

  1. dei requisiti previsti dal regio decreto 18 giugno 1931, n°773 (Approvazione del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza);

  2. dei requisiti previsti in materia di prevenzione incendi ai sensi del decreto del Ministro dell’Interno 9 aprile 1994 (Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l’esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere);

  3. dei requisiti tecnico-edilizi ed igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.

Il SUAP, ricevuta la SCIA, ne trasmette tempestivamente copia in via telematica:

  1. agli uffici comunali competenti e all’azienda sanitaria locale (ASL), per l’esercizio delle rispettive attività di vigilanza;

  2. alla provincia o città metropolitana o altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate all’agenzia di accoglienza e promozione turistica locale (ATL) competenti per territorio, ai fini informativi.

Ogni variazione relativa a stati, fatti e qualità indicati nella SCIA di cui sopra è segnalata, entro e non oltre i dieci giorni successivi al suo verificarsi, al SUAP territorialmente competente che procede inviandone copia agli enti facenti parte del procedimento amministrativo: Comune, ASL, Provincia o Città metropolitana e ATL.

 

 

 

Sospensione e cessazione dell’ospitalità rurale famigliare

 

L’esercizio dell’ospitalità rurale famigliare, svolto in assenza di SCIA, comporta, oltre alla sanzione di cui all’art.17, comma 1 della l.r.2/2015, la cessazione dell’attività medesima.

In caso di sopravvenuta carenza di una o più condizioni che hanno legittimato l’esercizio dell’attività, il comune, anche su segnalazione di altra autorità competente, assegna un termine per il ripristino delle medesime, decorso inutilmente il quale ordina la sospensione dell’attività fino ad un massimo di 60 giorni.

Trascorso il periodo di sospensione senza il ripristino delle condizioni, il comune ordina la cessazione dell’attività.

Entro 5 giorni dall’adozione dei provvedimenti il Comune informa la Provincia o Città metropolitana o altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate , l’ASL e l’ATL territorialmente competenti.

La sospensione temporanea o la cessazione volontaria dell’attività sono soggette a comunicazione su modello predisposto dalla struttura regionale competente.

Il periodo di sospensione temporanea dell’attività non può essere superiore a 180 giorni, prorogabili da parte del comune di ulteriori 180 giorni. Decorso tale termine, l’attività, qualora non riavviata, si intende definitivamente cessata.

 

 

 

Riserva di denominazione, classificazione e marchio identificativo dell’ospitalità rurale famigliare

 

L’uso della denominazione “ospitalità rurale famigliare” è riservato esclusivamente agli imprenditori agricoli professionali che esercitano le attività turistiche di cui sopra.

 

Le attività di ospitalità rurale famigliare si dotano di uno specifico marchio grafico e di una classificazione sulla scorta delle disposizioni e delle linee guida stabilite in Regolamento dalla Giunta Regionale.

 

Consultare l’allegato E e F (Sezioni I, II e III) del Regolamento n°1/R del 1° marzo 2016

 

Posto tappa

 

In aggiunta alla denominazione “ospitalità rurale famigliare”, è consentita la denominazione “posto tappa” se la struttura è situata lungo un itinerario, riconosciuto come tale dalla Regione ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n°12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo Regolamento di attuazione, ubicata anche in località servite da strade aperte al pubblico transito veicolare con offerta di peculiari servizi turistici e dotazioni definiti dal Regolamento di attuazione.

 

Caratteristiche dei posti tappa

Le caratteristiche dei servizi turistici offerti dalle strutture di ospitalità rurale famigliare che si avvalgono della denominazione aggiuntiva “posto tappa” soddisfano le seguenti condizioni:

  1. sono ubicate nelle località costituenti tappa di un itinerario, e comunque lungo il tracciato percorribile in non oltre trenta minuti di cammino dall’itinerario stesso;

  2. sono parte di una rete di strutture ricettive costituitesi in forma associativa per la gestione del servizio di “posto tappa” e di altri servizi connessi alla frequentazione di un itinerario riconosciuto come tale dalla Regione Piemonte ai sensi della legge regionale 18 febbraio 2010, n°12 (Recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico del Piemonte) e dal relativo Regolamento di attuazione;

  3. il titolare o altre persone del nucleo familiare della struttura ricettiva parlano e comprendono a livello scolastico almeno una lingua ufficiale dell’Unione europea, oltre alla lingua italiana e hanno una conoscenza minima degli aspetti geografici locali, con particolare riguardo allo sviluppo, alle caratteristiche dell’itinerario e, per quanto possibile, alle condizioni di percorribilità;

