La città di Asti si trova al centro del territorio provinciale di cui è capoluogo, nel punto di convergenza di un sistema stradale a raggiera che consente il raggiungimento diretto dei principali centri provinciali e del sud Piemonte.
Il progetto nasce dall'analisi delle possibili connessioni trasportistiche potenziali attualmente non valorizzate.
Dal punto di vista architettonico ha assunto primaria importanza il rapporto del nuovo costruito con la piazza e di conseguenza con la città, ma l'intero percorso progettuale è stato influenzato dallo studio dei flussi: obiettivo è stato quello di creare un vero raccordo fra ferrovia e città, connettendo gli altri trasporti pubblici disponibili e confrontandosi con l'ingombrante traffico urbano esistente.
Di fatto si è determinata una semplice scissione: al livello inferiore gli attraversamenti veicolari, sia pubblici che privati, organizzati e separati, al livello superiore i flussi pedonali, disimpegnati e liberi.
Il costruito insiste sul sedime precedentemente occupato dalle vecchie pensiline, ormai vetuste ed inutili, del terminal e risulta suddiviso in due porzioni distinte: l'area destinata al movimento e transito delle autocorriere (circa 2.500 mq), dove sull'ampia copertura potranno trovare collocazione parcheggi ed attività commerciali, ed il nucleo destinato ai servizi propri del terminal organizzato su due piani (circa 300 mq ciascuno).
Si possono individuare tre fasi successive di sviluppo del progetto:
Recupero funzionale ed architettonico dell'edificio del Dazio, antistante la nuova stazione e collegamento organico con i percorsi del MOVIcentro.
Il progetto di MOVicentro analizza in maniera approfondita il sistema delle autolinee che si attestano sul nodo intermodale della
piazza Medaglie d'Oro in prossimità della stazione ferroviaria. Il servizio del trasporto pubblico extraurbano attualmente si articola
in diciassette linee extraurbane con un numero di utenti giornaliero pari alle 11.000 unità. Il servizio ferroviario, gestito
dalle Ferrovie dello Stato, è caratterizzato dalla linea nazionale Torino - Alessandria - Genova e da quattro linee di
collegamento locale, con più di 140 convogli in partenza al giorno. Il servizio di trasporto pubblico urbano, svolto interamente
dall'Azienda A.S.P. s.p.a., si suddivide in linee operaie, frazionali e scolastiche con un utenza media giornaliera pari a 12.000 passeggeri.
Il progetto riguarda nello specifico la realizzazione di una nuova Autostazione per il trasporto pubblico extraurbano che
dal punto di vista architettonico ha assunto primaria importanza in merito al rapporto del nuovo costruito con la piazza e
di conseguenza con la città. Si vuol creare un punto di riferimento urbano senza sopraffare un contesto degradato da rispettare,
un'emergenza misurata, un "non edificio" a completamento della chiusura perimetrale della piazza, evitando un ulteriore esempio di
edilizia riempitiva, di fatto un nuovo bastione non di difesa ma di accoglienza, verso la città con esplicite funzioni di
valorizzazione dell'edificio del dazio, semplice ma eloquente tassello di storia urbana, non tanto per le valenze architettoniche
intrinseche, ma per il ruolo "visivo" assunto in scala urbana.
Il costruito insiste sul precedente sedime occupato dalle vecchie pensiline ormai demolite (circa 6.000 mq) e risulta suddiviso
in due porzioni dall'asse viabile di via Artom: a sud di quest'area vi è uno spazio destinato al transito ed alla sosta delle
corriere. A nord di via Artom ed a ridosso del corso Einaudi è localizzata l'Autostazione di circa 2.600 mq dotata di dodici
stalli obliqui, con funzione di terminal, e quattro stalli in linea, lungo la direttrice della via stessa, con funzione di snellimento
del transito nelle ore di maggior affollamento. Lungo quest'ultimi stalli è prevista, per favorire l'accessibilità e la
sosta degli utenti, una banchina, coperta da pensiline con idonea illuminazione.
All'interno della palazzina già sede del "dazio" ed ora dell'ufficio tributi, sarà collocato, a seguito di una radicale
ristrutturazione, il nucleo destinato ai servizi propri del terminal: sale d'attesa, uffici per i gestori dell'Autostazione, servizi
igienici e magazzini, spazi per l'informazione e biglietterie.
Nel punto di congiunzione tra la suddetta palazzina ed il terminal, trova la sua collocazione l'atrio d'accesso, che rappresenta
il punto nevralgico della stazione: l'accesso alla biglietteria, ai punti informativi, alle sale d'attesa ed alle banchine delle
partenze. In questa struttura sono anche previsti alcuni spazi commerciali.
Responsabili LLPP e infrastrutture
Ing. Ugo Gamba - Ing. Valeria Fornaca
| Trasporto | ||
|---|---|---|
| ferrovia n° banchine | 4 | - |
| autostazione n° stalli | 10 | N |
| parcheggi n° posti | 206 | N |
| taxi park | - | - |
| fermate urbane | SI | N |
| parcheggi bici | NO | - |
| Servizi all'utente (1) | ||
| ferrovia | - | - |
| autostazione | SI | N |
| Terziario | ||
| stazione | - | - |
| autostazione | SI | N |
| in prossimità del nodo | SI | E |
Legenda
| costi | finanziamento | ||
| totale | 8.000 | ||
| pubblico | privato | ||
| opere di interscambio (2) | 4.000 | 4.000 | |
| parcheggi | 250 | * | |
| fabbricati e altro | 3.750 | * | |
Legenda