  4. riservano nell’ambito della propria disponibilità ricettiva un numero minimo di posti letto tale da garantire, anche attraverso la rete di cui alla lettera b), ospitalità in non più di due notti agli escursionisti;

 

I posti tappa garantiscono agli escursionisti:

  1. un trattamento minimo di ristoro anche fuori dagli orari previsti per la somministrazione dei pasti; all’interno della struttura è altresì consentito il consumo di pasti freddi preparati autonomamente dall’escursionista;

  2. un servizio, anche non assistito, di prima colazione;

  3. un servizio di ricovero ed eventuale manutenzione di biciclette in caso di fruizione cicloturistica dell’itinerario;

  4. materiale informativo in varie lingue relativo all’itinerario in generale e alle attrattive della località.

 

Logo distintivo e comunicazione pubblica per la denominazione aggiuntiva di “posto tappa”.

 

Le strutture di ospitalità rurale familiare garantiscono le seguenti modalità di identificazione e di comunicazione al pubblico:

  1. segnalazione del posto tappa con apposizione di una vetrofania adesiva a forma romboidale da apporre sulla porta di accesso alla struttura ricettiva e riportante, dall’alto in basso, i seguenti caratteri:

1 a ) logo della Regione Piemonte;

2 a ) denominazione del posto tappa e della struttura ricettiva

3 a) simbolo di una casetta in colore marrone con quattro piccole finestre al centro;

4 a) logo o loghi dell’itinerario.

 

In alternativa o in aggiunta, è consentito l’utilizzo del logo mediante realizzazione del medesimo su targa romboidale in plexiglass da apporre in maniera visibile all’esterno ed in prossimità dell’ingresso alla struttura;

  1. segnalazione della presenza del posto tappa con eventuali cartelli indicatori, pannelli informativi regolarmente autorizzati per assicurare l’accessibilità alla struttura nel tratto di percorso tra l’itinerario e la struttura stessa;

  2. segnalazione della presenza del posto tappa su portali web informativi turistici ovvero su applicazioni informatiche o supporti informativi tradizionali (brochure, cartografie ecc…)

 

Consultare l’Allegato D (Sezioni I e II) del Regolamento n°1/R del 1° marzo 2016

 

 

 

Esercizio dell’ospitalità rurale famigliare

 

L’ospitalità rurale famigliare è esercitata dall’imprenditore agricolo professionale (IAP), inclusi i coltivatori diretti e dai suoi famigliari, con esclusione dell’impiego di personale esterno alla famiglia ed è svolta unicamente nella parte abitativa del fabbricato rurale che coincide con l’abitazione del titolare dell’attività.

L’attività è esercitata in alternativa ad altre forme di ricettività o di ospitalità agrituristica, fino ad un massimo di duecentosettanta giorni, anche non continuativi, nell’arco dell’anno solare.

 

 

 

Altri obblighi del titolare

 

Il titolare deve obbligatoriamente: 

  • comunicare giornalmente all’Autorità di Pubblica Sicurezza (Questura/Carabinieri di zona/Sindaco) l’arrivo delle persone alloggiate e le relative generalità su apposite “schede di notificazione”;

  • comunicare alla provincia o alla città metropolitana o ad altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate, i dati previsti dall' articolo 5 bis della legge regionale 5 marzo 1987, n. 12 "Riforma dell'organizzazione turistica - Ordinamento e deleghe delle funzioni amministrative in materia di turismo e industria alberghiera", introdotto dalla legge regionale 2 luglio 2003, n. 15, ai fini della rilevazione del movimento dei clienti e di agevolare la raccolta dei dati statistici nel settore del turismo; è altresì possibile la comunicazione dei dati in via telematica accedendo alla piattaforma informatica TUAP (Turismo arrivi e presenze). Per info: 011/4326206.

  • comunicare entro il 1° ottobre di ogni anno all’A.T.L. locale le caratteristiche e i prezzi che si intendono applicare dal 1° gennaio dell’anno seguente su apposita modulistica predisposta dalla struttura regionale competente.

La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della precedente comunicazione. Il titolare ha inoltre la possibilità di modificare i prezzi per il secondo semestre dell’anno inviando una seconda comunicazione entro il 1° marzo di ogni anno.

 

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Liberalizzazione dei prezzi

I prezzi sono liberamente determinati dai titolari delle strutture turistico-ricettive così come disposto dalla l.r. 22/1995.

 

Pubblicità dei prezzi

È fatto obbligo ai titolari di tenere esposto in modo ben visibile al pubblico, nel locale di ricevimento degli ospiti, una tabella sulla quale siano indicati i prezzi conformemente all’ultima comunicazione trasmessa all’ATL

È fatto altresì obbligo ai gestori di tenere esposto in modo ben visibile agli ospiti, nella camera o unità abitativa o altro luogo di prestazione dei servizi, un cartellino contenente il prezzo dei servizi medesimi, conformemente a quelli comunicati all’ATL

Il titolare deve consegnare agli ospiti, al momento dell’arrivo, un bollettino che indica il nome della struttura, il numero della camera o unità abitativa o posto letto assegnato, i servizi offerti e il relativo prezzo, i servizi supplementari e il relativo prezzo; per i gruppi, tale bollettino è consegnato al capogruppo.
Si prescinde dalla consegna del bollettino nel caso in cui la prenotazione e il pagamento dei servizi ricettivi vengano effettuati per conto dei clienti da organismi di intermediazione di viaggi o da altri organismi che li rappresentano.

 

Applicazione dei prezzi

 

I titolari devono praticare per i servizi offerti i prezzi indicati nella comunicazione trasmessa all’A.T.L. e riportati nella tabella e nei cartellini prezzi.
Prezzi inferiori a quelli comunicati possono essere praticati nei seguenti casi:

  • gruppi organizzati composti da almeno 10 persone;

  • ospiti per periodi di soggiorno continuativo pari o superiore a 15 giorni;

  • bambini di età inferiore a 12 anni;

  • guide, accompagnatori, e interpreti a seguito di gruppi organizzati;

  • offerte promozionali di servizi ricettivi: periodi di bassissima stagione, formula week-end, accordi con aziende e tour operator.

I titolari devono altresì rispettare le norme e condizioni del contratto di ospitalità stabilite da normative comunitarie, nazionali o regionali in materia, nonché quelle derivanti da usi e consuetudini vigenti in campo turistico recepiti da accordi stipulati tra associazioni di categoria degli imprenditori e associazioni dei consumatori e comunicati alla Giunta Regionale ai fini della pubblicità dei medesimi.

 

 

 

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Sanzioni

 

Consultare l’art.17 della l.r.2/2015

 

Altre sanzioni

 

Il Comune applica ulteriori sanzioni amministrative nei seguenti casi:

  • La mancata comunicazione dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture ricettive o la comunicazione mancante di informazioni essenziali o contenente informazioni errate comporta l’implicita conferma della validità della precedente comunicazione, nonché l’applicazione della sanzione amministrativa da € 52,00 a € 310,00.

  • La mancata esposizione delle tabelle e dei cartellini prezzi nella struttura ricettiva o l’esposizione di tabelle e cartellini contenenti informazioni erronee, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,00 a € 516,00.

  • La mancata consegna del bollettino ai clienti comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 26,00 a € 155,00.

  • L’applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati ed esposti nelle tabelle e cartellini-prezzi comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 103,00 a € 516,00.

  • L’applicazione di prezzi inferiori a quelli praticabili, in violazione delle previsioni dell’articolo 5, comma 2 della l.r.22/95, comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 26,00 a € 155,00.

  • La pubblicazione di prezzi e di informazioni difformi da quelle comunicate comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,00 a € 155,00; la sanzione non è applicata nel caso di meri errori materiali.

  • Il mancato rispetto delle norme e condizioni del contratto di ospitalità comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da € 77,00 a € 516,00.

In caso di reiterata violazione delle disposizioni della presente legge il Comune può procedere previa diffida, alla sospensione dell’autorizzazione di esercizio della struttura ricettiva e successivamente alla revoca.

 

 

 

Applicazione delle sanzioni

 

L’accertamento, l’irrogazione, la riscossione e l’introito delle sanzioni amministrative pecuniarie sono di competenza del Comune, mentre le funzioni di vigilanza e controllo sulla trasmissione dei dati statistici sul movimento turistico sono esercitate dalle Province,dalla Città Metropolitana o da altro soggetto cui le relative funzioni sono delegate e a cui sono devoluti i proventi delle sanzioni.

 

 

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Funzioni di vigilanza e controllo

 

Ferme restando le competenze dell’autorità di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza delle disposizioni della l.r.2/2015 e del relativo regolamento di attuazione, sono esercitate dal Comune nonché da altri soggetti titolati dalla norme vigenti.

I comuni, in forma singola o associata, esercitano i controlli in forma coordinata con le altre autonomie locali e con le aziende sanitarie competenti per territorio. I comuni trasmettono alla struttura regionale competente entro il 31 gennaio di ciascun anno, una relazione sull’attività di controllo esercitata nell’anno precedente.